DINO LATINI ASSESSORE REGIONALE DI MATTEO RICCI ALLA SANITA’ PUGNALONI CONSIGLIERE, FORSE ANCHE LA ANDREONI E LA BORDONI

Per un Comune in crisi come mai in 80 anni di vita democratica, la città potrebbe risvegliarsi, tra un anno, mai così forte e persino potente! In caso di successo al Centro-Sinistra col candidato Matteo Ricci, ad Osimo toccherebbe un Assessorato certo (Latini, possibile alla delega più importante), un Consigliere di maggioranza con Simone Pugnaloni e seggi teorici persino alla Andreoni e alla Bordoni. Tutto dipenderà dall’esito delle Regionali e dagli intrecci con la crisi-Pirani. Sul fronte Centro-Destra, seggio possibile a Paolorossi in caso di accordo con Forza Italia
LATINI E L'UDC-LISTE CIVICHE REGIONALI APRONO AL CENTRO-SINISTRA DI RICCI
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Matteo RICCI (nonostante l’inchiesta “soldi facili” in corso al Comune di Pesaro con un proprio uomo indagato in concorso per corruzione) verso la candidatura a Governatore delle Marche; Dino LATINI con l’Udc e le Liste civiche regionali verso un Assessorato pesante, si parla di Sanità (ovviamente nel caso di vittoria del Centro-Sinistra il 9 novembre 2025) e il Comune di Osimo al voto anticipato nella stessa data delle Regionali (9 novembre 2025) grazie alla mancata presentazione o bocciatura, entro gennaio-febbraio, del Bilancio di Previsione 2025.
Di più: anche Simone PUGNALONI, forte dell’onda lunga di recupero che il “campo super largo” dovrebbe far valere nelle Marche il prossimo anno, con grosse probabilità di essere proposto ed eletto, nelle file Pd, in Consiglio regionale, sia che il Centro-Sinistra di RICCI vinca o meno le elezioni.

Risultato? Il 10 novembre 2025 Osimo potrebbe l’Assessore regionale più importante della scacchiera (LATINI), un Consigliere di maggioranza (PUGNALONI) e un Sindaco altro a PIRANI, al momento tutto da individuare.
Fanta politica? Certamente no. Il duo LATINI-PUGNALONI, deposte antiche inimicizie ventennali, personali e politiche, pare viaggiare come “un sol uomo” verso destini comuni extra cittadini che potrebbero, per una volta, prevedere il possibile lieto fine per entrambi.
Iniziamo dall’ipotesi più semplice, ovvero la candidatura di Simone PUGNALONI diremmo, quasi, a colpo sicuro. Elezione dell’ex Sindaco Dem che può considerarsi “fatta” sin d’ora; e questo a prescindere sia del candidato Governatore (RICCI o non RICCI) che dall’esito favorevole o meno al Centro-Sinistra.
E spieghiamo perché. Nello Statuto del Pd compare una annotazione, atta a favorire il rinnovo della classe dirigente, che vuole il turn-over dei candidati quando si è completato un doppio mandato consecutivo.
Un pò come la regola per la candidatura a Sindaco (che ne ha impedito, per restare a PUGNALONI, la riproposizione per il terzo mandato consecutivo); analogamente è quanto prevedono pure i 5 Stelle: due mandati e stop.
Salvo deroghe (che il Partito Democratico pare orientato a non concedere) nella circoscrizione di Ancona dovrebbero così saltare, per il Pd, la riproposizione di entrambi i Consiglieri attualmente in carica: Antonio MASTROVINCENZO (4.937 preferenze) e Manuela BORA (3.921), col di più di Maurizio MANGIALARDI il quale, dopo l’esperienza fallita a Governatore, dovrebbe optare per tornare – lo stesso 9 novembre 2025 – a correre quale candidato a Sindaco della natia Senigallia.

Ora considerato che anche Emanuele LODOLINI ha nel frattempo abbandonato la politica, che Fabio STURANI è ormai ai box e che Mauro PELLEGRINI realizzò comunque un buon bottino, per quanto insufficiente, di 2.292 preferenze… ecco che Simone PUGNALONI, accreditato dai 3.000 ai 4.000 voti, salvo sorpresissime, può dirsi già titolare di una poltrona al solo regionale.
Unica incertezza il valore della medaglia al valor politico: d’argento come Consigliere o d’oro come Assessore nel caso vincesse pure Matteo RICCI?
Ma oggi ci vogliamo rovinare: sull’abbrivio di Simone PUGNALONI e forte della doppia preferenza di genere (alternanza preferenza uomo-donna) prassi consolidata in ogni elezione, in caso di successo del Centro-Sinistra Osimo potrebbe aspirare persino ad eleggere un secondo consigliere-donna (Paola ANDREONI?), forte del fatto, anche, della crisi attraversata dai dem ad Ancona, Comune che da sempre detta la linea a Sinistra.
Fin qui, dunque, quanto potrà accadere, tra circa un anno, a livello regionale in caso di braccio di ferro, tra il Governatore uscente Francesco ACQUAROLI e lo sfidante pesarese Matteo RICCI, vinto dall’europarlamentare.
Possibilità per PUGNALONI: 100%. Per ANDREONI: nulla in caso di sconfitta di RICCI, almeno il 30-40% in caso di successo su tutta la linea.
Fin qui il discorso legato al Pd osimano che mai, come nel prossimo anno, è stato così vicino a raccogliere frutti locali così importanti da spendersi in chiave Regione Marche.
Dici Regione Marche e non puoi non pensare, ad Osimo, ad Presidente dell’Assemblea regionale Dino LATINI e al futuro che sta per arrivare, tra 13 mesi.

