CHIUSO DAL NORM IL CANALE DI RIFORNIMENTO COCA DI VIA MARCO POLO PUSHER OSIMAN SENEGALESE FORSE TRADITO AL CIMITERO DA UN CLIENTE

La trappola scattata a mezzanotte grazie all’abilità investigativa dei Carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile e magari alla lingua lunga di un assuntore. Younouss GUYE, 33 anni, incensurato, deteneva 23 grammi di droga sotto un pino del Cimitero di via San Giovanni. L’extra comunitario, residente nei pressi, è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa del processo
Tradito con probabilità da un cliente rimasto invischiato nella fitta rete di prevenzione, tessuta quotidianamente dai Carabinieri del nucleo Operativo, diretti con la solita dedizione e professionalità dal Luogotenente Giuseppe ESPOSTO.

A farne le spese un altro osimano di importazione, tale Younouss GUEYE, 33 anni, origini senegalesi, residente al 53 di via San Giovanni, nei pressi del cosiddetto Cimitero vecchio.
Ed è proprio sotto un pino, fuori del camposanto, distante poche centinaia di metri dall’abitazione dell’osimano, che GUEYE nascondeva un piccolo rifornimento di cocaina – esattamente 23 grammi – e quanto necessario per suddividerla in 46 dosi, già confezionate e destinate al pubblico osimano.

Proprio un osimano, dicevamo, potrebbe aver venduto l’informazione ai Carabinieri che, messe sotto osservazioni le piste del senegalese, hanno impiegato poco a verificare che l’uomo era per davvero tutta casa e chiesa; o per meglio dire casa e il poco distante cimitero… conservando il malloppo che avrebbe potuto tradirlo proprio sotto un pino antistante il luogo sacro, ben nascosto nel terriccio, all’interno di involucri ermetici alla pioggia e/o alla razzia di animali randagi.
Verificata l’informazione come vera, ai militari non è dunque rimasto altro da fare se non far scattare la trappola, organizzando l’arresto in flagranza di GUEYE attraverso una richiesta di coca per il prossimo week-end giunta all’incensurato spacciatore dallo stesso insospettabile cliente.

Non immaginando la trappola, ieri sera, attorno mezzanotte, il senegalese si è recato a piedi fino al cimitero, rintracciando nell’oscurità, rischiarata dal solo telefonino, il pino che nascondeva la sostanza proibita.
Ad attenderlo da qualche ora, nell’oscurità del luogo, non visti da GUYE, almeno cinque o sei Carabinieri, liberi dall’uniforme, che hanno lasciato fare il senegalese sino a quando l’uomo non si è ritrovato in mano il contenitore con la cocaina già bella e suddivisa in dosi.
Troppo tardi per tentare di disfarsi del malloppo gettando la droga oltre una siepe, praticamente in mano ad un carabiniere in borghese!

Esattamente il momento che gli uomini del Luogotenente ESPOSTO attendevano con pazienza, nella notte, nascosti nei paraggi.
Palesatisi al comando prestabilito, i Carabinieri non hanno dato all’uomo neanche il tempo di pensare, facendo scoccare ai polsi del disorientato mercante di morte il click delle manette
Dal successivo sopralluogo nella vicina abitazione di GUYE sono inoltre saltati fuori 780 euro in tagli da 50, sequestrati dai Carabinieri, come da prassi, in quanto ritenuti provento dello spaccio.
L’arresto dell’osimano di origini extra comunitarie, ha così permesso al nucleo Operativo e Radiomobile osimano di interrompere un flusso di rifornimento finalizzato al centro storico e alla prima periferia avendo come principale luogo dello spaccio la zona di via Marco Polo e segnatamente l’angolo tra il centro scommesse Snai e l’attiguo Club Italia, spazi tutti i giorni molto frequentati, in particolare, da giovani e giovanissimi osimani con quattrini in tasca.

Questa mattina Younouss GUEYE è comparso in Tribunale, ad Ancona, per la convalida dell’arresto e il processo per direttissima, non celebrato per la richiesta dell’avvocato difensore di acquisire ulteriore documentazione.
Il senegalese corporatura alta e grossa, rimasto disciplinatamente e per tutto il tempo senza parole, è così stato posto dal giudice, nell’attesa dell’invocato termine a difesa, agli arresti domiciliari.
Rimarrà presso la propria abitazione di via San Giovanni, 53 – a pochi passi dal pino, dal Cimitero e soprattutto dal ricordo dei convulsi attimi immediatamente precedenti la materializzazione, da tutti i quattro lati, di altrettanti carabinieri – fino al prossimo processo.
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