DA DINO LATINI A MONICA BORDONI UN AUMENTO DI 375 EURO MENSILI! DAL 1° GENNAIO ‘24, BONUS PAGABILE FINO AL TERMINE DEL MANDATO

Con l’incremento, sottoscritto dal Presidente nel dicembre scorso ma venuto avventurosamente alla luce solo stamani, l’assistente di Latini e di Pirani si assesta a quota 7.156.50 euro mensili (85.878 euro annui), molto vicino all’indennizzo spettante ai Sindaci di città capoluogo di provincia fino a 100.000 abitanti, tipo Arezzo, Pesaro e Lecce ma senza il peso di alcuna responsabilità. Conflitto di interessi tra i due incarichi? Possibile a livello amministrativo, più che certo sul piano politico con Latini cieco di fronte al crescente interrogarsi degli osimani
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La notizia è ghiotta, oseremmo dire succulenta; e farebbe sbavare di invidia persino un mito del gossip cittadino come “Angela RAGIONAMENTI”.
Anche stavolta, però, la RAGIONAMENTI dovrà accontentarsi di mangiare, come tutti del resto in campo informativo, della abbondante polvere non avendo appreso in tempo del goloso aumento di stipendio, pari al 9.1%, toccato in sorte alla campionessa osimana di tenuta dei piedi in due ben diverse staffe.
Narra in proposito il vocabolario degli Accademici della Crusca: “Indica un contegno ambiguo di chi si trova davanti a due possibilità”; o anche “Il destreggiarsi tra due persone, fazioni, situazioni o interessi (tra loro incompatibili o contrastanti) in vista di futuri vantaggi”; oppure anche: “Rimandare una scelta tenendo in sospeso varie alternative”.
Per maggiori informazioni circa l’ipotesi più attinente alla realtà osimana chiedere direttamente a Monica BORDONI passata il 1° gennaio scorso dal titolo di “Lady 6.781.50 euro al mese” allo step immediatamente successivo di “Miss 7.156.50 euro mensili”.
Dicevamo aumento del 9.1% a valere dal 1° gennaio 2024 – in pratica dai 4.125 euro lordi percepiti fino al 31 dicembre 2023 agli attuali 4.500 euro comprensivi di oneri a carico dell’interessata – notizia su cui OSIMO OGGI è piombata solo in queste ore, potendoci lavorare limitatamente, tra cui una crisi politica in atto e una crisi ambientale imminente – solo da stamani… essendo proverbialmente affidate a cani da tartufo, pure bene addestrati, qualsiasi ricerca dati da operarsi sul sito bunker della Regione Marche.

Questo il testo del decreto numero 19 del 14 dicembre 2023 (quindi non Regio ma a firma del Presidente Dino LATINI) in cui il Capo di Gabinetto della XI legislatura, ha autorizzato – bontà sua – il passaggio da 4.125 a 4.500 euro mensili alla propria assistente!
“Si decreta di rinnovare a Monica BORDONI l’incarico di Capo del Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale, a decorrere dal 15 dicembre 2023 e fino alla durata in carica del Presidente, ai sensi del comma 7 del citato articolo 17 e del comma 4 dell’articolo 13 della legge statutaria 8 marzo 2005 numero1;
di corrispondere a Monica BORDONI, nelle forme indicate dall’articolo 34 della legge 342/2000, un compenso mensile onnicomprensivo lordo di euro 4.500, comprensivo degli oneri obbligatori a suo carico (di cui all’articolo 2, comma 26 della legge 335/95 e del decreto legislativo n. 38/2000 e successive modificazioni) sulla base di una attestazione del Presidente del Consiglio regionale circa il regolare svolgimento della prestazione e l’autorizzazione alla liquidazione del compenso;
di prevedere un costo annuo per compensi di euro 54.000, oltre ai relativi oneri riflessi e all’Irap, a carico dello stanziamento del Bilancio del Consiglio dell’Assemblea legislativa, sui capitoli 101102/04 (compensi), 101102/07 (oneri) e 101102/08 (Irap);
di rinviare ad un successivo decreto del dirigente del servizio “Attività amministrativa” l‘assunzione degli impegni di spesa, al perfezionarsi del relativo contratto di lavoro.
Dino LATINI -Presidente”

Fin qui la realtà. Appena 4.500 euro e non ancora i 5.583,34 euro di cui ha potuto beneficiare l’ex Senatore Udc recanatese Luca MARCONI per trenta mesi (metà legislatura) ma pur sempre un buon disimpegno che, sommati ai 2.656,50 incassati dall’11 luglio come Vice Sindaco pongono la BORDONI, con un record attuale di 7.156.50 ogni 27 del mese, tra le figure meglio rimborsate di Osimo.
Piuttosto proprio il nuovo incarico di braccio-destro di PIRANI in chiave anti LATINI, maturato due mesi e mezzo fa, potrebbe far sorgere nel neo Segretario generale del Comune di Osimo Mauro SOPRANZETTI (che omaggiamo da questo colonne offrendogli il benvenuto in città) il seguente interrogativo: l’auto dichiarazione, allegata dalla BORDONI in sede di nomina a vice Sindaco, in cui il braccio destro di LATINI (ad Ancona) e braccio destro di PIRANI (ad Osimo) sottoscriveva la non esistenza di conflitti di interessi… è da ritenersi a prova di bomba?
Un conto, infatti, in passato, era la posizione di una Monica BORDONI “soltanto” braccio destro di Dino LATINI (ad Ancona) e Consigliera comunale di opposizione, sempre con LATINI (ad Osimo); altra, anzi ben altra cosa, invece, è la posizione della stessa funzionaria al vertice di Enti diversi, con interessi contrapposti, da ultimo pure politicamente parlando.

Stesso interrogativo farebbe bene a porselo, in via di autotutela, la stessa Regione Marche che a firma del funzionario Fabio STRONATI, responsabile del procedimento, ha certificato – in forza dell’articolo 6 bis della legge 241/1990 – la mancanza di incompatibilità tra le diverse posizioni ricoperte da Monica BORDONI… ma alla data lontana del 14 dicembre dello scorso anno.
Probabilmente parliamo di nulla dal momento che, in fatto di conflitto di interessi, un conto è l’azione amministrativa (difficilmente ravvedibile) e altra cosa è la volontà politica, madre di tutte le volontà.
Volontà in capo esclusivo di Dino LATINI che da questo punto di vista, salvo il rischio di doversene pentire a cose fatte, non sembra avvertire il profondo dualismo della propria referente.
Senza peraltro considerare, come invece da tempo invitano a fare il 100% dei nostri inascoltati lettori – 59% a favore della sfiducia di LATINI e 41% favorevoli alle dimissioni della BORDONI – l’opportunità politica di fare chiarezza e decidere da quale parte far stare il proprio Capo di Gabinetto: con LATINI ad Ancona e soprattutto ad Osimo? O contro LATINI sempre e comunque?
In caso di presa d’atto di non poter proseguire oltre un rapporto quasi ventennale, ecco che la comoda poltrona di Capo di Gabinetto tornerebbe a liberarsi, ad appannaggio di chiunque, ci dicono anche privo di laurea (obbligatoria invece dalla prossima XII legislatura), sia riconosciuto in grado di spendere a voce o scrivere al computer due parole, tipo: “Signori porto i saluti del Presidente dell’Assemblea regionale…”.
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