DA UOMO IMMAGINE IN CHIAVE TURISTICA MARCHIGIANA A FACILITATORE AFFARI COL PRINCIPE SAUDITA BIN SALMAN

Se vogliamo, quello esternato dall’Assessore regionale al Bilancio Goffredo Brandoni, è un autentico scoop! Diversamente non si comprende l’arroccamento del Presidente Acquaroli e dell’intero Centro-Destra nel difendere la scelta di continuare la propria strada affiancata a quello dell’ex CT jesino. Il tutto nel giorno che a San Siro Mancini e Bin Salman vengono effigiati, l’uno accanto all’altro, con palloni grondanti il sangue degli infranti diritti umani
“Al fine della sua futura identificazione quale facilitatore di proficui rapporti con l’Arabia Saudita, si ritiene di prendere in considerazione il nuovo ruolo di MANCINI (CT dell’Arabia Saudita dai milioni infiniti, in luogo della abbandonata casacca Azzurra, NdR.) non solo in termini di promozione turistica regionale ma soprattutto di sviluppo”.
L’incauto Assessore regionale al Bilancio Goffredo BRANDONI non ha fatto in tempo, ieri mattina in Consiglio, a rispondere all’ennesimo invito del capogruppo Pd Maurizio MANGIALARDI -firmatario di una interrogazione mirata a far compiere alla Regione i dovuti passi indietro – che subito, come una Spada di Damocle, giunge la notizia dei murales insanguinati di San Siro.
In vista di Milan-Newcastle (Champions di ieri pomeriggio, con il club inglese totalmente nella disponibilità del sovrano saudita Mohammed BIN SALMAN) l’occasione è stata ghiotta per l’artista di strada Alexandro PALOMBO.

Murales choc, realizzati per l’occasione e disseminati fuori dello stadio e in altri quartieri di Milano; opere al gessetto raffiguranti MANCINI e il principe Saudita ma anche dalle diverse personalità mondiali del calcio – Cristiano RONALDO, NEYMAR e BENZEMA -che negli ultimi mesi sono state attratte dai petrol milioni a pioggia.
Fil rouge di ogni composizione: un pallone stretto tra le mani del protagonista. Pallone grondante però del sangue degli anonimi sudditi di BIN SALMAN che pagano con la vita la mancanza di qualsiasi, ancorchè minima, libertà civile.
Oggi però – come ha ricordato l’Assessore regionale BRANDONI, probabilmente senza rendersi conto, fino in fondo, della portata delle dichiarazioni – le immagini di MANCINI con su lo sfondo delle dolci colline marchigiane o del CT sorpreso al Cònero ad Urbino da Raffaello, in casa Leopardi, alla Quintana di Ascoli Piceno od ospite della Riviera delle Palme, rischiano di essere soppiantate.
Sostituite da un MANCINI raggiante tra le dune del deserto o in ozio nella immaginifica, per noi mortali, capitale Doha.
Una furba operazione di maquillage tendente a far dimenticare l’immagine di una Arabia Saudita impegnata in bombardamenti nella guerra dimenticata con lo Yemen; implicata nel caso del giornalista Jamal KHASHOGGI (prima auto esiliato negli Stati Uniti ed infine fatto fuori, nel 2018, su ordine diretto di BIN SALMAN).
Una Arabia quotidianamente sempre più tesa a far dimenticare se stessa e le regole della civile convivenza infrante… aiutate in questa operazione di maquillage proprio dalle magie e in nome del Dio pallone.
Sani ragionamenti sinora sempre respinti dalla Regione Marche; respinti senza neanche la concessione del dubbio.
No secco a qualsiasi discussione sul futuro di restare legati ancora a MANCINI, fino al 2025… al punto da lasciar sospettare, al di la delle spiegazioni ufficiali (non condivisibili, da tifoso e da cittadino) che oltre a quanto noto ufficialmente possano albergare nella maggioranza di governo regionale anche altre meno nobili spiegazioni. Al momento oscure.
Nel dubbio… W MANCINI e lunga vita a BIN SALMAN.
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