“AUTODAFE’” PER SIMONCINI, TORTURATO UN PO’ E MESSO AL ROGO BOCCIATA LA RICHIESTA DI ANTONELLI DI UN PUBBLICO MEA CULPA

Grande scorno per la Olsaretti costretta dagli eventi al ruolo di inquisitrice ma senza l’aplomb e la capacità di sostituirsi alla Corona spagnola nella caccia all’eretico Simoncini, alla fine eletto Presidente. Vittoria politica di un “rinato” Dino Latini e clamorosa protesta del duo Damiano Pirani e Alberto Maria Alessandrini Passarini ecc. presenti in Sala Gialla ma al di la dell’emiciclo
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Niente “autodafè” da Santa Inquisizione (come richiesto dagli Antonelliani al Consigliere candidato Presidente SIMONCINI) e sonoro scorno politico per la portavoce Angela OLSARETTI, rimasta addirittura senza risposta dell’interessato e di fatto guardata dalla Sala Gialla come un animale politico raro… per essere finita clamorosamente fuori tema politico; oltre che rimasta, a conti fatti, con un mucchio di mosche in mano.
Insomma alla resa dei conti sulla faticosissima elezione del Presidente, i 6 Antonelliani si sono presentati solo in 4 all’appuntamento decisivo (con le due alternative a SIMONCINI rimaste per tutto il tempo al palo, fuori dell’emiciclo, vale a dire Damiano PIRANI e Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI ecc.); Antonelliani o ciò che resta soprattutto privi di qualsiasi strategia utile a sovvertire un verdetto già scritto, nonostante ore e ore di pre consiliari.

Alla fine, chiesti cinque minuti di pausa per riordinare le idee, i quattro Antonelliani superstiti hanno dovuto, gioco forza, ingoiare il rospo e accettare il rischio di eleggere, come avvenuto con 14 voti, un Presidente del Consiglio politicamente libero, devoto solo al proprio credo, intimo pensiero e svincolato mandato.
Termina così con un risultato all’inglese, un netto 2 a 0 per LATINI, la sfida lanciata dal duo ANTONELLI & PIRANI al Presidente del Consiglio regionale, avendo il Presidente dell’Assemblea di piazza Cavour (decisivo con un intervento magistrale a rinserrare le fila) condotto in porto una partita non semplice da concludere a braccia alzate.
E non solo. L’elezione a Presidente di SIMONCINI determinerà, a catena, almeno a giudicare le facce dei quattro, un mini scisma in casa ANTONELLI dal momento che entrambe le alternative a SIMONCINI hanno scelto la strada della protesta e della dissociazione restando fuori dai lavori; e non basta. Nell’aria anche la prossima, imminente, irrevocabile rinuncia del Consigliere Stefano PESARESI a far gruppo per entrare nel misto; al momento in solitario, domani chissà.
A termine di una giornata che ha rinverdito i fasti appannati del duo storico civico LATINI-SIMONCINI, pare opportuno citare testuale la dichiarazione, improvvida e bizzarra, pronunciata al microfono da una OLSARETTI uscita scornata assai dal confronto con i propri ex Maestri.
Una OLSARETTI, non si commetta il facile errore di prendere il dato come sola curiosità, classificatesi oltretutto all’ultimo posto dei 22 di ieri in quanto a linguaggio del corpo e pura telegenia, un dato che pure conta.

Questa, testuale, la bizzarra richiesta (un vero e proprio Cinquecentesco “autodafè”, come l’ha bollato a chiare note il Consigliere PELLEGRINI) di una OLSARETTI imbarazzante per se e il gruppo rappresentato.
Un vero e proprio “atto di fede” ispirato alla Santa Inquisizione spagnola, mai preso in considerazione da un SIMONCINI confermatosi bravo cristiano e rimasto muto e vincitore, con la forza di una non replica al sapore di uno smacco, di fronte ad una richiesta ferma e forte e pazza. Come si conviene, a livello Istituzionale, alla seconda carica rilevante del Comune di Osimo, dopo il Sindaco.
Questa la richiesta formalizzata in avvio di lavori dalla OLSARETTI per conto di Sandro ANTONELLI e i suoi.
“Ribadendo l’imparzialità della figura del Presidente del Consiglio, come abbiamo già abbondantemente sostenuto, vorremmo chiedere al collega SIMONCINI una sua dichiarazione, una sua espressione, a sostegno totale della figura del Sindaco e della sua maggioranza che comunque (SIMONCINI, NdR.) garantirà sicuramente nel proseguo dei lavori del Consiglio”.
Apertura del dibattito e parola al citato PELLEGRINI (Pd) e soprattutto a Dino LATINI per sgombrare il campo dal dubbio che un Presidente del Consiglio debba giurare pubblica fedeltà alla maggioranza che lo ha eletto ma che non rappresenta l’intero corpo politico della Sala Gialla di cui SIMONCINI è da ieri pomeriggio Presidente garante.
Insomma una giornataccia da dimenticare per i mancati sei, ovvero i quattro Antonelliani superstiti alla faida, alla fine costretti ad accettare il rischio di premiare, di fatto, un forte oppositore interno.
E ora? Tutto risolto? Si può finalmente lasciare il porto alla scoperta delle promesse Indie? Ovviamente no.
Prossimo braccio di ferro annunciato, quello per il fortino Astea e le sue ricche prebende, contese almeno da Gilberta GIACCHETTI e Marco FIORANELLI.

Detto che la strana protesta del Consigliere Damiano PIRANI si è reiterata per il secondo Consiglio comunale consecutivo; ed evidenziato, strano per strano, il comportamento perdurante di Renato FRONTINI (anche ieri il “trombato” per eccellenza ha trascorso gran parte del tempo in Sala Gialla alla ricerca di visibilità) comunichiamo per buona nota di aver alfine individuato lo spettatore anonimo che l’ultima volta, la settimana scorsa, ebbe da ridire con la vice Sindaco BORDONI!
Trattasi addirittura di un cittadino di Ancona, quindi non votante ad Osimo, orbitante nella sfera di interesse Udc. Il tipo, complice il sole e il caldo, ha creduto male di inveire, chissà perchè, proprio contro la BORDONI, già carica di suo per il “Buffone!” appena sibilato al Consigliere allora astenuto Stefano PESARESI. Risultato? “Vaffa” prontamente ricambiato e restituito al mittente e risultato finale positivo anche in fatto di insulti: Latiniani 2, “pentiti“ 1 e palla al centro
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