CAMPANELLI CONVOCATO COMMISSARIATO: “CI PENSI LEI O AGIAMO NOI” IL PRESIDENTE SQUALIFICATO: “GLI ULTRAS RESTINO FUORI DAL DIANA!”

Tardiva presa di posizione del massimo dirigente dell’Osimana. Messo alle strette dalla relazione di Polizia sul dopo partita con il Matelica, Campanelli ha invitato i violenti a cercarsi un altro club di riferimento. “Tutti sbagliamo, io per primo; ma simili atteggiamenti nel nome di Osimo non potranno più essere tollerati”. Peccato la squalifica del Giudice sportivo abbia colpito anche il Presidente!
“E’ inconcepibile che dopo i fatti di Massa Martana dell’anno scorso, si ricada in gesti simili”.
Musica e parole del Presidente dell’Osimana Antonio CARLETTI, uno che quando parla, c’è di che tremare per qualche strafalcione sportivo all’orizzonte.
Detto e fatto. CAMPANELLI, all’indomani dei “fattarelli” di Osimana-Matelica, della doppia squalifica del Diana, della pesante multa e della nuova pubblicità su Osimo, patria di mamme eternamente incinta di nuovi deficienti, ha pensato bene di chiedere scusa e di prendere le distanze dal mondo ultras più esagitato, invitando i responsabili del lancio di oggetti in campo, a raccogliere le proprie cose e cambiare sport.

Peccato che il “là” al dopo partita sia stato abbondantemente innescato dallo stesso Antonio CAMPANELLI (inibito fino al 5 febbraio) che per coerenza dovrebbe essere il primo a penalizzarsi lasciando, magari, l’Osimana a qualche anima più capace.
Temiamo non sarà così e che a pagare saranno solo in due o tre, presi a caso, tanto per dar modo di rivendicare un successo, nel processo dichiarato di ritorno alla sportività perduta.
Nel frattempo CAMPANELLI è già stato convocato in Commissariato, redarguito a pretendere dai “tifosi” un comportamento più consono e meno simile alle scimmie, avvertito del fatto che il Diana, una volta smaltite le due domeniche di squalifica, verrà attenzionato da più micro camere volte ad individuare i futuri autori di ulteriori gesti di gloria.
Basterà per iscrivere Osimo alla normalità. Facile la risposta: non basterà-
Ma ecco il CAMPANELLI-pensiero, rivolto in esclusiva agli errori degli altri.
“Sbagliano i giocatori, così come gli arbitri e anche noi dirigenti; io stesso sono stato squalificato per alcune parole colorite.
Ma voglio ricordare ai tifosi che le partite non si perdono per colpa degli arbitri. Il Matelica ha messo dentro una palla e noi, nonostante le tante occasioni, no.
Certo, hanno pesato gli episodi da rigore, forse addirittura quattro non concessi… ma se abbiamo perso è per colpa nostra.
I tifosi devono garantire maturazione. Noi dirigenti a volte abbiamo ecceduto con le parole ma mai con violenza fisica. La stessa cosa deve valere per i nostri tifosi che pur essendo importanti… E’ bene che quanti si sono resi responsabili del lancio di oggetti in campo a fine gara, per il futuro e per sempre resti lontano dal Diana.
Questi soggetti non danno una bella immagine di Osimo, servono paletti. Chi sbaglia deve pagare. Chiediamo scusa al guardalinee e ringraziamo il giudice sportivo che non ha ripristinato la vecchia condanna di Massa Martana”.

Tutto molto regolare. Tardivo ma ineccepibile. Personalmente avremmo adottato anche il divieto di ingresso al campo sportivo dei cosiddetti “ultras” (fenomeno ridicolo nel calcio dilettantistico, specie se abbinato a spettacoli sportivi paragonabili ai confronti tra scapoli e ammogliati!) ma pur sempre meglio di niente.
Piuttosto il pulpito da cui CAMPANELLI predica la pace nel mondo pare fuori luogo. Non si possono lanciare lezioni di comportamento sportivo, dividere i buoni dai cattivi, quando il primo a dare l’esempio del contrario, è appena stato squalificato per le medesime intemperanze.
Inevitabilmente, il colpevole chi ascolta, finisce col capire l’esatto contrario.
Agli occhi dei buoni, invece, si risulta, ben che vada, o non credibili o sciocchi. O peggio.
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