Dino LATINI è certamente legato da un buon rapporto, sul piano personale, col Governatore ACQUAROLI. Forse.
Ad ACQUAROLI, LATINI riconosce la volontà di essersi speso per trovare una soluzione all’impossibile caso-Osimo. La voglia di far bene non è mancata, il desiderio di fare da argine alle richieste, sempre più impegnative di PIRANI c’è stata, la difesa della linea pure. Purtroppo inutilmente.
Per quanto ACQUAROLI si sia dato da fare, uno dei problemi nel problema è purtroppo costituito da un CICCIOLI eternamente in servizio sabotatore e di un personale politico, quello di Fratelli di Italia di Osimo, non presentabile, non spendibile, oltremodo familistico ed arrivista.
Ergo per LATINI il rapporto col Centro-Destra di cui, pure, è stato e sarà Presidente sino al 9 novembre 2025, figura al pari di un Bilancio profondamente in rosso a livello politico. E senza scappatoie.
La riconferma di ACQUAROLI per un altro quinquennio, fino al 2030, pare tecnicamente possibile sulla carta (il Governatore ha deluso l’elettorato di Centro-Destra ed ha fatto male per 4 anni su 4 ma non ha fatto malissimo) quanto oltremodo rischiosa; specie se l’attacco decisivo alla poltrona sarà portato da Sua Emittenza RICCI.
L’altro problema, poi, è l’Udc (partitucolo del 2.26%, di cui un quarto patrimonio personale di LATINI) che con 14.067 voti raccolti nel 2020 ha già compiuto un vero e proprio miracolo, non ripetibile.

Che fare? Considerato che l’ultima volta tra ACQUAROLI e MANGIALARDI ballarono 87.034 voti e che il prossimo anno, è già certo, la forbice tenderà a chiudersi ed esprimere un vincitore e un perdente entro un lasso di voti assai minori… ecco che anche i 14.067 voti “latiniani” possono valere, traslocati da un fronte all’altro, ben 28.134… insomma vicinissimi al famoso “ago della bilancia” di 40/50.000 voti di differenziale che tanto piace ai democristiani.
Da questo punto di vista la campagna elettorale, congiunta, di LATINI (e PUGNALONI) è già ufficialmente partita, in particolare, per quanto attiene al Presidente dell’Assemblea, con una super presenza in ogni angolo delle Marche (significativo per un LATINI refrattario come pochi a metter piede fuori da Osimo) e il lancio su grande scala di un bis delle Liste civiche, da vendersi ai marchigiani come brand regionale, sull’esempio di Osimo.

Per questa operazione, trasmutare 14.067 voti di Centro-Destra in 28.134 voti al Centro-Sinistra, RICCI ha già assicurato LATINI di essere pronto a pagare politicamente molto bene.
Una poltrona da futuro Assessore, con deleghe importanti, è già designata accanto al nome di Dino LATINI; molto probabilmente persino la più ambita alla Sanità. E persino senza obbligo di conquistare un seggio con cui dare visibilità ai Civici-Udc.
O meglio. Se il seggio scatterà… tanto meglio. L’Udc conquisterebbe una poltrona in Consiglio (Monica BORDONI?) e una in Giunta; ma quand’anche il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci non dovesse ripetersi, la nomina di LATINI pare fuori discussione, già blindata.
Riassunto: Osimo tra un anno, a dispetto dalla confusa realtà comunale, potrebbe valere moltissimo… addirittura come mai successo in 65 anni di storia dell’Ente Regione.
La vittoria di Matteo RICCI, con LATINI Assessore alla Sanità, porterebbe in dote anche l’elezione di Simone PUGNALONI (certa), quella di Paola ANDREONI (possibile) e persino Monica BORDONI (in caso di exploit Liste civiche regionali-Udc) per una rappresentanza solidissima di un Assessore e fino a tre Consiglieri espressione della nuova maggioranza.
Cosa potrebbe far saltare il progetto, a parte la sconfitta elettorale di RICCI?
L’intreccio sul caso-Osimo e la voglia del Sindaco PIRANI di disintegrarsi contro un muro ben armato, è nota ed è tanta. Se PIRANI riuscirà nel proprio intento suicida… la strada è già segnata e dovrebbe vedere la caduta (per il mancato Bilancio 2025) dell’Amministrazione in un giorno qualsiasi tra Capodanno e Pasqua; e voto anticipato in concomitanza con le Regionali del 9 novembre 2025.
Se al contrario un miracolo consentirà a PIRANI di rinsavire e comprendere che, tutto sommato, amministrare un condominio chiamato Osimo fino al 2029 e quindi anche il 2034 (!), non è poi la cosa peggiore che può capitare ad un comune mortale… allora molti passaggi, ora dati per assai probabili, tornerebbero in alto mare. Ad Osimo come in Regione.
Perché però si possa mettere tutto in discussione occorrerebbe un vero e proprio “miracolone”, sul tipo di quelli spesi in prima persona da Gesù… e non un banale prodigio da richiedersi battendosi semplicemente il petto: mea culpa, mea maxima culpa. Difficilissimo possa accadere.
Sul fronte opposto le guerre intestine navigano ancora sotto traccia. Si fa strada, restando al territorio Osimano, l’ipotesi di un accordo elettorale tra Forza Italia col Sindaco di Filottrano Luca Paolorossi. Maturasse anche questa ipotesi, Osimo e la vallata diverrebbero i nuovi centri nevralgici della politica regionale, scavalcando persino Ancona… come non accadeva dai tempi lontani di Boccolino!
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