ACQUAROLI FA SCATTARE LA TRAPPOLA UDC, LA BORDONI NON CI CADE PROMESSI DA GOVERNATORE PONTI D’ORO PER MOTIVARE IL TRADIMENTO

Centro-Destra alla disperazione: abbandonato volontariamente Latini (sostituito idealmente da Orsetti), il Presidente deve fare i conti anche con l’addio improvviso di Sandro Antonelli, oltre che al no previsto di Ginnetti. No anche dai suoi, Frontini in primis, a sostenere il peso della candidatura. In mano ad un Acquaroli inadeguato, rivelatosi, giorno dopo giorno e sempre di più inconcludente e deludente, non rispettato nemmeno da chi dovrebbe scattare sull’attenti, il Centro-Destra si avvia a pagare un pesantissimo conto politico: a maggio Osimo, a settembre la Regione
di Sandro PANGRAZI
Priorità alle notizie: oggi, sull’altare del toto-candidatura richiesta da un ACQUAROLI rivelatosi – direbbe Beppe CRUCIANI, privo dalla nascita di sufficiente “pallame” e adeguata personalità – non verrà sacrificata la carriera politica di Monica BORDONI.
Maglietta UDC d’ordinanza, con tanto di Scudo crociato a proteggerla spiritualmente da qualsiasi tipo di proposta indecente, la BORDONI resta pur sempre l’ultimo animale politico, ancora in circolazione, creato da un Dino LATINI, confermato da un Centro-Destra impazzito, come unico escluso; fuori dalla porta pure in queste ore, decisive di niente ma pur sempre decisive.
Escluso quanto? Tipo ultimo dei rejetti appestati a cui chiunque, dotato di normale prudenza politica, farebbe bene a non avvicinarsi troppo.

Passo indietro doveroso con sguardo sull’inutile pomeriggio potentino a “La Cipolla d’Oro”, locale investito da ACQUAROLI da cotanta pubblicità gratuita da farne unico soggetto – il ristorante sulla Regina – uscito vittorioso dalle consultazioni con gli osimani.
Entro la mattinata di oggi, mercoledì 12 marzo il Governatore (sbeffeggiato da ultimo persino da un Sandro ANTONELLI non degnatosi di rispondere presente alla chiamata del teoricamente massimo politico regionale) vorrà avere sul proprio tavolo i nominativi ritenuti spendibili a Sindaco unitario da ciascuna forza, lista o cartello.
Ognuno, a cominciare dallo 0,1 di Base Popolare dirà stoltamente la sua, indicando la FOGLIA, la ROSCIANI o il LUNA della situazione, non avvertendo minimamente tradita la regola-base che da sempre vuole le forze politiche coalizzate in un programma di opere da realizzare, in un progetto di fondo condiviso, almeno a grandi linee, sulla politica generale.
E infine compatte attorno alla decisione simbolica di andare tutti a Roma, passando per l’Umbria o per l’Abruzzo.
Ci fosse tutto questo, la figura del personaggio più adatto a realizzare l’impresa… emergerebbe con naturalezza, fino a convincere tutti di aver compiuto la scelta migliore.
“Se invece – come ha fatto osservare anche ieri LATINI in una dichiarazione all’Ansa – si parte dall’opposto, cioè da un Cetto LAQUALUNQUE, un nome qualsiasi da collegare ad un progetto quale che sia… è ovvio che non si potrà andare da nessuna parte… men che meno a Osimo, se non in braccio a brucianti sabbie mobili”.
Specificato il concetto-base, dall’Udc, stamani, non verrà fatta ad ACQUAROLI qualsiasi proposta. I nipotini democristiani rimarranno a guardare ed ascoltare, prendendo atto dei nominativi piovuti a pioggia nelle ultimissime ore, buoni soltanto a pubblicizzare Base popolare e gli ex compagni di scuola, il mondo Lions e le Mary POPPINS di casa ORSETTI.
Tornando doverosamente alla notizia, il nome di Monica BORDONI stamani non emergerà da una base incapace di comprendere che tutti i giochi sono ormai fatti, messi in piedi e distrutti a grande velocità per il solo gusto di poter soddisfare personalità piccole, eternamente rancorose e disfattiste.
Di fronte all’ennesimo stallo (e buon per il Centro-Destra che il Governo non abbia ancora indicato la data) ACQUAROLI tenterà l’ultima carta, quella della disperazione, facendo in prima persona il nome di Monica BORDONI candidata a Sindaco di una fetta molto piccola Fratelli di Italia, della Lega che non c’è e forse di Forza Italia… ma non già dell’Udc che ad Osimo si legge Liste civiche.
Almeno certamente non appoggiata alle condizioni date in partenza di un LATINI lasciato fuori dalla porta ad origliare, sollecitando chissà quale delizia onanista.

Riepilogo: anche la mossa di far ufficializzare un nome a ciascuna parte in gioco non porterà nemmeno oggi a chiudere il cerchio; ACQUAROLI (il cui dimenarsi, per assurdo, porta ogni giorno ad allontanare la soluzione, anziché favorirla) ne prenderà atto cercando di far passare, tipo l’anno scorso con PIRANI, Monica BORDONI come atto compiuto.
La BORDONI ringrazierà per l’onore il Presidente ma farà sapere di valere un pò più di un capretto destinato ad abbacchi.
E si ricomincerà da capo fino all’ultimo, fin quando fa male, fin quando ce n’è.
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