ANTONELLI, OTTIMO GIOCATORE DI POKER, SU TRE TAVOLI DIVERSI TRATTAVA IN CONTEMPORANEA CON LATINI, GINNETTI E CICCIOLI!

Forse lo schieramento finale. Quale la tua promessa di voto?
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Dopo dieci giorni con piedi su più staffe, alla fine la scelta dell’ingegnere è andata verso i Civici di Achille, forti dell’ingresso della Andreoni (e altri transfughi dal Pd,) del passo indietro della candidatura a Sindaco del fondatore di Pof e delle previsioni di voto. Conteggi approssimativi che potrebbero comunque aprire le porte ad un clamoroso sorpasso sull’area di Pugnaloni e all’ottenimento del ballottaggio. Si naviga, molto lentamente, verso un braccio di ferro, il 23 giugno, tutto Civico: tra il favorito Latini e l’outsider Antonelli?
Piace(va) molto a Forza Italia (voti spendibili ad Osimo zero); e piace(va) un pò anche alla Lega, pur senza voti in banca, ad Osimo ed anche nei dintorni
Niente o troppi pochi voti ed anche la prospettiva di liste – quelle di Forza Italia e Lega – completamente svuotate da qualsiasi riferimento alla Osimanità.
Insomma, di fronte a 48 candidati (24 per partito) puramente riempi lista, Sandro ANTONELLI ha risposto: ringrazio il Dottore per l’offerta ma rifiuto, mi tengo il mio pacco e vado avanti.
Difficile dargli torto. Quale candidato, per giunta rampante, accetterebbe di abbinare le proprie chances a simboli nazionali di partito vuoti e a nominativi provenienti da Mazzangrugno, Smerillo e Apecchio?
L’ingegnere, giustamente, non se l’è sentita di abbinare ai propri voti, tutti da soppesare e comunque da ricomprendersi tra 1.000 e 2.000, le briciole di consenso parcellizzato di un Centro-Destra molto minore.
Tanto più se lasciato libero di scegliersi, per dieci giorni e oltre, alleati alternativi e meno presuntuosi di TOMBOLINI e ALESSANDRINI, decisamente più affidabili: vedi GINNETTI, soprannominato “Ponti d’oro” e “Penelope” ANDREONI, brava a lavorare di telaio e uncinetto nel ginepraio della Sinistra.
La sicurezza con cui GINNETTI, senza neanche andare a vedere il piatto, ha rispedito al mittente l’offerta politica della vita – 5.000 voti da LATINI in cambio di nulla a livello personale per il Presidente dell’Assemblea regionale – lascia gli osservatori sin troppo intendere come ANTONELLI, al tempo ancora civico Latiniano, complice Paolo MATTEI abbia lavorato per settimane (in contemporanea ma giustamente ?), su tutti i tre diversi tavoli possibili, tutti molto distinti l’uno dall’altro: A) con LATINI e gli altri che gli proponevano la candidatura a Sindaco ma senza la libertà di allearsi col Centro-Destra; B) con la scatola vuota del Centro-Destra, per giunta precludendosi, per forza di cose, l’accesso alla cassaforte civica dei consensi; C) trovare la quadra con GINNETTI attraverso due mosse: un passo indietro di Achille per liberare ad ANTONELLI la candidatura a Sindaco… e un passo avanti della Paoletta in STRONATI per aprire anche alla ANDREONI e soprattutto all’auspicabile smottamento verso il Centro di Consiglieri, Assessori e semplici appassionati della composita galassia di-Sinistra… slavina che dovrebbe annunciarsi a breve.

A breve ma non a brevissimo. Sia i Civici di ogni tipo, che il Centro-Destra e persino il Centro-Sinistra di Michela GLORIO preferiscono attendere, ragionarci sopra, armarsi di calcolatrice e trascorrere notti e giorni all’insegna del motto di Mao, rispolverato da Fratelli d’Italia per l’occasione: “Grande è la confusione, eccellente è la situazione…”.
L’altra sera Carlo CICCIOLI, appena redarguito, 24 ore prima, dalla Senatrice Elena LEONARDI, coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, per la gestione strampalata che da mesi contraddistingue ogni mossa autolesionistica della Fiamma di Ancona verso la nostra città – è tornato a farsi vivo prendendo atto di aver lavorato a vuoto e per mesi sulla pista sbagliata… quel Sandro ANTONELLI che LATINI, con astuzia, gli ha più volto offerto e che CICCIOLI ha fatto suo credendo di chiudere il cerchio e di fare un dispetto grande proprio agli odiati Civici!
In realtà CICCIOLI, rimbrottato anche da ACQUAROLI, tentennante anche quando c’è da far valere il proprio miglior pedigree, si è cacciato da solo in un vicolo cieco, giusto per festeggiare i 100 giorni dal data del voto.

A forza di far circolare esclusivamente chiacchere senza costrutto, intervallate da trentennali cattiverie personali sugli alleati(pensieri e parole non riferibili in pubblico) CICCIOLI si ritrova ora in mano un cerino ardente sempre più corto.
Cerino che prima o poi dovrà essere spento sull’unico nome spendibile – è evidente il riferimento a Dino LATINI -in grado di riportare ad un minimo legale di normalità una Osimo nel caos e nel marasma politico come raramente in altre occasioni.
Quando? Su questo appaiono tutti d’accordo: con calma; senza fretta. Il 9 giugno è veramente lontano!
Non parrebbe. Ma così è.
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