DIMISSIONI PIRANI, STATUTO COMUNALE NUOVAMENTE MALTRATTATO L’ART. 30 DELLA LEGGE OSIMANA PREVEDE LA CONVOCAZIONE SUL PUNTO

Unico a battersi per il rispetto delle procedure il Consigliere Mauro PELLEGRINI, molto cresciuto, politicamente parlando, nel corso di questi mesi all’opposizione. Senza senso la replica del Presidente SIMONCINI che ha affidato il punto sulla crisi alle comunicazioni di PIRANI (che non ci sono state) e fuor di luogo pure le argomentazioni del Segretario SOPRANZETTI che ha ragionato da politico e non da notaio degli osimani
DIMISSIONI FARLOCCHE RITIRATE. E ORA?
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di Sandro PANGRAZI
“Io vorrei porre una questione, chiedendo anche dei chiarimenti al Segretario comunale Mauro SOPRANZETTI per due questioni. La prima riguarda il mancato inserimento di un punto, per me centrale, all’ordine del giorno; mentre l’altro la vicenda delle linee programmatiche, con considerazioni di più ampio respiro
La considerazione giuridica che pongo è la seguente: noi siamo in un Consiglio comunale che seguono le dimissioni del Sindaco, protocollate il 14 novembre.
Il nostro Statuto, all’articolo 30, dice che dopo le dimissioni del Sindaco, il Presidente del Consiglio deve convocare il Consiglio comunale nei successivi 10 giorni.
Ora nel silenzio della legge, cercando di interpretare quello che dice il nostro Statuto comunale, poiché è la stessa legge che dice che le dimissioni sono presentate al Consiglio, inteso come organo in seduta, fatto salvo che giustamente le dimissioni presentate dal Sindaco sono state immediatamente notificate per mail a tutti i Consiglieri… ma da come io interpreto questo punto, oggi il tema necessario, l’oggetto del dibattito, erano le dimissioni del Sindaco, ovviamente in discussione senza alcuna votazione.

Sembra che la ratio della legge sia molto chiara… se si pretende che le dimissioni siano comunicate immediatamente al Consiglio – lo Statuto dice: tu Presidente convoca il Consiglio comunale dopo 10 giorni, dopo che hai ricevuto le dimissioni… – poi possiamo parlare anche di altre cose, per carità di Patria, ma questo doveva essere un punto necessario perché, come tutti sanno, se cade il Sindaco decade il Consiglio.
Quindi lo Statuto comunale penso che abbia voluto dire, quasi certamente, che se cade il Sindaco cade il Consiglio… il Consiglio comunale ne discute. Qui non c’è stato neanche, questo passaggio, sulle comunicazioni del Sindaco… ripeto, qui non è questione di comunicazione… quella la abbiamo ricevuta, è nota, è sulla stampa… ma questo momento non è un atto privato… ma è un atto pubblico che si riverbera su tutta la vita della città.
Detto questo le questioni che pongo sono due: se questo punto oggi dovesse necessariamente essere posto in discussione perché io l’articolo del nostro Statuto lo leggo così e poi c’è una questione più complessa e mi rendo conto più opinabile: cosa può fare il Sindaco, la Giunta e il Consiglio in questi 20 giorni in cui si perfezionano, eventualmente, le dimissioni date dal Sindaco.
Ora da tutto quello che si legge in giro, lo avrà fatto anche il Segretario comunale, si ritiene che si possa fare l’ordinaria amministrazione… ora cosa ci rientra e cosa non ci rientra, è una questione, mi rendo conto, abbastanza… atti in scadenza, ci sono appuntamenti di legge, mettiamoci pure la variazione di Bilancio, la nomina dei Revisori dei Conti… ma tutto il resto, parlare di linee programmatiche del Consiglio comunale dopo le dimissioni del Sindaco mi sembra veramente un fuordopera.

