COLPITO A MORTE IL CINGHIALONE, ORA INIZIANO I PROBLEMI VERI GIA’ DAI FESTEGGIAMENTI TRASPAIONO LE DIVISIONI TRA I “PARENTI”

Sei elettori Antonelliani su dieci non hanno votato e lo hanno fatto a favore della Glorio (!) rendendo la maggioranza Pirani – appena 162 voti – tanto debole nei numeri che forte per mancanza di alternative politiche. 4 Consiglieri per il Sindaco, 4 per Antonelli e 4 per Latini. Oltre a Fratelli di Italia (2) e ai “cani sciolti” Ginnetti (assente per i festeggiamenti) e Alessandrini, super festante
Quattro Consiglieri all’area politica facente capo al Sindaco Francesco PIRANI (compreso se stesso), quattro al gruppo di Sandro ANTONELLI (compreso l’apparentato), quattro al gruppo di Dino LATINI, due a Fratelli di Italia e uno ciascuno a Ginnetti e ad Alessandrini.
Questa la nuova geografia della maggioranza (e relativi rapporti di forza) costituitasi ieri pomeriggio con la storica elezione di PIRANI a 16° Sindaco dal dopo Guerra.

Ottenuto a fatica il fondamentale obiettivo comune di ammazzare il cinghiale-PUGNALONI (suicidatosi politicamente con l’exploit al seggio 19, valso esattamente i 162 voti di differenza) per la neo maggioranza Civica e di Centro-Destra iniziano solo ora i problemi. Ma problemi grossi.
Già ieri, a Palazzo comunale invaso di addetti ai lavori e cittadini festanti per il recuperato potere usurpato per un decennio dal “Male” (autoproclamatosi falsamente “Bene”, almeno dal 2019 a ieri) era abbastanza semplice, per uno spettatore attento, prender nota di baci e abbracci a profusione… elargiti a piene mani insieme a sorrisi da coccodrillo, solo tra i rispettivi gruppi e cerchi magici, PIRANI e ANTONELLI.
Incapaci gli uni e gli altri di fondersi in un tutt’uno politico, come dovrebbe essere per ogni foto ricordo del primo giorno di scuola. Troppo fresco, troppo sanguinolento ancora, il ricordo fresco di una campagna elettorale divisiva e massacrante come nessun’altra specie sul piano dei rapporti interpersonali e(o persino tra gruppi.

Certo non mancano le eccezioni. In molti, alla sola vista del nuovo “unto dal Signore” salire con passo sicuro la scalinata di Palazzo comunale, hanno immediatamente provato a montare al volo sul carro del vincitore, gettandosi a corpo morto; qualcun altro, preso atto di soli posti in piedi, attua strategie da porre all’incasso a breve appropriandosi del prenome “io”… utilizzato da ieri in poi a raffica,,, specie nell’attribuirsi mini successi immaginari, ingigantiti a probabili a causa del risultato risicato ottenuto.
Non un largo successo come avrebbe dovuto pur essere (causa apparentamento) ma soltanto 162 voti di differenza; cifra destinata a rendere tutti indispensabili. Almeno per un pò, nonostante il fraterno odio.
A proposito di apparentamento. Come si sono comportati, dati alla mano i 4.362 elettori di ANTONELLI, al netto dei 294 voti di MENGONI, rimasti scapoli?

La conta delle schede risulta purtroppo un autentico bagno di sangue: ben 1.939 Antonelliani, pari al 44.45%, per non sapere né leggere e né scrivere, han preferito restare alla finestra ad osservare la piega degli avvenimenti. Scelta legittima, quanto discutibile. E comunque migliore della decisione intrapresa da 646 soggetti osimani in grado di votare ANTONELLI al primo turno e riversare il consenso, quasi il 14.81%, sul fronte opposto della GLORIO!
Quanti dunque hanno rispetto l’apparentamento che regala ad ANTONELLI e ai suoi ben sei Consiglieri, svariati Assessori e numerose poltrone targate Cda? Conto presto fatto: 1.777 elettori, valevoli il 40.74% del montepremi.
Detto di un Renato FRONTINI spudoratamente in versione magica di gnomo fatato, capace di sbucare dal nulla in ogni foto o ripresa audio-tv destinata a PIRANI (tenere a bada l’esuberanza da poltrona del “giardiniere” di ACQUAROLI sarà uno dei compiti meno semplici per PIRANI e chiunque vorrà cimentarsi nell’impresa), chiudiamo con un paio di annotazioni amare.

Simone PUGNALONI, imitando la propria ex collega Lauretta GIULIONI, non si è fatto vedere a Palazzo comunale, come l’etichetta obbligava a farlo. Nessuna chiave della città, nessuna fascia Tricolore da sfilarsi e porgere, nessun sorriso di facciata, nessuna stretta di mano, nessun augurio di buon lavoro!
Ma anche niente Banda ad accogliere PUGNALONI (tradizione tristemente andata in malora), nessuna bandiera Giallo e Rossa sventolare sul pennone più alto del Comune; nessun scampanio da una Torre civica da anni e anni imbragata in attesa di un domani che verrà.
In compenso più di un gruppetto di fans improvvisati, colti da troppa gioia, ha pensato male di risalire il corso e presentarsi davanti a Michela GLORIO e compagni per sfottere un pò.
Iniziativa, almeno questa, evitata in extremis. Pare.
















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