CUORE DI PADRE TRADISCE DEL CAMPO, DAL BRACCIALETTO AL CARCERE DUE MESSAGGINI VOCALI ALLA FIGLIA DI TRE ANNI VALGONO LE MANETTE

L’emigrante (che dieci giorni fa, ad Ancona, aveva aggredito fisicamente l’avvocatessa Donatella Baleani, legale della ex compagna osimana) si è visto aggravare la posizione di stalking per non aver ottemperato all’ordine di indossare il braccialetto elettronico, firmato dal Gip. Dopo aver vagato tra Firenze e Ginevra, Milano e Como, l’uomo è stato rintracciato in riva al lago e tratto in arresto
Arrestato a Como Salvatore DEL CAMPO, tradito dal cuore di padre.
E’ un susseguirsi di cattive notizie in serie per il 41enne catanese, da una decina di giorni al centro della cronaca nera e giudiziaria osimana.
L’uomo, dopo aver aggredito alle spalle l’avvocatessa Donatella BALEANI (legale della ex compagna del siciliano e soprattutto – la donna osimana – madre di una figlioletta di solo tre anni avuta dalla relazione con DEL CAMPO) è risultato irrispettoso dei provvedimenti tracciati dalla Procura di Repubblica di Ancona, a salvaguardia della incolumità delle due donne.
Con il divieto di avvicinarsi entro un chilometro dai luoghi e dagli interessi preminenti frequentati, ad Osimo, dalla BALEANI e dalla sua assistita, figurava l’aggiunta, chiesta dal Pm e approvata dal Gip Sonia PIERMARTINI, in ordine al fascicolo contraddistinto all’ipotesi “reati persecutori”, di non comunicare in alcun modo con le due figure femminili, neanche per interposta persona.

Divieto che però DEL CAMPO ha doppiamente infranto, nei giorni scorsi, con l’invio all’ex compagna di due messaggi vocali destinati alla figlia minorenne di appena tre anni, lasciata alle prese con questioni vaccinali contrarie al credo del siciliano.
In più, dal momento che DEL CAMPO non sembra particolarmente attento alle regole, l’uomo in questi giorni, dopo essere stato rintracciato in Stazione a Firenze dagli agenti della Polfer per la notifica del provvedimento cautelare del braccialetto elettronico, non si mai presentato in città, in Commissariato o in Caserma Carabinieri, per l’apposizione fisica dello strumento di controllo.
Da qui, da parte del Tribunale dorico, il provvedimento di aggravamento della posizione di indagato per DEL CAMPO, passato dal braccialetto mai indossato alla detenzione in carcere.
L’ordinanza è così stata eseguita mercoledì, per mano della Polizia di Stato, che monitorando gli spostamenti di DEL CAMPO tra l’Italia e la Svizzera (dove l’emigrato vive e lavora nel Cantone di Zurigo), ha localizzato il catanese, proveniente da Ginevra, prima a Milano e quindi a Como, città sul confine dove il padre mortificato è stato rintracciato e quindi immobilizzato.
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