DIMISSIONI FARLOCCHE, PIRANI INCASSA IL BONUS UNA TANTUM DI LATINI LA CITTA’ TORNA PER DECRETO ALL’11 NOVEMBRE, IN ATTESA DELLA RESA

Nel gioco delle parti la più perspicace a capire si dimostra la ANDREONI: “Non credo ad una parola di LATINI” E a PIRANI: “Sindaco, questa maggioranza te la sei voluta … avresti dovuto dimetterti, per davvero, già da tempo. Invece arriveremo a dicembre, forse marzo…”. E PUGNALONI saluta LATINI “vero Sindaco!”. Vince la linea CICCIOLI: giovedì PIRANI si rimangia l’addio
DIMISSIONI FARLOCCHE RITIRATE. E ORA?
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Tanto rumore per nulla! PIRANI incassa il si a tempo, prospettato da LATINI e Osimo, per incanto, si ritrova da lunedì 25 novembre a lunedì 11 novembre dell’anno del Signore 2024, azzerando per Regio Decreto, come nulla sia mai stato o successo, due intere settimane surreali di false emozioni e dimissioni farlocche.
Un pò come successe 442 anni fa con Papa Gregorio XIII che riformò il calendario varato 1.628 anni prima da Giulio Cesare in quanto, a conti fatti, scoprì che ogni 128 anni si veniva a perdere un giorno… Da qui la bolla “Inter gravissimas” che alla mezzanotte del 4 ottobre 1583 fece sparire all’umanità ben 10 giorni per risvegliarsi tutti, un minuto dopo, al giorno 15 ottobre 1583.
Quanto successo ieri pomeriggio in Sala Gialla è assai meno epocale e non verrà ricordato nei libri di Storia… ma su quelli Osimani, probabilmente, troverà spazio sufficiente per essere battezzato come “il giorno del Gattopardo”, ovvero del tutto resti com’è:

Disse il Principe: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è (prima delle dimissioni, NdR.) bisogna che tutto cambi”.
A questa regola, sacra e ferrea, non è sfuggito Francesco PIRANI, alias Don Fabrizio CORBERA, novello Principe di Salina, Duca di Querceta e Marchese di Donnafugata, nell’incassare silenzioso, come in silenzio protocollò le dimissioni, l’accettazione della tregua unilaterale, senza condizioni, una autentica resa, sottoscritta da LATINI.
Unici ad aver compreso la mossa civica, peraltro preannunciata abbondantemente via pec, i Consiglieri del Pd Paola ANDREONI e Simone PUGNALONI, più attenti lettori di altri lettori di OSIMO OGGI, almeno rispetto ai troppi minus politici che affollano il Consiglio comunale.
La ANDREONI, dal proprio punto di vista legittimamente critico, ha compreso e commentato guardando in faccia i convenuti in Sala Gialla (ieri per la prima volta senza assenze, NdR.), contestando le motivazioni di LATINI e affermando quanto segure:
“Il Consigliere LATINI mi perdonerà… per quel che posso… per quanto ho avuto modo di conoscerla in questi anni, pur da lontano e in diverse situazioni, prima come Sindaco, poi come Consigliere di opposizione e poi seguendolo un pò a livello regionale… Io in quello che Lei dice non credo a niente, non ce credo proprio… Non credo che per 5 anni manterrà questa posizione… non è nella sua indole; ma non è che non creda io… non ci crede la città intera…

