“AIUTO, SIGNOR PREFETTO! IL MIO AMICO DINO NON VIENE. CHE FACCIO?” IN VISTA DI MERCOLEDI’, SIMONCINI HA CHIESTO LUMI AL DOTTOR ORDINE

Il Consiglio comunale, dopo la buca del 22 agosto e una sfilza di cinque o sei rinvii consecutivi, riprova a mettersi moto nella coincidenza di data e persino oraria dell’attentato alle Torri Gemelle. Circa il modus operandi suggerito da Ancona sembrerebbero poche le alternative: o Pirani prende atto di essere rimasto solo e si dimette. Oppure può tirare la corda, legittimamente, restando in attesa: o di un miracolo o della scadenza di fine dicembre di Bilancio
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“Signor Prefetto, se anche mercoledì 11 settembre il mio amico Dino LATINI dovesse non partecipare, con il mio ex gruppo politico civico che contribuii a fondare, ai lavori del Consiglio comunale… non consentendo a questo Presidente, per la terza o quarta volta in due mesi, di avviare la normale attività consiliare… quale comportamento mi suggerisce più appropriato?”.
Pare che anche il dottor Saverio ORDINE, 64 anni, pur con nobile retaggio di buon napoletano, Patria del tutto è possibile, non abbia saputo rispondere, sui due piedi, al quesito.
In effetti, prima ancora che SIMONCINI si rivolgesse, in forma ufficiale, al massimo rappresentante su piazza del Governo, l’interrogativo su cosa dica la legge indichi e/o magari su cosa sia più opportuno fare… i politici osimani se lo stanno ponendo da almeno tre settimane o più, allorquando il 22 agosto SIMONCINI registrò il primo no a procedere.

Non possiamo conoscere, ovviamente, la risposta riservata che il dottor ORDINE avrà certamente fatto recapitare al preoccupatissimo SIMONCINI, in trepida fibrillazione quotidiana più per il futuro dello stipendio presidenziale (come anche i lettori, attraverso il sondaggio, stanno certificando, che per le sorti di una Amministrazione nata in bilico e oggi con un piede e mezzo nella fossa.
Non possiamo conoscere il pensiero prefettizio, però, soprattutto, in quanto perché carente di legislatura appropriata per il complicatissimo caso osimano! Insomma i Padri della Patria, nel pensare all’Italia che sarebbe venuta nei successivi 80 anni dalla Liberazione, non avevano idea pallida di come si sarebbero potuti comportare gli osimani del 2024 alla voce politica.
Proprio squisitamente politica, ad una fredda analisi, parrebbe la questione. Nessuna norma, infatti, pare possa costringere un partito, un movimento, il singolo Consigliere a mutare parere e/o comportamento se la propria strategia, il disegno, il percorso sposato prevede tutt’altro comportamento.
Non consentire, attraverso la certificazione del mancato numero legale raggiunto, l’avvio dei lavori, per quanto decisione opinabile ed esposta a critiche (in questo caso neanche tante, vista l’identica scelta operata da tutte le opposizioni presenti in Sala Gialla) è operazione consentita all’infinito dal testo che coordina e indirizza le norme di un Consiglio comunale.

Certo non è operazione consentita per l’eternità. Bloccare di fatto i lavori di una Amministrazione, magari per indurre il Sindaco a prendere atto di non avere più i numeri neanche per poter decidere di andare in bagno, è operazione super esposta al giudizio del popolo elettore e comunque limitata nel tempo all’approvazione annuale del Bilancio; dovuto per la legge ogni fine anno.
Ergo il dottor ORDINE, Prefetto della nostra comunità, dovrebbe aver ricordato a SIMONCINI che tutto, più che nella mani di LATINI è riposto in quelle, meno istituzionali, di Francesco PIRANI.
Se il Sindaco riterrà di non poter andare avanti e di non essere in grado di recuperare in Consiglio comunale il consenso politico mancante… allora sottoscriverà presto le dimissioni dall’incarico, aprendo le porte all’arrivo di un Commissario prefettizio per la gestione della ordinaria amministrazione e l’indizione di rapide elezioni, già in primavera.
Ma se PIRANI, altrettanto legittimamente, dovesse dirsi convinto della esistenza dei miracoli e se qualcuno, chissà quando, come e perché, dovesse assecondarlo portando o riportando all’Amministrazione i voti perduti… ecco che PIRANI potrebbe giungere sino al 31 dicembre e alla ricordata prova capestro del Bilancio.
Attenzione: il 31 dicembre è soltanto l’indicazione di massima consigliata. Lavorando di fantasia (non l’Assessore) e accampando pretesti credibili, PIRANI potrebbe chiedere e ottenere una, due, persino tre proroghe mensili e spostare la data di scadenza da Capodanno a Pasqua, grosso modo.
Ma non oltre.
Così, per conto di Saverio ORDINE, hanno fatto sapere da Ancona e dal mondo della Prefettura; mondo governativo peraltro già allertato di suo da tempo, viste le notizie di stampa che si accavallano su Osimo da sempre.
Prossimo appuntamento mercoledì 11 settembre, ahi ahi, in contemporanea anche oraria col disastro delle Torri Gemelle.
Il dubbio è il seguente: il Consiglio comunale per dichiararsi non convocabile attraverso l’appello del nuovo Segretario, impiegherà più o meno dei pochi minuti occorsi nel 2001 alle Torri una volta colpite… per incendiarsi e poi implodere come castelli di carta su se stesse?
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