CHIUSO IL “FLAMINGO”, DI NUOVO BECCATO CON UN LAVORATORE IN NERO INOLTRE IL RISTORANTE NON CONSENTE AI DISABILI L’ACCESSO AL BAGNO

Attività sospesa, maxi multe per un importo complessivo di 9.600 euro e obbligo di mettersi in regola con il Decreto 1989 che regolamenta l’accesso dei portatori di handicap nei locali pubblici. Tensione al momento dell’arrivo dei poliziotti, anticipati solo tre mesi fa dal controllo, positivo, dell’Ispettorato del Lavoro
Il comunicato della Questura di Ancona non brilla per chiarezza; sembra anzi scritto con eccessiva disinvoltura; tanto che, anche, dopo diverse volonterose letture, non si comprende da quando a quando un Decreto di sospensione dell’attività, emesso per l’occasione, inizierà ad avere effetto e per quanto tempo, presso la pizzeria-ristorante FLAMINGO di San Biagio.
Di fatto, stando alla nota comunicata alla stampa dalla portavoce Daniela ISCARO, il ristorante risulta essere, già in questo momento, chiuso al pubblico; indipendentemente dagli esiti del controllo. Vai a sapere perché.

Inoltre, piovendo sul bagnato, il FLAMINGO sembra destinato a rischiare grosso pure in futuro per essere risultato non in regola con le norme anti barriere architettoniche… realtà che ostacola l’accesso al bagno ai clienti portatori di handicap.
In questo caso, però, non basteranno salatissime multe. Un Decreto del 1989 impone ai pubblici esercizi, tra cui bar e ristoranti, di rispettare la norma che consente alle persone con disabilità che accedono ai locali di usufruire dei servizi igienici in mode agevole. Pena la possibile dichiarazione di inagibilità che il Comune potrebbe emetterla in presenza di barriere architettoniche.

Nella circostanza è stato accertato che i bagni del FLAMINGO, posizionati al piano inferiore, sono raggiungibili solo da una scala di servizio interna priva di servoscala per disabili.
Se a tutto questo aggiungiamo la coincidenza che il ristorante-pizzeria di San Biagio, l’unico della frazione, era già stato visitato a novembre da funzionari del servizio ispettivo del Lavoro, rilevando la presenza di un lavoratore in nero… si può umanamente comprendere, non condividere, la reazione sconfortata della titolare del FLAMINGO, nei giorni scorsi, all’arrivo nel locale di Polizia inviata dal Questore Cesare CAPOCASA sia da Ancona che Osimo!
Per gli agenti, magari, nulla di più banale (una verifica della licenza e di controlli amministrativi, espressamente raccomandati, come dicevamo, dal questore in persona); ma dall’altra parte la visita parrebbe essere stata letta come una “persecuzione” personale, vista la reazione denunciata… quasi una aggressione verbale già all’ingresso in sala.

Stando al comunicato emesso “al momento dell’ingresso nella sala che ospitava alcuni avventori, i poliziotti sono stati aggrediti verbalmente dalla titolare e da un suo dipendente, poi rivelatosi privo di contratto di lavoro.
La verifica non è stata per nulla agevole, tenuto conto che ad ogni richiesta di mostrare la documentazione la titolare si è mostrata assolutamente non collaborativa.
L’atteggiamento dei due non è sfuggito ai clienti che, assistendo alla scena, sono rimasti impietriti di fronte all’attacco ingiustificato contro persone che stavano svolgendo il loro dovere”.

Emersa la recidiva di novembre 2024 circa la presenza di personale non in regola, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ancona, incaricato dalla Questura, ha così provveduto a notificare all’interessata un decreto di sospensione di attività, con allegata richiesta di pagamento di una maxi sanzione di 5.000 euro.
Inoltre la proprietaria del ristorante-pizzeria FLAMINGO dovrà pagare le somme ulteriori di 2.500 euro per la mancata esibizione del piano di emergenza ed evacuazione, a cui sommare 1.800 euro per il lavoratore irregolare ed infine aggiungere 300 euro per la mancata esposizione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande.
Totale sanzionato 9.600 euro, oltre la chiusura a tempo (durata non resa nota) e l’obbligo, nel frattempo, di rendere i bagni raggiungibili anche ai clienti con disabilità.
Per par condicio la Questura di Ancona assicura che “i controlli amministrativi proseguono e l’attenzione resta elevata su tutta la provincia, per accertare eventuali irregolarità che possono ripercuotersi sulla sicurezza e l’incolumità dei cittadini”.
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