CON PALAZZINI DITO MEDIO ALZATO, OSIMO SCOPRE IL PHOTOBOMBING BON TON, DOPO “VESTIVAMO ALLA PESCATORA” L’ASSESSORE CI RIFA’

Gesto voluto o involontario, resta la circostanza di atteggiamenti non in linea con il modo di porsi al pubblico di un neo Amministratore che forse ha scambiato il Palazzo per casa propria. Nel pomeriggio, intanto, debutta il nuovo Consiglio comunale
IL DITO MEDIO ALZATO DI PALAZZINI NELLA FOTO UFFICIALE DI GIUNTA
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In questa estate torrida, resa ancor più invivibile dal calor bianco emanato dalla politica, Osimo non poteva farsi mancare anche il primo caso di “photobombing”, in italiano “l’arte” di farsi riprendere, volutamente o per cause accidentali, in atteggiamenti fuori ordinanza.
Famosi e destinati alla Storia dell’informazione rimarranno le Corna che Silvio BERLUSCONI amava esibire, in scatti ufficiali a livello internazionale, sul capo di colui (in genere un capo di Stato o primo Ministro) che gli capitava nella fila immediatamente avanti; o i “cucù” alla Merkel e a diversi altri resi immortali dal gesto all’impronta del Cavaliere.

A livello televisivo, cambia soltanto il mezzo. Non una macchina fotografica ma una telecamera Rai che da quasi mezzo secolo immortala, ogni giorno, il disturbatore seriale Mauro FORTINI; forte ormai, immancabile matita sulla punta della lingua, di 10.000 – abbiamo detto 10.000 – apparizioni tv.
E prima ancora Gabriele PAOLINI ed altri aprirono la strada ai primi “apparizionisti” italiani.
Prima di sabato, però, Osimo di apparizioni e diti medi mostrati, era ancora in ritardo; persino digiuna.
A colmare il divario con il bon ton infranto ha pensato l’improvvido dito medio mostrato dal neo Assessore allo Sport Graziano PALAZZINI in piena foto di ordinanza, con PIRANI e i suoi sette neo moschettieri, impettiti ed impavidi, mostrare il petto con orgoglio.
Tutti impalati e tronfi, come si può essere solo in politica, tranne uno, il ricordato Assessore di Casenuove che ultimamente, vedi il caso di un altro bon ton infranto (quello della decenza vestiaria collegata al luogo e al lustro dell’incarico appena conferitogli) dovrebbe provare gusto a mandare tutti… a spendere!
Voluto o mal capitato, ciascuno si faccia la propria idea, la storia del dito medio eretto in un pugno chiuso, ha tutta una storia di svariati secoli, in gran parte italiana o comunque legata a connazionali.
Potrà sembrare strano ma il dito medio alzato è espressione di un linguaggio antico. Questo gesto ci accompagna da tempo, come una sorta di nume tutelare cui fare ricorso quando si vuole rimarcare un dissenso, per dirla in maniera soft.
Utilizzato nei più svariati campi, dallo sport alla politica e persino nell’arte, il dito medio è stato forse abusato e di conseguenza oggi il suo valore si è in parte depotenziato.
Si può quasi convenire come il gesto, ai nostri giorni, conservi ben poco della sua verve scandalosa, ridotto a una consuetudine pop, quasi per nulla oscena.

Tuttavia, in rari eccezionali contesti (come a buon diritto potrebbe rientrare PALAZZINI esibitosi in super diretta, persino addirittura sfruttando l’audience di una conferenza stampa) il dito recupera la sua forza originaria e riconquista l’originario significato del dito medio; come nel caso della famosa scultura di Maurizio CATTELAN piazzata a Milano, in via provocatoria, davanti la sede della Borsa.
PALAZZINI, dunque, uguaglia o supera l’artista padovano? A livello locale certamente si, donando al colorista un surplus di visibilità che di certo non è mai troppa.
Del resto non ci sono dubbi. Quale sia il significato del gesto, tutti, specie i meno acculturati, ce l’hanno ben chiaro in testa.
Il dito medio ben esposto ed eretto si traduce, da un punto di vista antropologico, con l’atto sessuale maschile, rimandando inequivocabilmente all’apparato riproduttivo e costituendo il più antico gesto d’insulto di cui l’uomo può avere memoria.
Addirittura secondo tesi ritrovate in Rete, gli etologi (ovvero coloro che studiano il comportamento animale) attribuiscono al gesto origini pre umane, visto che alcune scimmie sembrano conoscerlo bene.
Nella storia della civiltà, invece, sono i Greci a usarlo tra i primi; sia per indicare un rapporto omosessuale che per suscitarne il riso.
I Romani, ereditando il gesto, gli danno persino un nome: “Digitus impudicus”, vale a dire dito indecente. Lo attesta diversi scritti giunti fino a noi, in cui non si mistero come il dito venisse mostrati ai medici del tempo… per tenerli a distanza.
Se ne parla anche a proposito delle tribù, e di Tacito, che ne parla a proposito delle tribù barbare germaniche, abituate a mostralo all’avanzata dei soldati romani.

Duemila anni dopo ecco la prima fotografia del dito medio alzato. L’immagine, narrano le cronache, venne scattata nel 1886 negli Stati Uniti, poco prima della partita di baseball tra Boston e New York; riprende uno dei giocatori di casa del Boston con il medio ben alzato durante il rituale della foto di squadra. Proprio come il nostro eroe PALAZZINI, inconsapevole forse di tanti e quali esempi.
In quel caso un gesto ribelle, rivolto chiaramente agli avversari. Ma stavolta, mancando un destinatario noto, a chi può essere dedicato l’invito ad utilizzare il sesso eretto del prode Assessore?
Diretto forse ai 202 elettori personali di PALAZZINI? Ci sentiremmo di escluderlo con quasi assoluta certezza.
Era inve ce destinato agli osimani tutti, votanti o meno, in un invito ecumenico ad andare tutti a provarne le delizie?
Voleva essere un banale gesto scaramantico per ingraziarsi la Dea fortuna?
Era invece diretto, atteggiandosi ad osannata rock star, alla platea dei numerosi giornalisti invitati (OSIMO OGGI escluso, continuando con PIRANI la simpatica tradizione, inaugurata da PUGNALONI, di escludere la maggior testata cittadina!) o invece, come sussurrano i più, il gesto ha accompagnato l’uscita da Sala VIVARINI dell’euro parlamentare Carlo CICCIOLI, presente ai lavori stile badante di Michela STAFFOLANI, di fatto unico intruso della riunione.
Sarebbe piacevole (ed istruttivo) saperlo; e nel caso farci un ragionamento a margine. Chissà se CICCIOLI o lo stesso PIRANI avranno le “palle”, visto l’argomento, di chiederlo al diretto protagonista.

P.S. Giustamente ci potrebbe essere osservato: il compito di un giornale è fare domande. Perchè l’interrogativo all’Assessore Graziano PALAZZINI non glielo pone OSIMO OGGI?
Domanda lecita per una risposta che evidenzia due mondi e due modi di fare non conciliabili: PALAZZINI ha espresso già da qualche giorno il desiderio umano di essere dimenticato e di non essere sottoposto ad interrogativi imbarazzanti. Richiesta legittima, quasi sacrosanta, che rispettiamo.
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