Se però il Sindaco si accontenta di questo… vedremo cosa accadrà a dicembre… vedremo che cosa succederà a marzo”.
E ribadisce: “Se LATINI, per cinque anni, alzerà le mani, in forma di resa come ha fatto questa sera… non ci crederò nemmeno se lo farà”.
Detto che anche Michela GLORIO, ha auspicato a Osimo un PIRANI più che disponibile a ritirare le proprie dimissioni e che Simone PUGNALONI, dall’alto della propria esperienza decennale di ex Sindaco ha salutato, per ben due volte, Dino LATINI “Sindaco di Osimo”, ritorniamo all’arguta lettura dei fatti data dalla ANDREONI in chiusura di intervento, riservando una chicca materna al Presidente SIMONCINI.
“Sono certa, anzi questa sera, entrando in Consiglio comunale, ho avuto questa sensazione… cioè che le cose sarebbero andate in questo modo, proprio come dovevano andare… sa perché Presidente? Perché l’ho visto tanto sereno…”
Le quattro e più risate, sopra e sotto i baffi, da parte di SIMONCINI, hanno confermato, ce ne fosse stato bisogno, dell’ottimo lavoro realizzato da CICCIOLI, obtorto collo, per rimediare in queste ultimissime ore al caos osimano.
Resta il fatto che nessuno, in Sala Gialla, ha avuto alcunchè da ridire al comportamento camaleontico di PIRANI, passato nel silenzio da dimissioni vicine appena 9 giorni ad una remissione incondizionata sulle linee di “LATINI-Sindaco”, colte da PUGNALONI.
L’unica a criticare il gioco delle parti mandato in onda per la soddisfazione della città, è stata, nuovamente la ANDREONI, a bacchettare un silenzioso, suo solito, PIRANI.
“Immagino che questa Amministrazione – ha sottolineato la ANDREONI – andrà avanti a forza di improvvisazioni del momento e del caso.

Maggioranza? Alcuni dicono: “Sindaco, questa situazione te la sei voluta… ce lo sapevi, non puoi lamentarti ora”.
Poi c’è chi fa un atto di resa, si arrende su tutto e cosa fa il Sindaco? Apprezza!
Io dico due cose: il Sindaco fino adesso, se un errore lo ha fatto, è stato quello di non aver pensato a dare le dimissioni prima! Perché se questo è il modo e la strategia che lei ha messo in atto per vedere effettivamente che cosa quella parte di maggioranza avrebbe fatto (i Latiniani, NdR.) lo avrebbe dovuto fare prima e non avrebbe ridotto la città a dicembre nello stato in cui si trova ora.
Ha creato preoccupazione a tutti e in particolare a certe categorie, specie in questa particolare fase dell’anno.
Forse tutto questo è derivato dal fatto – ha concluso l’ex vice Sindaco – che si ha poco coraggio ad affrontare la situazione per come è, cioè quella di prevedere nuove elezioni… e quindi pur di non arrivare a quel punto (diremmo noi, pur di non arrivarci a giugno, nel momento sbagliato e nella speranza di non arrivarci mai, NdR.) si fa tutto!”.
Ricapitolando: giovedì prossimo, 28 novembre, il Consiglio comunale, interrottosi ier sera causa… fame, riprenderà nel pomeriggio per concludere la discussione e approvazione di tutti i punti rimasti inevasi, fermo restando il bonus latiniano.
L’occasione (se non arriverà prima un comunicato a beneficio della stampa amica) sarò propizia per annunciare alla città, all’indomani – venerdì 29 novembre – la rinuncia al proposito di autodistruggersi e il ritorno, anche ufficiale, allo status quo dell’11 novembre.

Dopo di che? Dopo di che come ormai i lettori di OSIMO OGGI hanno ben compreso quasi a memoria, ad un PIRANI più abborracciato del solito, un pò brindellone e assai raffazzonato, si aprirà – se lo vorrà -un periodo di riflessione, pari grosso modo all’attesa di Capodanno, per gettare le condizioni politiche di un 2025 da vita nuova.
Che tenterà a farlo è assolutamente certo (diversamente la macchina indietro odierna non avrebbe senso logico alcuno).
Che tenterà di farlo, animato da buone intenzioni di riuscirci, è già evento più difficile dal pronosticare come vincente.
Che riuscirà nell’impresa di azzerare sei mesi a vuoto per puntare ad una rendita di quatto anni e mezzo tutta da cogliere… è questa la vera scommessa sulla quale si accettano puntate.
Non dovesse andare in porto nulla di tutto questo (al momento di oggi 11 novembre evento assai probabile) ad attendere PIRANI ci sarà, finalmente, la ghigliottina del Bilancio di Previsione 2025 da approvarsi giusto giusto (o non approvarsi) in tempo per consegnare la città a sacrosante elezioni, accomunate questa volta alle Regionali ’25; per fortuna vero convitato di pietra.
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