ARGENTINA? LA OSIMO CHE NON SI ARRENDE CI FA UN PENSIERINO VERO DONNA PER DONNA, LA CITTA’ GUARDA PURE ALL’ALTERNATIVA SEVERINI

Verso il risultato più scontato dall’introduzione della legge 81 del ’93 sulla elezione diretta del Sindaco, il mondo Civico e di Centro-Destra si riscopre più diviso che mai, almeno in cinque filoni. Da qui l’idea di appoggiare un giovane da spendere in chiave futura (ma non sono ancora nati!) o di affidarsi ad un traghettatore stile “usato sicuro” (Ginnetti?) per una sindacatura di normalizzazione. Prende così campo anche l’ipotesi, femmina contro femmina, dell’insegnante “super partes” Argentina Severini, 52 anni, sull’esempio del generale-contadino Cincinnato
di Sandro PANGRAZI
E se davvero, da qualche parte, è già scritto che il nuovo Sindaco di Osimo dovrà necessariamente essere femmina… perché non anche Argentina SEVERINI?
A Sinistra, conoscendone bene il valore, fatto di altruismo e strategia, la possibilità di dover fare i conti con “una di loro”, ha già fatto scattare tutti i sistemi di allarme.

Non ancora rosso ma arancione a tinte forti. Per precauzione, ben sapendo che le prossime Amministrative dovrebbero essere una pura formalità burocratica e quindi avendo solo da perdere da eventuali impicci e mosse impreviste, è già partita la parola d’ordine: snobbare la possibile discesa in campo a Sindaco della SEVERINI, in rappresentanza del mondo Civico unitario, sostenuto dal Centro-Destra compatto.
Facile a dirsi. Sarebbe anche facile a farsi, volendo per davvero il bene di Osimo, se i protagonisti del disastro 2024 (PIRANI & ANTONELLI su tutti, ACQUAROLI a seguire), infischiandosene dei danni gravi già prodotti, non fossero più che determinati a concedere il bis… bocciando sul nascere ogni alternativa alla riproposizione di Francesco PIRANI.
Michela GLORIO prende atto e ringrazia; consapevole che giammai LATINI, PIRANI e ANTONELLI, col supporto H/24 anti-Osimo dell’anconetano CICCIOLI e l’incapacità di sintesi propria del Governatore, potranno trovare un accordo di sintesi capace di insidiare, per davvero, il percorso tutto in discesa di Michela “la Rossa”.

La parte, largamente maggioritaria (assai più dei 162 voti di scarto registrati a giugno), della città che non si riconosce nel Centro-Sinistra, stante il persistere dello stallo politico e dei veti incrociati tra nemici vecchi e nuovi del Latinismo, è da tempo rassegnata, già prima dello scoccare della mezzanotte del 4 dicembre scorso, ad un nuovo attraversamento decennale del deserto, già conosciuto con PUGNALONI per un doppio mandato.
Nulla, per davvero, pare in grado di evitare ad Osimo un futuro già scritto e scritto fino al 2035!
A questo mondo, tanto maggioritario quanto rassegnato a perdere, servirebbe più del pane, vale a dire come l’aria che respiriamo, affidarsi a due possibili figure, non avvistabili dai radar della politica non essendo mai sbocciati.
Facciamo riferimento o ad un giovane di belle e ragionevoli speranze, da mandare allo sbaraglio a giugno, consapevoli di perdere ma su cui puntare in vista di un 2030 contendibile una volta maturata la giusta e necessaria gavetta politica.
Un giovane che però ad Osimo, nel nuovo millennio già contrassegnato dal primo quarto di secolo alle spalle, non è mai spuntato alla ribalta.
Avrebbe potuto esserlo il giovane Orsettiano Stefano PESARESI, purtroppo rivelatosi un clamoroso bluff; probabilmente la più cocente delusione politica, seconda solo alla clamorosa fuga di PIRANI dalla tolda di comando.

