sabato, 18 aprile 2026

BOOMERANG TARI TRAVOLGE OSIMO, 3.025 FAMIGLIE INADEMPIENTI: LATINI LO AVEVA PREVISTO MA PIRANI PREFERI' L'AZZARDO E LA CADUTA

L'analisi dei dati ufficiali certifica il fallimento della politica dei rincari: oltre 3.000 famiglie in ginocchio e un buco di bilancio mai visto di 1.147.285€. Mentre le Liste Civiche rivendicano la coerenza dello strappo in nome della tutela dei cittadini, l'attuale amministrazione incassa i frutti di un aumento che ha affossato Pirani dopo soli cinque mesi, consegnando di fatto la città a un nuovo lungo corso della Sinistra

Di Sandro Pangrazi | 18-Apr-2026 5 min di lettura
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BOOMERANG TARI TRAVOLGE OSIMO, 3.025 FAMIGLIE INADEMPIENTI: LATINI LO AVEVA PREVISTO MA PIRANI PREFERI' L'AZZARDO E LA CADUTA
 
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di Sandro PANGRAZI
 
Era prevedibile a livello di record ma non da sforare il milione di euro non incassati!
I dati definitivi sull’evasione della tassa rifiuti 2025 (Tari) non fotografano solo un bilancio cittadino in sofferenza, ma certificano il fallimento, semmai ci fossero ancora dei dubbi, di una stagione politica, quella di Francesco PIRANI, durata appena cinque mesi.
Con 3.025 famiglie inadempienti e un buco ufficiale di 1.147.285 euro non incassati, Osimo ha toccato un record negativo storico, specchio anche di una pressione fiscale diventata insostenibile.
 
Lo storico dell'evasione Tari a Osimo
 
Anno Importo Inevaso (Accertato) Note e Contesto politico
2025 € 1.147.285 Record Storico (Amm. Pirani)
2024 € 995.983 Trend in crescita (Amm. Pugnaloni/Pirani)
2022-23 € 850.000 (media) Periodo post-pandemia
2018-19 € 800.000 Controlli intensivi Astea
2014 Dato d'esordio Istituzione TARI (Legge 147/2013)
 
Il peso del rincaro: morosità per necessità
L'ammontare del credito da recuperare è impressionante: ognuna delle tremila e passa cartelle ha raggiunto la media di 380 euro.
In pratica una famiglia su quattro si è trovata, lo scorso anno, nell'impossibilità di far fronte alla tassa comunale!
Un dato che conferma come per migliaia di osimani il mancato pagamento non sia stata una scelta dolosa, ma una morosità per necessità.
Di fronte a tariffe balzate ad Osimo a 406 euro di media – contro una media nazionale di 340 euro – molti nuclei si sono trovati nell'impossibilità oggettiva di pagare.
 
Confronto Tariffe: Osimo vs Italia
 
Anno Spesa Media Italia Spesa Media Osimo Divario Locale
2025 € 340 € 406 + € 66
2024 € 329 € 363 + € 34
2021 € 312 € 305 In linea con la media
 
La gestione tecnica e il fallimento dei bonus
Il servizio, gestito da Astea SpA, che calcola il tributo incrociando i metri quadri degli immobili con il numero degli occupanti, ha evidenziato una frattura sociale profonda.
Su circa 12.000 utenze domestiche registrate in città, il 25% ha alzato bandiera bianca.
E a nulla sono valsi i temptativi di mitigazione: il Comune aveva stanziato un mini fondo di 150.000 euro per attutire i rincari (di cui 90.000 euro destinati alle famiglie), ma la misura si è rivelata come una goccia nel mare.
Il segnale più chiaro è arrivato dal bando per le agevolazioni: ben 856 famiglie hanno presentato domanda di aiuto, un numero mai visto prima che testimonia come la soglia di povertà o di difficoltà temporanea si sia allargata drasticamente.
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La profezia di LATINI e lo scontro politico
Oggi quel milione di euro di insoluto appare come il monumento a una crisi politica che si poteva e si sarebbe dovuta evitare.
L'aumento della Tari fu infatti il primo e fatale scoglio contro cui si scontrò la coalizione di governo post PUGNALONI.
Su questo punto l'alleanza con i Latiniani giunse alla rottura definitiva nel giro di poche settimane.
Le Liste Civiche, come da programma elettorale, si opposero duramente a ogni rincaro, ritenendo gli importi già fuori mercato per le tasche di troppi cittadini osimani.
Anche in questo Dino LATINI fu buon profeta: aveva previsto con estrema lucidità che l'aggravio fiscale avrebbe spinto migliaia di famiglie verso l'insolvenza, trasformando una manovra finanziaria in un boomerang sociale.
Il rifiuto dei Latiniani di avallare nuovi pesi fiscali su cifre già altissime, segnò lo strappo che portò alla fine improvvisa della Giunta dopo soli cinque mesi di mandato, lasciando il Comune in balia di una paralisi amministrativa senza uguali.
 
Il paradosso di Michela GLORIO
In questo scenario si è inserita l'attuale Amministrazione GLORIO, che si ritrova oggi in una posizione paradossale quanto vantaggiosa.
Da un lato, il nuovo Sindaco non solo beneficia politicamente della rottura della precedente maggioranza, ma si avvantaggia dello scontro che le ha spianato la strada verso Palazzo comunale potendo dire: "Noi non abbiamo aumentato nulla…".
Dall'altro, appunto, si ritrova a godere materialmente dei maggiori introiti derivanti proprio da quegli aumenti che avevano causato la crisi dei suoi avversari.
Michela Glorio si ritrova così a gestire un "tesoretto" di accertamenti da oltre un milione di euro, incassando i frutti economici di una manovra che ha distrutto politicamente chi l'ha preceduta.
 
Conclusione: l'azzardo fatale di PIRANI
Resta l'evidenza di una gestione politica che ha preferito lo scontro frontale al buonsenso.
Francesco PIRANI ha voluto forzare la mano su un doppio pesante aumento della TARI, una scelta difesa con ostinazione pur sapendo che avrebbe messo a serio rischio molte famiglie e la tenuta stessa del suo mandato.
Un azzardo consapevole che ha prodotto un risultato disastroso su due fronti: da un lato ha consegnato Osimo a un’evasione fiscale senza precedenti, portando all’esasperazione migliaia di famiglie; dall’altro ha provocato il suicidio politico della sua stessa maggioranza consentendo un altro decennio alla Sinistra dopo il doppio mandato PUGNALONI.
Il "buco" da 1,1 milioni di euro non è solo un deficit contabile, ma il simbolo di un'Amministrazione che, offuscata dalla vendetta verso LATINI, aveva perso sin da subito il contatto con la realtà economica degli osimani, pagando come Sansone il prezzo più alto: la caduta propria e quella dei nuovi (malcapitati) Filistei.
 

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