DALLA ATIM 36.600 EURO PURE ALLA BRAMBILLA PER SPOT A POCA RESA CERTIFICATO DA PIER SILVIO FALLIMENTO “DALLA PARTE DEGLI ANIMALI”

Berlusconi junior consigliò alla deputata di Noi moderati la chiusura della trasmissione domenicale su Rete4, salvo concedere spazio all’ambientalista in caso di assunzione in proprio del rischio economico. Da qui l’idea di una serie di mini spot camuffati da info per vacanze con l’amico-cane, commissionati da diverse Regioni italiane a colpi variabili dai 36.600 euro delle Marche con la Atim di Bruschini ai 48.800 euro di Abruzzo e Toscana fino ai 73.200 di Emilia e Piemonte. “Mistero” per le cifre versate da Liguria e Lombardia. Interrogazione in Regione da parte della Consigliera Pd Vitri
di Sandro PANGRAZI
La cifra di per se non apparirebbe scandalosa (esattamente 36.600 euro; anzi agli occhi di chi intende di mercato televisivo parrebbe anche abbastanza congrua.
Dunque 30.000 euro + Iva ci posson anche stare a giustificazione di tre mini passaggi, da due minuti circa l’uno, inseriti nel programma “Dalla parte degli animali”, trasmissione animalista, autogestita e condotta per anni dall’On. Michela BRAMBILLA.

Peccato che l’operazione, resa possibile grazie al sistema dell’affidamento diretto, rientri nella vasta gamma delle discutibili e discusse sensibilità portate avanti, da settembre 2022 a giugno 2024, dalla concessionaria Atim ai tempi del Direttore Marco BRUSCHINI; nudi dati alla mano, non certo il Principe degli affari marchigiani conclusi con soldi pubblici.

E forse, a guardar bene, neanche Duca. Tutt’al più Marchese e “bona li”.
Titoli nobiliari a parte, l’ulteriore curiosità Atim (perché tale parrebbe essere sino ad ora) rientra nell’ultimo scoop che la trasmissione “Report” dedica, stavolta indirettamente, alle Marche e alla Regione Marche dell’Assessore al Turismo (si spera a breve persino Ministro) Francesco ACQUAROLI.

Focus della trasmissione di RANUCCI il giro di affari, complessivamente super milionario, mosso dall’Onorevole BRAMBILLA attraverso il mondo animale di cui parrebbe compiacersi quale feroce paladina.
Parrebbe, insinua Report, appunto. Dal momento che la parlamentare è dichiaratamente sospettata dalla trasmissione di inchiesta giornalistica di punta di Rai3, di utilizzare i lasciti (5 per mille, donazioni destinate alla fondazione LEIDAA, ovvero Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente) più per pagarsi dispendiose campagne elettorali con partiti improbabili (vedi il fu movimento animalista, costola di Forza Italia) e/o supportare un livello di vita a più stelle… piuttosto che destinare i ricchi proventi a scopi animalisti.

Da qui lo slogan coniato da RANUCCI: “Pensando di adottare (a distanza) un cane… si va vicino ad adottare un parlamentare!”
Ma del giro di affari della 57enne onorevole Michela Vittoria BRAMBILLA, visto da Osimo, il caso interessa relativamente il giusto.
Più emozionante capirci di più e meglio sugli introvabili documenti – Atim&BRAMBILLA – che Report ha inutilmente richiesto alla Regione Marche, scovati invece da OSIMO OGGI.

Documenti che ad una visione attenta non denunciano irregolarità palesi e che non fanno neanche scandalo per la cifra impegnata; non fosse per la circostanza che la spesa, ancorchè di 12.200 euro a puntata, a parer nostro non valeva l’impresa. Da catalogarsi, più realisticamente e onestamente, alla voce “marchetta”, sezione “vicinanza politica”.

A sostenerlo sottotraccia Piersilvio BERLUSCONI che a papà ancora caldo – scomparso il 12 giugno 2023 – fece notare alla BRAMBILLA che la trasmissione di Rete4 “Dalla parte degli animali” non solo non stava in piedi ma figurava in perdita di ascolti e di raccolta pubblicitaria.
Per capirci da chiudere per evitare altre perdite; a meno che, in via eccezionale, considerato il rapporto politico e di amicizia intrattenuto con papà Silvio, la BRAMBILLA non si fosse dichiarata pronta a sostenere personalmente, attraverso il suo mondo, i costi e i mancati guadagni televisivi.

