DECRETO TAR 1915, ALT! L’UDIENZA DEL 10 SARA’ SULLA SOSPENSIVA! INTERPRETATO DAI MEDIA ALLA CARLONA IL VERDETTO DELLA IANIGRO

Tutto rinviato. Fosse una partita di calcio, diremmo per impraticabilità del campo. Nella realtà del codice di procedura amministrativa, la Presidentessa della II sezione del Tribunale amministrativo, decidendo di non decidere a livello monocratico, ha rimbalzato la patata bollente ad una prossima e ravvicinata sentenza collegiale, chiamata a far luce non sul merito del ricorso delle minoranze di Sinistra ma sugli effetti pratici insiti alla famosa delibera 39 del 13 settembre. Il voto inquinato delle Provinciali? Peccato
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Sentenza Tar 1915: fermi tutti.
Diversamente, molto diversamente da come, a caldo, in prima battuta, molti hanno interpretato… il rinvio con decreto del Presidente della II sezione del Tar delle Marche – Renata Emma IANIGRO – all’udienza collegiale del 10 ottobre, non costituisce un verdetto negativo per i 9 firmatari dell’istanza… ma solo un prendere tempo e soprattutto una ricerca di più ampia condivisione – da monocratica a collegiale – su una vicenda non intricata ma comunque attenzionata, quasi, dai media nazionali.
La specifica vale tutta la differenza possibile dal momento che, complice la stampa fuorviata dall’errore, qualcuno in città, purtroppo la parte politica più sprovveduta e meno affidabile rappresentata ad Osimo da Fratelli di Italia, canta vittoria… avventurandosi in valutazioni che non stanno in cielo e neanche in terra.
Un esempio di tanta insipienza politica da parte di chi, in grande, governa però il Paese, è il seguente comunicato a firma Fiamma Osimo.
“Prendiamo atto con soddisfazione che in data odierna (ieri 27 settembre 2024, NdR.) il Tar Marche ha respinto l’istanza cautelare avanzata da tutti i Consiglieri comunali di minoranza del Comune di Osimo per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della delibera di cui alla seduta numero 39 del 13 settembre scorso, avente ad oggetto la surroga dei Consiglieri dimissionari.

Infatti – sostiene a torto Fratelli di Italia rimediando la solita figura di incompetenza allo stato brado – il Decreto emesso questo pomeriggio (ieri venerdì, NdR.) da un lato rimanda all’udienza del prossimo 10 ottobre ogni decisione nel merito (errore!, Ndr:) della questione giuridica… ma dall’altro già da subito rileva in modo inequivocabile (! per fortuna, NdR.) come “meramente ipotetico” e in quanto tale inesistente, il pregiudizio lamentato dai ricorrenti, anche quali candidati, rispetto all’esito delle imminenti elezioni del Consiglio provinciale di Ancona.
In poche parole – sostengono quelli di Fratelli d’Italia con esercizio di molta faccia tosta – molto rumore per nulla, a parte gli ingenti ma inutili costi sostenuti dal Comune e quindi da tutti i cittadini osimani (affidatisi all’avvocato Daniele DISCEPOLO, per il professionista parcella di debutto in causa di 11.494.95 euro, NdR.) ; nonché le sterili e strumentali polemiche – concludono i Fratelli ribaltando la realtà – che hanno purtroppo danneggiato l’immagine di Osimo anche a livello nazionale”.
Fuori strada anche Francesco PIRANI, un altro, purtroppo, a cui non dispiace attorniarsi di un gran numero di consiglieri; alcuni stolti ma yes man, altri acquisiti in Comune alla categoria in malafede; tutto il resto appartenente al variegato mondo degli improvvisati, dei tuttologi e dei frettolosi.
Anche il Sindaco, in effetti, che pure si dovrebbe essere abbeverato alla fonte direttamente alla ricca parcella dell’avvocato DISCEPOLO e non fidarsi delle libere interpretazioni giornalistiche, ha parlato ieri di “provvisoria vittoria” e di “sospensiva negata”.

“Non mi ero fasciato la testa prima – ha fatto sapere PIRANI – e non festeggio ora”.
L’impressione, però, è che Francesco PIRANI ci faccia ma che preferisca la comodità di passare per un Sindaco sopra pensiero ma provvisoriamente vittorioso, piuttosto che piuttosto.
Non si comprende bene, infatti, se davvero il Tar avesse sentenziato a favore della interpretazione del Decreto 1915, la necessità di convocare il Consiglio comunale solo il 12 ottobre, vale a dire oltre ogni tempo massimo; guarda caso quando la II sezione del tribunale amministrativo avrà già espresso, stavolta per davvero, il proprio giudizio collegiale: delibera 39 sospesa no o sospesa si?
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