CRITICABILE LA RACCOLTA FONDI CONGELATA PER SAMUEL QUERELE PROMESSE, IN TRIBUNALE SCORNATO PUGNALONI

Assolti – per un post su Facebook – perché il fatto non costituisce reato, l’ex Consigliera Maria Grazia Mariani e il marito Giovanni Strologo. Pugnaloni, non ammesso in giudizio come Sindaco; aveva chiesto alla coppia 20.000 euro di danni! Richiesta abbassata a 8.000 complessivi una volta costituitosi parte civile come cittadino. La sentenza punisce la smania del Primo cittadino di dettar legge su ogni commento in Rete. E ora chi paga l’avvocato Pellegrini? Il Sindaco o il signor Pugnaloni?
Non ammesso in giudizio come Sindaco di Osimo; perdente anche come signor Simone PUGNALONI!
Resta da vedere chi pagherà la parcella dell’avvocato, Mauro PELLEGRINI scelto in comune tra le due diverse figure giuridiche: il Sindaco o il cittadino?
Probabilmente il vice Sindaco PELLEGRINI, ormai maturo per uscire dalla politica e dedicarsi con miglior successo alla professione, con un sorriso abbonerà l’onorario ad entrambi e si accontenterà del puro rimborso di bolli, diritti e quant’altro, sanzionando in solido, Sindaco e cittadino, al pagamento simbolico, ma concreto, almeno di una pizza.

Tutto per la mania del peggior Sindaco capitato ad Osimo nel dopo Guerra di dichiarare vita difficile ai propri concittadini; ovviamente non a tutti tutti.
Ma comunque tutti quelli brutti, sporchi e cattivi. O magari solo incauti; categorie di osimani rintracciabili in abbondanza nella fila dei non strettamente allineati al diktat politico: o con me o contro me.
Eppure all’epoca Maria Grazia MARIANI, seppur pentitissima del gesto del 2014, fu decisiva nel portare qualche centinaio di voti in più dei 2 risultati decisivi alla prima elezione del soggetto.
Un debito di riconoscenza non avvertito da PUGNALONI che per buona grazia e par condicio, un bel giorno decise di querelare la sua ex alleata e persino il buon Giovanni STROLOGO, consorte regnante.

Motivo dello strappo? Nientemeno che una buona intenzione come la lodevole raccolta fondi per il piccolo Samuel DI MICHELANGELO, orfano di padre e madre dopo la tragedia di Rigopiano.
Peccato che questi soldi non vennero mai assegnati al tutore del piccolo nei tempi giusti… ma solo dopo una lunga campagna di stampa di cui OSIMO OGGI si fece portavoce.
Il sogno inconfessato del Sindaco-querelatore era infatti scritto e ben sceneggiato nella propria mente e prevedeva come finale la rincorsa ad una qualche diretta-tv con un maxi assegno da porgere alla conduttrice ad effetto nazional-popolare di turno, con preferenza spiccata per la allora bella Barbara D’URSO.

Ma queste sono solo dicerie, cattiverie, giudizi di parte di chi ben conosce le strategie elucubrate dal primo cittadino, disponibile a molte cose pur di apparire fuori dagli angusti limiti territoriali di una Osimo troppo piccola.
La realtà è che la somma ingente di 137.527 euro fu alla fine donata al tutore di Samuel, dopo quasi due anni dalla tragedia, a forza di articoli giornalistici, interrogazioni consiliari, prese di posizione e lo sdegno della mezza città mai conquistata dalle truppe Pugnaloniane.
Tutore di Samuel che l’originario e territorialmente allora competente Tribunale di Ancona, individuò fin dalla primissima ora in uno zio abruzzese del piccolo; zio e tutore purtroppo in conflitto con altri zii pure interessati alle sorti legali di Samuel in quanti affidatari.
Resta il fatto che il Tribunale di Chieti non mutò mai indirizzo, confermando il pronunciamento di Ancona e quindi lo zio diciamo numero uno “tutore provvisorio” dell’orfano di Dino e Marina.

Proprio quel “provvisorio” fece la fortuna la PUGNALONI che potè arguire di non pagare Samuel in attesa della nomina del tutore definitivo, non immaginando o forse sapendo anche troppo bene che per la legge “provvisorio” non allude ad una scelta prossima diversa o alternativa ma bensì alla conquista da parte di Samuel dei 18 anni!!!
Insomma fidando sull’anella al naso di troppi osimani passarono giorni, settimane, mesi e anni… in attesa. Fin quando una lettrice di OSIMO OGGI, la signora Lorena CITTADINI, depositaria sul conto corrente aperto dal Comune in proposito di un versamento di ben 360 euro… al 543° giorno di ritardo prese carta e penna per richiedere indietro la donazione!
“Pensavo di far bene destinando la somma a Samuel attraverso il Comune; purtroppo ho solo compreso di perdere tempo e affidato somme all’Istituzione sbagliata…”; questo in soldoni il concetto espresso e ribadito dalla benefattrice mancata che in effetti, a stretto giro di posta, si vide restituire dal Comune di Osimo, sul proprio conto di partenza, l’intera somma erogata.
Peccato per Samuel che proprio in questi giorni dovrebbe liberarsi di tutori “provvisori” e affidatari e gestire personalmente le somme devolute, forte dei 18 anni in arrivo.
Tutto questo, ovviamente, al nostro Sindaco piacque poco. Anzi meno di poco. Diciamo pure non piacque.
Attento, anzi attentissimo da sempre, a tutto ciò avviene in Rete, PUGNALONI da prima invitò gli Osimani alla calma, salvo promettere, non dovesse bastare, denunce certe a tutti coloro si fossero permessi di obiettare la verità inoppugnabile e mai contestabile offerta dal Palazzo.

In effetti il monito servì a spaventare e scoraggiare la maggioranza dei cittadini appecoronati (i cosiddetti tastieristi della qualunque, giù al tempo attivi a tempo perso) ma non certo a mettere la sordina ad una pasionaria come la MARIANI, oltretutto spalleggiata da identiche considerazioni espresse su Facebook dal marito, ex politico di Centro-Destra, Giovanni STROLOGO.
Per moglie e marito il non versare l’ingente somma al destinatario della raccolta e il non volerlo fare, nonostante gli inviti e gli attestati forniti dal Tribunale di Chieti, per 100-200-300-400-500-600 e passa giorni… poteva configurarsi in una vera e propria appropriazione indebita. Anconchè non comprensibile.
Giudizio non gradito da PUGNALONI, sia come Sindaco che come privato cittadino, che ieri mattina, come parte civile, ha proposto per entrambi la condanna a 10.000 euro ciascuno, pro se stesso.
Da notare come PUGNALONI abbia provato, attraverso l’avvocato PELLEGRINI, di monetizzare per due volte il non torto subito.
Un prima volta provando a costituirsi parte civile in qualità di Sindaco di Osimo… dimenticando, però, PELLEGRINI, incidentalmente pure vice Sindaco, di allegare l’indispensabile atto di costituzione da parte della Giunta. Documento mai redatto e richiesta non ammessa.
Infine ottenendo comunque l’iscrizione, ma solo in qualità di privato cittadino, con somme richieste a risarcimento che dimezzate rispetto al primo tentativo: da 10.000 a 5.000 euro per la MARIANI e da 10.000 a 3.000 per STROLOGO.
Stamani l’atteso esito della vicenda sentenziata dal giudice onorario Lamberto GIUSTI che ha mandato assolti entrambi gli imputati di diffamazione a mezzo stampa: il fatto non costituisce reato.
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