Messa di fronte alla obbligatorietà della decisione, la lecchese Michela Vittoria BRAMBILLA ha optato per andare avanti, garantendo a Mediaset il denaro necessario ad andare in onda e sostenere il proprio ciclo di affari; animalisti ma anche tradizionali, ovvero aperti alla commercializzazione all’ingrosso, in particolare di salmoni e gamberetti, “animali” quanto meno muti, capace di soffrire ma non ancora di lamentarsi.
Del resto pecunia non olet e non saremo certamente noi a lamentarci dell’etica e degli affari dell’onorevole lombarda.

Tornando alla causa animalista sostenuta a spada tratta dalla BRAMBILLA (16 anni consecutivi a Roma, già Ministro del Turismo, ultimamente eletta in Sicilia, a Gela, con Fratelli di Italia per poi traslocare con Noi moderati di LUPI), Michela la Rossa non ci ha pensato un attimo rassicurando BERLUSCONI junior di essere pronta ad abbracciare la via della autoproduzione e di poterci riuscire anche agevolmente: come? Attraverso trasferimenti di capitale resi possibili dalla onlus LEIDAA; ma anche attingendo al altre forme di sponsorizzazione a cominciare dall’Enci (Ente nazionale cinofilia italiana) con ben 460.000 euro di donazioni (pur sempre 900 milioni del vecchio conio) ma con soldi freschi reperiti qua e la, dove possibile, dalle varie Regioni italiane, meglio se di color Centro-Destra, a cui chiedere l’obolo di un finanziamento pubblicitario attraverso passaggi televisivi sulla simpatica quanto troppo poco vista trasmissione “Dalle parte degli animali”.

Piovono così in cassa i bonifici, anche pubblici. Per il 2023 abbiamo così 60.000 euro dalla Regione PIEMONTE, altrettanti dalla Regione “rossa” Emilia, 40.000 dai cugini della Regione Toscana e stessa cifra per la Regione Abruzzo.
Non hanno invece risposto su quanto pagato alla BRAMBILLA le Regioni Liguria e Regione Lombardia; stesso diniego da Regione Marche per la quale OSIMO OGGI è giunta in soccorso scovando le carte del contratto pari a 36.600 euro in cambio di tre passaggi programmati su Rete 4 per il 18 giugno, il 25 giugno e il 2 luglio 2023 e riguardanti la promozione del territorio – da Pesaro ad Acquaviva Picena – a beneficio dei turisti, italiani e stranieri, in vacanza con animali al seguito.

L’accordo, che prevedeva sette diverse mini “interviste”, realizzate presso spiagge attrezzate, hotel, fattorie sociali, agriturismi e la fortezza di Acquaviva Picena, ha interessato come da contratto lo stabilimento Animalido di Fano, la fattoria sociale “dei mini” sul Colle San Bartolo di Pesaro, lo stabilimento Baia Canaria di Cesano di Senigallia, un ristorante della zona rimasto anonimo, l’agriturismo La Contea di Senigallia, il villaggio famiglia La Risacca di Porto Sant’Elpidio e la presenza dell’Assessore al Turismo del Comune di Acquaviva Picena.

Unica difformità contrattuale il rinvio della messa in onda della puntata del 18 giugno 2023 (causa la scomparsa del Cavaliere la settimana prima); servizio recuperato il 9 luglio 2023.
Nulla di scandaloso, dunque (anche se la Consigliera regionale Micaela VITRI – del Pd – ha già depositato una interrogazione in proposito alla ricerca di qualche possibile perla ad allungare la saga BRUSCHINI nella Marche) se non l’osservazione spontanea che, come ogni “marchetta” fatta ad amici o amici degli amici, anche questa di 36.600 euro (nulla di fronte ai 12 milioni “spesi e spasi” dal munifico BRUSCHINI in appena due annualità) poteva essere meglio impiegata; magari aiutando direttamente, in nome del Turismo di qualità, i bilanci dei diversi canili marchigiani lasciati, troppo spesso, al buon cuore e all’attenzione dei volontari.

Ma forse evitare sprechi piccoli e grandi, provando ad ottimizzare la spesa proprio perché sostenuta con i soldi di tutti, parrebbe voler pretendere decisamente troppo dalla politica in circolazione.
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