Io vorrei capire questo passaggio, perché se leggo Consiglio comunale convocato per l’ordinaria amministrazione, forse parrebbe eccentrico discutere anche la nostra mozione… e lo dico per onestà intellettuale, però vorrei capire come la intendete voi: oggi possiamo Consiglio comunale con tutti i punti, come se fosse un normale Consiglio comunale (come l’11 novembre, ad esempio, NdR.) e niente fosse stato… ditemi voi se la pensate così. A me questo sembra un pò assurdo… ma su questo vorrei delle delucidazioni”.
Risponde il Presidente del Consiglio SIMONCINI: “Per parte mia, ho fatto l’ordine del giorno dove, come al solito, al primo punto, ho posto le comunicazioni del Sindaco… Sindaco che è libero di dare le comunicazioni che vuole. Ovviamente non sono io che devo dirgli cosa comunicare al Consiglio e cosa no.
Poi ci sono tutta una serie di atti, come giustamente il Consigliere PELLEGRINI sottolinea, dove il dibattito è previsto (a differenza delle comunicazioni) e immagino, considerata l’attuale situazione amministrativa dell’Ente, che l’argomento che sollecitava, entrerà in gioco.
Per quanto mi riguarda, con l’ordine del giorno ho dato la possibilità, al Sindaco, a chiunque, di poter esprimere la propria opinione rispetto al momento politico-amministrativo che noi stiamo attraversando… non nelle comunicazioni del Sindaco ma all’interno del punto delle linee programmatiche che inevitabilmente afferisce anche alle attuali dimissioni”.
Replica PELLERINI: “Ma si rende conto che ci sta dicendo… potete discutere delle dimissioni del Sindaco nell’ambito delle linee programmatiche? Ci risparmi questa cosa… Come è possibile parlare delle linee programmatiche e poi discutere delle dimissioni? Andrei persino fuori tema… è lei è giustamente attento… e puntualmente ci richiama. Il punto è un altro. Certo che il Sindaco nelle sue comunicazioni dice quello che vuole, ci mancherebbe altro! Ma il punto che ho posto è un altro: se lei doveva mettere all’ordine del giorno, da Statuto, le dimissioni del Sindaco e la discussione. Questo è il punto.
Poi sull’ordinaria o non ordinaria amministrazione e come intende comportarsi il Consiglio in tempo di dimissioni è cosa che intendo chiedere al Segretario comunale”.
Segretario SOPRANZETTI: “Per quanto riguarda l’inserimento di un punto specifico, lo Statuto e il Regolamento non prevedono nulla. D’intesa con il Presidente si è ritenuto che nel trattare le linee programmatiche si potesse discutere anche della situazione politica, comprese le dimissioni del Sindaco; se l’Amministrazione ha una prospettiva allora si possono approfondire le questioni di indirizzo nel dettaglio… se non ce l’ha è questa la sede per discuterne. L’organo di controllo politico-amministrativo dell’Ente è il Consiglio comunale… è questa la sede in cui si dovrà dibattere della situazione derivante dalle dimissioni del Sindaco. Questa la riflessione che è stata fatta con il Presidente: quando si ragionerà delle linee programmatiche, inevitabilmente non si potrà non tenere conto delle dimissioni del Sindaco.

Per quanto riguarda i poteri del Consiglio comunale nel periodo dei 20 giorni dopo le dimissioni del Sindaco, c’è da rilevare, innanzi tutto, che le dimissioni non sono immediatamente efficaci … produrranno effetto dopo 20 giorni (alla mezzanotte del 3 dicembre, NdR.) se non ritirate.
La questione dell’ordinaria e straordinaria amministrazione, è una questione dottrinale che non ha in realtà un fondamento normativo e quindi spesso rimessa alla valutazione del Consiglio comunale… se si ritiene che qualche argomento non possa essere trattato, verrà posta la questione pregiudiziale e ritirata la discussione su un certo tipo di argomento; non c’è una disposizione normativa che prescriva si debba trattare solo dell’ordinaria amministrazione… come invece avviene, ad esempio, nei 45 giorni che precedono le Elezioni… per cui è il Consiglio comunale sovrano nel definire, eventualmente, i limiti della propria azione”.
La risposta politica del Segretario SOPRANZETTI, seppur dovuta ingoiare da PELLEGRINI (ubi maior), non sembra però in linea col dettato Statutario che al punto 30, comma 5, chiede espressamente la convocazione del Consiglio e non la ripetizione di una seduta, quella dell’11 novembre, improvvisamente interrottasi.
Se il Presidente SIMONCINI, in qualche modo, ha replicato politicamente, dimenticando di essere il Presidente dell’Assemblea e non della sola supposta maggioranza, il Segretario SOPRANZETTI non avrebbe dovuto conoscere simili retro pensieri e attenersi, anche scrupolosamente, a ciò che la “legge” osimana ordina.
Altrimenti consiglieremmo, visto anche come è stato trattato lo Statuto dal precedente Segretario Alessio Maria D’ANGELO, proprio alla voce “Elezione del Presidente del Consiglio comunale”, di prendere lo Statuto e i suoi buffi articoli e farci un bel falò natalizio. Avrebbe indubbiamente una qualche maggiore utilità.
Ci si vergogni un pò quasi tutti.
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