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Non era di salatissimi 110.000 euro il conto finale delle spese inneggianti a San Giuseppe da Copertino ma bensì di 165.000 euro!
La scomoda verità si scopre, andando a spulciare, come sempre, tra gli atti sottoscritti dalla PUGNALONI band; nella fattispecie tra le scartoffie care al vice Sindaco Mauro PELLEGRINI.
Come mai il Comune abbia preferito liquidare le spese in due tranche distinte (in gran parte sostenute da Padre Franco, guardiano del Santuario dedicato al confratello San Giuseppe da Copertino), rispettivamente di 85.000 e 55.000 euro non è dato sapere se non pensando male.
Ovvero: un conto è liquidare 85.000 euro il 24 agosto e altri 55.000 il 5 ottobre e altra cosa è scrivere, in un documento unico, la somma di 140.000 euro!
Attenzione: abbiamo scritto 140.000 e non già 165.000 euro in quanto, bontà loro, i 25.000 euro messi in conto per il Trofeo LAMONICA non sono stati più spesi, causa lavori sul tracciato all’altezza dei Tre Archi.
Ciò non toglie che 140.000 dei 165.000 euro siano stati comunque spesi, fino all’ultimo centesimo. Come? Almeno su questo pare non esistano segreti di Fatima da custodire: 4.000 euro ai Carabinieri per la Fanfara a teatro, 5.000 alla Asso per il contorno di arredo delle Civiche benemerenze ’23 e tutto il resto agli amati frati, Minori si ma non in quanto a costi: destinati ai cari (in tutti i sensi) confratelli 131.000 dei 140.000 euro messi a bilancio… pari al 93.57% di quanto speso!
Abbiamo provato a chiederne conto all’ideatore della spesa, l’Assessore Mauro PELLEGRINI; purtroppo per noi, per lui e per gli osimani, il referente alla Cultura, pur voglioso di comunicare e dire la propria, si è visto costretto alla ritirata dalla mancanza di titolo, nostro, a fare domande. Oltretutto scomode.
Ci siamo allora rivolti al più laico Padre Franco, Guardiano del convento francescano.
“Temo che per avere risposte dettagliate dovreste rivolgervi all’Assessore PELLEGRINI; è infatti il Comune, da qualche anno, che si occupa interamente della parte civile dei festeggiamenti, scegliendo il cantante, luminarie, tombole e fuochi di artificio si o fuochi di artificio no. Insomma noi presentiamo solo il conto di quanto speso da loro…”
Ed ancora, con molta pacatezza e altrettanta chiarezza di idee. “noi come francescani non faremo mai mancare nulla, dal punto di vista religioso, per onorare la ricorrenza del 18 settembre. Sul piano civile dei festeggiamenti, se in futuro gli osimani vorranno continuare a onorare San Giuseppe, sarà come Dio vorrà… Vede, fino al Covid, San Giuseppe poteva contare su un attrezzato gruppo di collaboratori laici, i cosiddetti “festarì” che per tempo, in previsione della festa, battevano il territorio ricavando offerte per far fronte a due/tre giorni di festa. Con il Covid – spiega il Padre Guardiano – questa usanza si è interrotta e non è più ripresa. Negli ultimi anni, quindi, è stato interamente il Comune a farsi carico del problema, lasciando a noi solo la parte formale di un protocollo di spese sostenute”.
Osserviamo. Padre Franco, non sarebbe più giusto, in futuro, distinguere e distanziare nettamente le due partiche, anche per una maggiore trasparenza verso i cittadini, magari di confessione non cattolica?
“Credo che il Comune non possa organizzare, in proprio, feste religiose…”.

Insomma siamo alle solite: fatta la legge, trovato l’inganno. Che poi ad avvalersene siano, di turno, anche operatori religiosi che, ordinariamente, insegnano e indichino agli altri comportamenti opposti… fa parte delle miserie umane a cui la vita ci abitua ogni giorno.
Cosa dovrebbe dunque accadere, visto l’avvento imminente di un nuovo e più saggio Sindaco con allegata, magari, la scorta di un Assessore alla Cultura meno schizzinoso di PELLEGRINI?
L’auspicio è che i “festarì” tornino a riprendere e avere in ruolo caro a San Giuseppe, anche se sarà difficile, se non impossibile, tornare all’antico. Negli ultimi tempi, ad esempio, non si ricordano raccolte di donazioni, da parte di tutta la città, superiori ai 5.000/6.000 euro e con questi spiccioli, considerato che un Max GAZZE’ e la banda folk di CASADEI viaggiano almeno su livelli dieci volte tanto… non si fa molta strada.
E’ altrettanto indubitabile, però, come non si possano letteralmente buttare dalla finestra 140.000 euro per feste che, a questo livello di costo, chiunque potrebbe organizzare uguali o persino meglio.
Soprattutto, pur concedendo ai Frati la diminuente della perfetta letizia e della buona fede, non sono più tempi, gli attuali, quelli vissuti da osimani e italiani, in cui potersi permettere pagamenti sulla fiducia, onorati come un assegno in bianco.
Oltretutto in una società ormai multi laica e frammentata come anche Osimo rispecchia, non più dominata dal credo unitario verso un’unica religione di riferimento.
In attesa che i tempi maturino ulteriormente, non sarebbe male che PELLEGRINI, sia pur su altri spazi preferiti, rispondesse analiticamente su dove sono andati a finire i poveri 165.000 euro di soldi nostri: ok 25.000 risparmiati sul Lamonica, 9.000 tra Asso e Carabinieri, 60.000 per GAZZE’ e CASADEI e i restanti 71.000?
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