CONFISCATA LA CASA ACQUISTATA CON LO SPACCIO DI DROGA QUATTRO ANNI DI CARCERE… IL PUSHER NON PUO’ RIENTRARE

Giustizia inflessibile con un 44enne albanese, residente a Loreto, arrestato nel 2020 per episodi di spaccio, dal 2017 al 2019. L’uomo si è visto notificare il provvedimento precauzionale del Tribunale per non essere stato in grado di dimostrare, ne lui ne la moglie intestataria dell’immobile) redditi percepiti o proprietà prima e dopo l’arresto
Poco prima di essere arrestato aveva investito tutto su una casa in cattive condizioni, acquistata a Loreto per circa 80.00 euro, nel gennaio 2020. Finito per davvero in carcere giusto un mese dopo, quell’appartamento venne ristrutturato più volte dalla moglie con vari interventi di manutenzione straordinaria, al punto da quasi triplicare il valore sul mercato immobiliare, superando oggi formalmente i 200.000 euro. Ma con quali fondi?
Un interrogativo legittimo rimasto però senza risposta.
Tanto che l’uomo, un 44enne albanese, da circa venti in Italia e neanche sua moglie (nel frattempo intestataria dell’immobile) non potranno godersi i frutti dei propri sacrifici… essendo quel “tutto” iniziale fortemente sospettato come ricavato dallo spaccio di droga.

In effetti l’extracomunitario, arrestato nel febbraio del 2020 dai Carabinieri del nucleo radiomobile e operativo di Osimo a conclusione di serrate indagini protrattesi nel tempo (per episodi di spaccio a partire dal marzo 2017 e fino ad ottobre 2019) non avrebbe avuto modo di acquistarsi legalmente un tetto sotto cui vivere, non risultando intestatario di alcun reddito e men che meno lavoro.
Una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Ancona, ha così portato a Montacuto un uomo ritenuto socialmente pericoloso; di fatto condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione in via definitiva, oltre al pagamento di una sanzione per 20.000 euro.
Ora l’albanese si ritrova in procinto di lasciare il carcere avendo scontato interamente la condanna ma difficilmente potrà rimetter piedi in casa! Proprio nei giorni scorsi, come dicevamo, i Carabinieri hanno notificato alla coppia (dopo un primo intervento di sequestro nel giugno dello scorso anno) un ulteriore decreto di confisca, sempre per l’identica motivazione: con quali soldi, diversi dallo spaccio di droga, i coniugi albanesi hanno potuto operare l’acquisto e la trasformazione di lusso, con tanto di climatizzazione, di un appartamento di cinque vani, tra piano terra e primo piano, con tanto di pertinenze e garage?
Risposta non giunta da alcuna dichiarazione dei redditi; e pertanto legittimamente l’ipotesi che a correre siano sempre e solo stati i soldi ricavati dallo spaccio.
Capita così, ogni tanto, che qualcuno non riesca a godere i frutti illeciti di un reato; raro ma succede.
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