BATTERE LATINI? SERVONO TRE PRODIGI… ED ANCHE UN MIRACOLONE! TRA LA GLORIO E GINNETTI IL REBUS CIVICO DI “SANSONE” ANTONELLI

Solo in questo modo, un sostanziale colpo alla schiena del fondatore, i Civici e un Centro-Destra compatto verrebbero costretti al ballottaggio del 23 giugno. Sul fronte opposto il primo scoglio sarà il braccio di ferro tra le due G, designate a governare, la Glorio o Ginnetti? Per ottenere un clamoroso (e per Latini persino insidioso) sorpasso – del medico sull’Assessore – i due contendenti debbono invece sperare di raggiungere quota 27% e quindi toccare ferro. Terzo step: ottenere dall’avversario appena battuto tutti i voti necessari a sostenere il decisivo ballottaggio. Quarto requisito? Sperare in un finale a sorpresa partecipato da pochi elettori avversari e regolato, come sempre, da un solo voto di differenza
Tre super miracoli e – una volta quand’anche ottenuti – ancora un miracolone finale per un totale di quattro ultra prodigi della politica, assistita dal Cielo!
Quattro eventi quasi soprannaturali da indirizzare con sapienza certosina, a mò di altrettante sciagure, sul conto dei ritrovati Civici e del Centro-Destra alleato; per la prima volta, dai tempi delle lamette del mancato Assessore all’Urbanistica BUGLIONI, uniti e compatti. Era il 1999.
Possibile o impossibile da ottenersi? La fredda ragione e il seguente calcolo spingerebbero verso un no sicuro; non è possibile pensare di ottenere tanto, oltretutto tutto insieme.
Non sembra nelle corde attuali di Achille GINNETTI, da anni Candidato a Sindaco di Progetto Osimo Futuro e ora anche della Dem Paola ANDREONI.
Ex pasionaria di un Pd di cui pare destinata, a super breve, ad una clamorosa migrazione verso posizioni assai più moderate, la ANDREONI sembra fatalmente destinata alla stessa nemesi politica subita, per tornare al passato remoto, con Su la Testa e i latiniani già pre 1999, contraria all’accordo vincente col Centro-Destra di allora.
Ma gli stessi quattro super miracoloni dovranno essere affrontati (e vinti), nel Centro-Sinistra, anzi nella Sinistra e pochissimo Centro creato da PUGNALONI in un decennio che da Michela GLORIO, candidata a Sindaco di quanto rimarrà del Pd.

Un Partito democratico che alle difficoltà nazionali, già gravi, dovrà aggiungere la situazione di divisione interna, mai – elettoralmente parlando – così grave. Un partito mai come oggi in mano ad una persona sola, oltretutto convinta di aver già largamente perso, qualsiasi mossa ci si inventasse di giocare.
Un Pd privato del carisma (e del lavoro sottobanco di decine di peones al servizio della Vice Sindaco) a cui solo la stramberia politica dei 5 Stelle, in caduta libera dal 2018, ha portato un sorso rinfrescante di acqua; ma giusto un sorso essendo i pozzi grillini avvelenati da tempo e sottoposti da cinque anni consecutivi ad adduzioni straordinarie in termini di credibilità, capaci di prosciugare l’intero corpo elettorale, un tempo stellato. E nel 2024 certificato al limite dell’esistenza in vita.

