ABBONAMENTO TEATRO, ULTIMO STATUS SYMBOL DI OSIMANITA’ CERTA NON SI RISPARMIA, EPPURE TUTTI IN CODA PER IL PASS SOCIALE DI MODA

Nonostante il raddoppio dei posti (da 450 a 900) e una ipotesi di circa 300 tagliandi, sabato i cittadini hanno formato una lunga fila di un centinaio di persone, pronte a quasi tutto pur di spendere in anticipo 145 euro a testa in cultura! La motivazione? Assai meno nobile, nella soddisfazione di esibire o almeno decantare il possesso del tagliando!
Esibire sotto il naso, ad amici e conoscenti, l’abbonamento a teatro? Ecco il nuovo status symbol della Osimo che conta; o almeno che ama farsi notare.
Un vezzo per il quale, di sicuro, non si risparmia: 27 euro al botteghino lo spettacolo singolo; 24,17 offerto in abbonamento.
Altrettanto certo, abbonandoti, non puoi obiettare la qualità del cartellone offerto; sei volte su sei lo spettacolo a teatro deve essere di tuo gradimento… infatti hai già pagato.
Non puoi neanche ammalarti, né avere un imprevisto, un compleanno o una festicciola tra amici… perché alla prima assenza il vantaggio di abbonarsi (circa 13 euro a stagione nel salvadanaio) se va in fumo.
Quest’anno poi non c’è neanche la scusa di non trovare posto in Teatro. La stagione, affidata all’Amat, proporrà sei serate e altrettanti bis il giorno dopo, così da raddoppiare a 900, di fatto, i 450 posti disponibili per ciascun spettacolo a “La nuova Fenice” (lo scorso anno gli abbonati furono circa 300, NdR.).
E allora, se abbonarsi alla stagione teatrale ha, di fatto, solo piccoli svantaggi… quale motivazione ha portato sabato mattina un centinaio di osimani a mettersi con santa pazienza in fila, con qualche spintone e parola di troppo, per accaparrarsi un “prezioso” tagliando da 145 euro?

Una fila risolta, pare, solo grazie all’intervento fai-da-te del neo super Assessore alla Cultura Federica FANTASIA la quale, visto l’andazzo fuori norma, ha pensato bene di armarsi di penna, forbici e foglietti di carta spiegazzati per quattro, otto, sedici, ecc.. in modo da ricavare altrettanti “coupon” artigianali, ovvero numeri taglia fila da distribuire agli astanti.
La cosa pare aver funzionato. Le baruffe si son trasformate in chiozzotte “Sior si, balemo, devertimose, za che semo novizzi; ma la senta, lustrissimo, ghe vorave dir do parolette…” e in 40 circa hanno potuto riabbracciare l’amato tagliando.
Riabbracciare perché in coda, con la nuova Amministrazione PIRANI, pare sian finiti, per scelta politica, anche gli abbonati storici alla stagione teatrale, privati del diritto di prelazione storicamente accordato in passato.
Va bè, poco male. Se i problemi di Osimo sono le code per abbonarsi a teatro, la scelta della località di vacanza, dove passare il week-end e l’indecisione sul miglior nuovo ristorantino da raccontare agli amici… significa che la società Osimana, per fortuna, non ha più gravi e pressanti problemi a cui pensare o risolvere
Lunga vita alle code per abbonarsi a teatro. Teniamocele ben strette… fuori città, dicono, c’è gente che a volte deve decidere contro corrente se preparare pranzo o concentrarsi su un corroborante piatto unico serale…
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