AGGREDITA AVVOCATESSA DONATELLA BALEANI: VOLEVA STRANGOLARMI “SONO ANCORA VIVA GRAZIE A CINQUE “ANGELI” INTERVENUTI IN TEMPO”

Aggressione promessa e mantenuta da Salvatore Del Campo, 41 anni, catanese, emigrato in Svizzera e soprattutto alle spalle un matrimonio osimano, fallito e con figli. L’uomo ritiene la professionista, residente a Campocavallo e neo consigliera in Osimo Servizi in quota Lega, responsabile della causa di separazione dalla moglie. Da mesi starebbe minacciando le due donne con avvertimenti sempre più pressanti, fino al clamoroso tentativo di ieri mattina ad Ancona. L’uomo in fuga, al momento non ancora denunciato, è stato prima acciuffato dalle Volanti della Questura dorica e quindi rimesso in libertà. Vicinanza anonima, su Fb, da parte di Sandro Antonelli e Alberto Maria Alessandrini Passarini
di Sandro PANGRAZI
“Cerco un legale che abbia a cuore la vita umana e in particolare quella dei bambini…”.
Così scriveva, un paio di settimane fa, in Rete sulla pagina Facebook di “Sei di Ancona se…”, Salvatore DEL CAMPO, 41 anni, originario di Catania, residente in Svizzera a Zurigo, sposato ad Osimo e in corso di separazione dalla moglie.
L’uomo, ieri mattina, si è reso protagonista di una brutta vicenda ai danni dall’avvocatessa osimana Donatella BALEANI, 43 anni, fresca componente nel Cda di OSIMO SERVIZI, in quota Lega-CIUFFO MOSCIO Sandro ANTONELLI.
Per la parte politica osimana, al voto il prossimo 25 maggio, si tratta del secondo “avvertimento” 2025 (sulla scia della tragica scomparsa, un anno fa, di Fausto SANTICCHIA proprio nell’evento di chiusura della campagna elettorale) che per chi ci crede ai “segni del destino” mette insieme la morte dell’imprenditore delle molle Gianfranco FIORETTI, a Castelfidardo (stesso settore del candidato Sindaco Francesco PIRANI) e il tentativo odierno di strangolamento maldestramente messo in opera dal 41enne catanese.

A metterle un braccio attorno al collo ma con intenti tutt’altro che affettuosi è stato il marito di una cliente osimana assistita dalla BALEANI (la stessa al centro, venerdì sera, dell’adunanza incivile a Campocavallo) per una vicenda di separazione.
Sembra che sia la BALEANI che la moglie da mesi siano nel mirino di Salvatore DEL CAMPO che certo non accetterebbe la decisione della moglie di concludere la relazione portando con se i figli.
Da qui il messaggio, con richiesta di aiuto, postato sul social anconetano la sera del 15 marzo e soprattutto l’aggressione messa in atto ieri ad Ancona dal marito deluso, sapendo di una udienza in Tribunale riguardante il proprio caso.
E’ accaduto attorno alle 10.40, al parking scambiatore degli Archi, dove la BALEANI aveva appena parcheggiato l’auto, in attesa di salire sull’autobus verso il centro e il Tribunale.

La donna, in quel momento impegnata al telefono (non con OSIMO OGGI a cui la BALEANI in questi giorni non ha mai risposto) non si è accorta di essere stata, con ogni probabilità, seguita dall’uomo ed è stata, quindi, colta di sorpresa e alle spalle.
Anche perché la presa, tutt’altro che amichevole, è sembrata non volersi allentare mai… tanto di costringere l’avvocatessa a gridare aiuto, con quanta forza aveva in corpo.
“Ho sentito qualcuno avvolgermi da dietro – ha spiegato la BALEANI in Questura – un braccio mi ha cinto il collo e ha cominciato a stringere. In quel momento mi trovavo al cellulare, tanto che la persona con cui stavo parlando ha ascoltato chiaramente l’aggressione in diretta. Ho cominciato a gridare “Aiuto, chiamate la Polizia!”.

Per fortuna, prima degli agenti della Volante, in cinque, tra passanti e gente in attesa dell’autobus, si sono buttati sul malcapitato aggressore riuscendo a farlo desistere e a consigliarsi per una fuga strategica realizzata salendo al volo sul primo autobus di passaggio, per la cronaca linea 42.
Nel tentativo di divincolarsi dalla stretta al collo, Salvatore DEL CAMPO ad un certo è finito frontalmente di fronte alla BALEANI, mostrandosi chiaramente in volto e dando l’opportunità all’avvocatessa di riconoscerlo come il marito accusato di stalker della propria cliente.
In un attimo, mentre DEL CAMPO provava a stringerle al collo entrambe le mani, la BALEANI ha realizzato di essere vittima di un uomo protagonista, da tempo, di un’escalation di minacce, avvertimenti e parrebbe anche persino botte subite dalla moglie… arrivando persino ad incolpare la BALEANI, nei ragionamenti fantasticati dell’uomo, di volere la separazione più e meglio di quanto non desidererebbe, in realtà, la moglie stessa!
“Ho capito che si trattava del marito della mia assistita – ha continuato a spiegare la BALEANI al Dirigente in Questura – perché ad un certo punto costui mi si è parato davanti e con le mani ha cominciato a stringermi il collo, come per volermi strangolare. Ho vissuto lunghi attimi di terrore, per fortuna spezzati dal pronto intervento dei passanti. In cinque gli sono saltati addosso per fargli allentare la presa. Devo veramente ringraziare quelle persone che non hanno avuto paura – ha sospirato la Consigliera OSIMO SERVIZI – e sono corse ad aiutarmi senza pensarci sopra due volte”.
A quel punto DEL CAMPO, probabilmente già soddisfatto dell’avvertimento e comunque vista la mala parata, ha imboccato al volo la pensilina nei cui paraggi il 42 si era fermato, facendo perdere le proprie tracce.
Ma la fuga nel cuore di Ancona è durata davvero poco. Nel volgere di una mezz’ora il catanese, emigrato in Svizzera ma col cuore di marito e padre ad Osimo, era già stato raggiunto, identificato e portato in Questura dalle Volanti uscite sulle tracce del 42 e della descrizione fisica fatta dai presenti.

La BALEANI, invece, ha dovuto gioco forza rinunciare all’appuntamento in Tribunale per farsi accompagnare al pronto soccorso di Torrette.
“Inconcepibile che una cosa del genere possa accadere a chi come me svolge solo il proprio lavoro- C’è da aver paura!” – ha commentato l’osimana a mente fredda, rimandando al ritorno ad Osimo la formalizzazione della denuncia, tanto che il catanese è stato rilasciato dalla Questura già nel pomeriggio, a piede libero.
In effetti se da mesi due donne – moglie e avvocato – vivono sotto la stessa identica minaccia… più di qualcosa non funziona se la Giustizia deve attendere, al solito, l’aggravarsi del quadro penale.
Stavolta almeno è andata bene.
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