Altri 25enni da spendere in chiave futura, ad Osimo, non ne conosciamo anche allargando lo sguardo ai meno giovanissimi 30/40enni… altra generazione andata a male.
Mancando giovani di valore su cui puntare, la Osimo che non ci sta avrebbe ben valutato anche l’opportunità di un “usato sicuro”, di un traghettatore, di una figura non di primissimo piano a cui delegare, oltre a cinque anni di buona amministrazione di routine, anche la semina di nuovi virgulti interessati allo Stato sociale e alla crescita della propria città.

Anche in questa ottica, però, il deserto di nominativi da spendere la fa da padrone. Si è pensato e si è detto di Achille GINNETTI, un NICCOLI in copia (quindi non esattamente un complimento se abbinato all’incarico di Sindaco “salvatore della Patria”), a cui la città potrebbe, alla fine dei giochi, affidarsi sperando in un miracolo per gli anni ’30.
Per intenderci, dopo il citato NICCOLI, il Millennio iniziò non a caso con l’epopea di un Dino LATINI giovane che però aveva già avuto almeno un paio di mandati (con ORSETTI e appunto NICCOLI) per prendere le misure alla politica e regalare ad Osimo, tutto sommato, 15 anni di buon governo fatto di intuizioni destinate, almeno alcune, a lasciare un segno dell’avvenuto passaggio.
Achille GINNETTI, oltretutto, avrebbe anche il vantaggio, lo stesso di Argentina SEVERINI, di riuscire ad erodere qualche centinaio di voti al campo avverso, bacino di voti a Sinistra rimastogli in qualche modo fedele.
Appunto avrebbe, godrebbe, potrebbe. Tutti verbi coniugati al condizionale essendo sottoposti alla condizione, in primis, di Sandro ANTONELLI a rinunciare ai sogno di gloria legati a doppio filo all’accordo di sangue siglato con PIRANI, da far valere anche nel 2025!
Dubitiamo fortemente, dunque, al di la del possibile gradimento che le due figure possibili – GINNETTI quale traghettatore e SEVERINI quanto donna delusa dalla Sinistra – potranno ottenere anche in larga parte dell’opinione pubblica, che l’uno o l’altra potranno, alla fine dei giochi, ottenere una candidatura unitaria di tutte le parti, troppe parti, in gioco.
Finirà così, è assai facile prevederlo, con una miriade di candidature mini e super mini, ciascuna per la propria parte, a contendersi una inutile briciola di torta; a dimostrazione che 30 anni di legge elettorale (per l’elezione diretta del Sindaco) non sono bastati per comprendere il facile meccanismo che condanna ciascuna forza ad unirsi (e non a dividersi!) pena la matematica sconfitta certa.
Questo il quadro che a fine febbraio, inizio marzo, risulterà chiaro e ufficiale: Francesco PIRANI candidato di se stesso, appoggiato da Sandro ANTONELLI, da ALESSANDRANI PASSARINI ecc. e forse da Fratelli di Italia; in caso di forfait di FdI la Fiamma osimana correrà in solitario, per contarsi, proponendo a Sindaco il sempre verde “giardiniere” di ACQUAROLI, ovvero Renato FRONTINI.

E poi Giulia DIONISI candidata dei cosiddetti giovani che non ci sono; Monica BORDONI a contare i superstiti Latiniani e Argentina SEVERINI (appoggiata forse da GINNETTI, forse dalla MARIANI, forse dalla SANTONI) a contendersi il più inutile, dovesse mai esserci, dei ballottaggi possibili.
Per un capolavoro al contrario di cinque-candidati-cinque a pescare voti nelle medesime e stesse acque Civiche e di Centro-Destra; con la GLORIO lasciata indisturbata a rappresentare in solitario l’intero mondo avverso.
Così è scritto. E niente e nessuno potrà porci rimedio essendo evidente il vero obiettivo di ogni parte in causa: vinca pure la GLORIO ma giammai di nuovo PIRANI o – peggio a sentire ANTONELLI – un figurante LATINI.
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