Non fosse più che chiaro, ci spieghiamo meglio: sia Achille GINNETTI che Michela GLORIO necessitano, come passo iniziale obbligato, di superarsi a vicenda. Questo, infatti, imposto dalla legge per l’elezione del Sindaco a due tempi, tramite ballottaggio, il criterio sine qua non per sperare nel Sinistra-Centro: superare l’avversario e al tempo stesso augurarsi che Sandro ANTONELLI decida di imitare Sansone e di morire politicamente insieme a tutti i Filistei. Ovvero limiti la vittoria al primo turno di LATINI (altrimenti scontata) e con un manipolo di eroi strappi all’ex amico i voti necessari per stravincere al primo turno.
Per ottenere cosa? Nulla in particolare per se stesso… se non far vincere l’orgoglio e premiare gratuitamente e inaspettatamente la Sinistra pugnaloniana col regalo di un ballottaggio piovuto dal Cielo; ergo doppio turno previsto il 23 giugno e destinato al vincente del braccio di ferro in doppia G, GLORIO-GINNETTI.
In caso il lavorio di ANTONELLI dovrebbe comunque portare al risultato di un LATINI vicinissimo all’obiettivo ma tecnicamente fuori, che possiamo dire… un inutile 48% dei consensi; date le condizioni ecco che GINNETTI e la GLORIO dovrebbero entrambi puntare a toccare non meno di quota 27%… vale a dire la percentuale magica che assicura sorpasso e ballottaggio: LATINI-GINNETTI o LATINI-GLORIO.
Ma chi tra le due G? Al momento, stando ai numeri di partenza del 2019, la candidatura GINNETTI-ANDREONI e altri è stimata attorno ai 3200 voti, 3.5000 in caso di exploit; sul fronte opposto la marmellata giallo-rossa, seppur depurata degli Andreoniani e degli yes man 40enni in cerca di un futuro qualsiasi (in politica o nella società), appare in vantaggio, stimata in grado di toccare il porto dei 5.000 consensi; quota minima toccata, storicamente, dal Centro-Sinistra in ogni elezione Comunale.

Ma fin qui, tutto sommato – specie dopo la mossa a sorpresa di LATINI che, in un colpo solo ha ufficializzato la propria candidatura (annunciata da OSIMO OGGI sin da luglio ’23) e l’accordo sostanziale con il Centro-Destra sulla propria figura – il ballottaggio del 23 giugno parrebbe pura ipotesi o addirittura fantascienza politica; insomma quasi una bestemmia al pensiero.
Dovendo però analizzarsi – qui – le possibilità di un Centro-Sinistra diviso e spaccato in due, nel riuscire a prevalere su LATINI… ecco che al superstite del braccio di ferro tra G e G servirebbe anche il quarto e ultimo miracolone: trasformare il ballottaggio desiderato in un referendum a suffragio universale pro o contro LATINI; insomma un film già visto due volte nel 2014 e pure nel 2019, LATINI si, LATINI no…
Riepilogando: 1) il Centro-Sinistra, compreso di Liste civiche ginnettiane e 5 Stelle, si presenta all’appuntamento del 9 giugno diviso, scissionista e con candidati a Sindaco alternativi, diversi, anzi diversissimi.
2) l’uno deve prevalere sull’altro e conquistarne pure l’elettorato pressochè al gran completo;
3) LATINI e il Centro-Destra dovrebbero nel contempo, misteriosamente fallire impostazione e messaggio comunicativo, pagare dazio a Sansone ANTONELLI e terminare almeno un passo sotto il raggiungimento del quorum.
4) per la terza volta su tre la Grazia del Cielo dovrebbe discendere in Terra ad illuminare gli Osimani e consigliarli di scornare nuovamente il buon LATINI il 23 giugno. Come già successo due volte; nel 2014 (per due voti) e nel 2019 per un centinaio… Quanti nel 2024?
Ma qui, onestamente, ci fermiamo, non riuscendo a capacitarsi di come la stessa parte politica possa davvero battere ancora i favoriti e sul filo di lana… anche per un solo voto in più!
In realtà proprio sperare di rivincere ancora, pur se con un solo consenso di differenza, è quanto di massimo possibile oggi resta alla Sinistra-Centro. Un testamento politico offerto agli Osimani dal magico mondo Pugnaloniano e in dieci anni recapitatoci in tutte le salse… diluito tra falsi fasti e vere feste al motto di “Vietato pensare” o “Scemo chi lavora” (per Osimo). Semmai – ha insegnato per anni l’Assessore ai Lavori Pubblici Flavio CARDINALI – ci pensa lui; sempre e solo lui.
Questa, in fondo, la chiave dio volta delle Comunali; la filosofia di vita del padre e padrone che gli Osimani dovranno giudicare, al di la dei nomi in ballo.
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