“CI PENSO IO A LEI…”, ASSOLTO AUTOMOBILISTA APOSTROFATA COSI’ UNA ISPETTRICE DEL COMMISSARIATO

In Tribunale l’imputato, un avvocato di Benevento impegnato in politica, si è scusato con la poliziotta per la frase malintesa, ottenendo l’assoluzione perché il fatto di oltraggio a pubblico ufficiale non sussiste. La vicenda speculata politicamente sulle pagine de “Il Fatto quotidiano”
Viaggiava da Benevento alla volta del carcere di Montacuto, quando l’avvocato Gerardo GIORGIONE, 54 anni, è stato intercettato, all’altezza del casello autostradale, da una pattuglia del Commissariato.
Patente e libretto di rito. Peccato che il permesso di condurre, dimenticato in studio, da una verifica al terminale sia risultato anche non rinnovato. E quindi scaduto.
Il tutto, fermo sulla piazzola, con i minuti necessari al controllo che saranno sembrati ore a legale campano, peraltro fermato dalla pattuglia osimana già in ritardo rispetto all’appuntamento in cella con giudice e cliente.

Scosso dall’orologio che implacabile aumentava il problema, tra l’avvocato e la pattuglia si è così sviluppato un crescendo di discussione, al limite del classico e sempre verde “lei non sa chi sono io”.
Forte del dono innato dell’arte oratoria, GIORGIONE ha così cominciato a mostrare sempre meno pazienza, fino ad inveire in particolare contro l’ispettrice che, più del poliziotto, si ostinava a redigere il verbale, sequestrare la patente, ecc.
Così, quando l’avvocato, nonostante l’ordine perentorio della poliziotta di non rimettersi alla guida, è tornato a sedersi al volante, Gerardo GIORGIONE ha sibilato la frase: “Ci penso io a lei…”.
Invettiva che a distanza di 5 anni ( i fatti sono del luglio 2018) è costata al legale la denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale e il conseguente rinvio a giudizio presso il Tribunale di Ancona.
Ieri in aula l’avvocato beneventano, tra l’altro politico locale di razza essendo stato Assessore del Sindaco MASTELLA, poi anti Mastelliano dichiarato e infine, attualmente vice coordinatore provinciale di Forza Italia, si è prontamente scusato con l’ispettrice osimana, ancora in servizio ad Osimo, sottolineando che il fatto ha avuto origine dalla pesante situazione di stress collegata al ritardo rispetto all’importante appuntamento di lavoro. Scuse accettate e fatte mettere a verbale dalla poliziotta, di fatto chiudendo il procedimento.
Il Pubblico ministero si è accodato alla richiesta del difensore ed anche il giudice onorario Antonella PASSALACQUA è risultato dello stesso parere assolvendo GIORGIONE perché il fatto non sussiste.
A proposito di fatti. Al giornale “Il Fatto quotidiano”; foglio di comprovata fede grillina, era pervenuta voce del prossimo appuntamento in Tribunale dell’esponente forzista; ghiotta occasione per extrapolare un articolo di colore, in vista del processo, a metà strada tra il gossip e l’interesse politico.
Di fatto informando Benevento tutta dei vecchi guai di Gerardo GIORGIONE (Mastelliano, anti e forzista) ieri al pettine della Giustizia. Giochi sporchi della politica, insomma, in chiave… stradale.

Questo il commento dell’ex imputato: “La sentenza è la chiara dimostrazione che bisogna sempre attendere prima di veicolare certe notizie; notizie che possono intaccare anche equilibri familiari.
Per fortuna la mia amata famiglia, la mia adorata moglie e i miei figli, nonché gli amici e i conoscenti, mi sono stati vicino.
Ora la persona che ha voluto divulgare ad arte questa notizia, strumentalizzandola e mistificandola artatamente, dovrebbe avere il coraggio di chiedere scusa… poiché si è dimostrata falsamente garantista e poco cristiana.
Spero solo che non paventi una formazione cattolica – così si è congedato da Ancona il legale, alludendo al corvo beneventano – ma si professi praticante.
Per fortuna il tempo è galantuomo… torniamo a parlare di politica”.
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