ATIM, NICOSIA SBUGIARDA ACQUAROLI: “MA BENEDETTO PRESIDENTE…” REPORT: “600.000 EURO ALLA SOCIETA’ AMICA DELL’AMICO DELL’AMICO”

La trasmissione di Rai3, cult per inchieste giornalistiche politiche, è tornata ad analizzare le mosse della società voluta dall’Assessore al Turismo e affidata a Bruschini. Nel mirino due mostre romane affidate sulla parola al primo operatore su piazza, la COR, disponibile a 300.000 euro ciascuna, oltre il doppio della soglia per l’affidamento diretto. Acquaroli, dopo aver dichiarato di non conoscere Nicosia, corregge il tiro. “L’ho incontrato due volte ma non ho mai messo bocca nelle loro cose…”
di Sandro PANGRAZI
Parrebbe che per diventare un simil commendator NICOSIA, alias il “signore delle Mostre”, possa bastare una banale partita iva societaria (per esempio vedi la COR, creare, organizzare e realizzare), della buona inventiva grafica nell’ideare un marchio ad hoc (ad esempio i Papi e i santi marchigiani e il logo che li ha caratterizzati) e magari delle banali amicizie al più alto livello possibile; più in alto sono, ovviamente, e meglio la mostra riesce bene.

Almeno a dar retta alle ultime rivelazioni della collega Lucina PATERNESI, domenica sera per REPORT, brava a farsi trovare dal “signore” Alessandro NICOSIA (72 anni, catanese di nascita ma carriera romana de Roma) per delle succulenti precisazioni sul chiaccherato e ancora senza risposta caso Atim e soprattutto sui 600.000 euro che l’Assessore ACQUAROLI si è incredibilmente fatto sfuggire dal controllo per un doppio affidamento diretto – ATIM-COR – contro legge.
“Quel benedetto Presidente – spiega il “signore delle mostre” a proposito di ACQUAROLI e della vicenda Papi e Santi – dice che non mi conosceva… ed è la cosa che in questa storia mi ha infastidito di più!
Gli abbiamo portato i progetti “scientifici” e solo quando il Presidente ha dato l’ok si è partiti… BRUSCHINI – ripete NICOSIA – non aveva l’autonomia di dire “ho deciso io” o “faccio io” e portare il pacchetto chiuso al Presidente…”
Il signore delle mostre, dunque, non solo sconfessa l’autonomia di BRUSCHINI e la “inconsapevolezza” del Governatore, ma dice di più e altro.

“Il progetto, dopo che mi ha fatto aspettare almeno due ore – riprende a ricordare NICOSIA – lo abbiamo affrontato. C’era la sua segretaria particolare Elena CONFORTI (portavoce e al tempo barista al Gran caffè centrale di Castelraimondo, NdR.) e il capo di Gabinetto Fabio PISTARELLI… La mostra l’ho raccontata ad ACQUAROLI per filo e per segno che ha così commentato: “Uh che bello…” e ha dato l’ok a BRUSCHINI”

Lucilla PATERNESI (REPORT), in un caffè all’aperto di Roma: QUINDI QUANDO ACQUAROLI DICE: “Non lo so. NICOSIA non lo conosco, deve chiedere a BRUSCHINI…” SIGNIFICA CHE?
“Fammi questo cappuccino in serenità, no?”.
In precedenza, nel 2022, sempre NICOSIA aveva proposto a BRUSCHINI un “progetto scientifico” che avesse celebrato la grande storia delle Marche.
BRUSCHINI, è noto, disse si. Nacque così, per i primi 300.000 euro + Iva affidati sulla fiducia (il limite di legge, oltre il quale serve una gara, nel caso di rilievo europeo, rispetta un plafond per la libera spesa fissato molto al di sotto, a quota 140.000 euro).
La prima delle due mostre romane – Le Marche, unicità nella moltiplicità – ospitata nella splendida cornice di Palazzo POLI, dirimpetto alla Fontana di Trevi!
Oggetto: da LEOPARDI a Maria MONTESSORI , passando sbrigativamente per l’attrice Virna LISI e il Ct MANCINI (dimenticando RAFFAELLO e ROSSINI, troppo “scientifici” da analizzare) BRUSCHINI confermò la copertura di 300.000 euro da parte di Atim “come ribadito nell’incontro avvenuto a novembre 2022, ad Ancona, col Presidente ACQUAROLI”
Il grande successo di pubblico (anche perché la gente non pagava biglietto) ha così suggerito a BRUSCHINI un bis.

Rivela RANUCCI a REPORT: “Il Presidente ACQUAROLI è rimasto tanto contento… puoi inventarti un altro bel progetto?”.
Detto e fatto. Invitato a darsi da fare, l’anno dopo NICOSIA, il signore delle mostre, torna alla carica e il 23 maggio 2024 propone la mostra sui Papi e Santi marchigiani, con tanto di catalogo e location esclusiva a Castel Sant’Angelo. Stessa spiaggia, stesso prezzo: 300.000 euro + Iva, stavolta con tanto di “marchio di fabbrica”, appunto il logo, stranamente inventato da COR e depositato al Ministero del made in Italy solo a contratto con ATIM stipulato.
“Probabilmente – sostiene Micaela VITRI, Consigliera regionale Pd e ormai massima esperta delle alterne vicende Atim – per dimostrare la società COR unica interessata… postuma alla organizzazione dell’evento, nonché massima esperta di Papi e Santi marchigiani!”.

Ma c’è di più. Stando alla ricostruzione della VITRI, la data della mostra sarebbe stata decisa direttamente da ACQUAROLI nel corso di una visita da Ancona fatta dal signore delle mostre.
“E’ indicato chiaramente in una mail di COR” –mostra copia del documento la Consigliera Dem una volta a favore di telecamera.
Incalza anche Fabrizio CESETTI, Consigliere regionale Pd. “Credo che la Procura della Corte dei Conti dovrà fare degli approfondimenti per verificare se ci sono responsabilità di ordine erariale. E’ inoltre gravissimo l’atteggiamento sostenuto dall’Assessore ACQUAROLI quando dice che non si intromette nelle cose di Atim. Oltre ad indurre a pensare, di per se, ad una omissione, lascia pensare che le cose in Atim potrebbero avvenire a sua insaputa…”.
Peccato che a forza di affidamenti diretti – conclude REPORT – i soldi girino tra amici; e peccato che i 600.000 euro spesi da ATIM con la COR per le due mostre potrebbero non rientrare nelle eccezioni previste dal codice degli appalti per gli affidamenti diretti sopra soglia.
Da ultimo una precisazione di ACQUAROLI il quale dopo aver affermato di non conoscere il “signore delle mostre”, ha cambiato idea confermando a REPORT di aver incontrato Alessandro NICOSIA due volte, salvo ribadire che ogni tipo di scelta sulle procedure non era in capo all’Assessore ma a BRUSCHINI; e quindi che non è mai entrato nelle decisioni, né sui soggetti che nelle procedure.
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