E RICCI APRE LE PORTE A LATINI PURCHE’ “DISPONIBILE A CAMBIARE…” L’ANNUNCIO A TEATRO IN CHIUSURA DI CONVENTION: “SI AI CIVICI”

La Nuova Fenice gremito di “forestieri” come raramente in passato, ben oltre la capacità della struttura (600 o più i presenti), con netta preponderanza pesarese. Presente il partito democratico da ogni angolo delle Marche, Ricci ha scelto un tono e temi adatti per esaltare il suo pubblico al ritmo di un applauso ogni due minuti! Nessun riferimento ad Osimo che ha pur ospitato, in minoranza, l’evento, quasi non citata nel fallimento del Centro-Destra definito dall’europarlamentare come accozzaglia di estrema Destra, stile amministrazione monocolore di Forza Nuova. Nessun accenno neanche a temi che possano ingolosire l’elettorato incerto e men che meno il nuovo partito di maggioranza, quelli che il 26 maggio andranno al mare. Nel complesso voto 6
di Sandro PANGRAZI
Ha scelto di vincere facile e parlare direttamente alla pancia dei propri non tifosi, il Matteo RICCI che ieri sera, dopo un’ora e venti di assoluto monologo, ha raccolto la sfida e accettato di rompere le uova nel paniere a Governator ACQUAROLI per il quinquennio 2025-2030.
Un RICCI che non ha lasciato troppo spazio alla questione-Osimo, in un teatro gremito di presenze non a caso pesaresi e di forestieri targati “Padova” giunti a La Nuova Fenice dall’intera regione con entusiasmo da vendere; diversamente dagli attivisti locali, tutti presenti ma oggettivamente in minoranza, per quanto intenzionati a farsi sentire a suon di applausi per il nuovo leader.

Non li abbiamo contati, ma andiamo vicino alla realtà nell’indicare in circa 40 le interruzioni da scrosciante battimano guadagnate da RICCI in circa 80 minuti, per una media di un applauso ogni due minuti!
Totalmente assente sia la Osimo che sopporta sulla propria pelle e carne viva il fallimento undecennale del Centro-Destra che soprattutto non pervenuta la Osimo che vota il nuovo partito di maggioranza: quelli che il 25 maggio andranno al mare ma che non è detto debbano ripetere la mossa pure il 29 settembre.
Per il resto, chiaramente, il pubblico convenuto a frotte (si parla anche di un pullman di attivisti partiti da Ascoli Piceno) e costituito nella sua interezza da aficionados della Sinistra a scorrere, era uscito di casa ben intenzionato ad applaudire, a prescindere, quasi ogni proposta, tra le principali elencate dal candidato Governatore nei suoi temi elettorali.

E così è stato, dall’inizio alla fine, senza comprendere, il pubblico (ben oltre le 600 persone), probabilmente perché non indigeno, entrambi i passaggi salienti, peraltro i soli, dedicati da RICCI ad Osimo e alle questioni politiche della città ospitante con generosità.
Nel chiarire perché partire proprio dalla nostra città, presa a simbolo del doppio fallimento, 2024 e 2025 del Centro-Destra, RICCI si è fatto sfuggire, a carico degli osimani, l’etichetta di città mal governata dall’estrema Destra… lasciando intendere che a portare il peso della bancarotta politica non toccasse, come è toccato e toccherà di nuovo, ad ACQUAROLI… ma a Giunte monocolori, tipo Forza Nuova o Casa Pound e dintorni!
Con ciò mancando rispetto ad una città sinora retta, 80 anni su 80 anni, senza eccezione alcuna, anche durante il decennio di un PUGNALONI a perfetto agio nel ruolo di anfitrione, dal Centro del Centro del Centro della politica che pure RICCI personifica ma che ad Osimo non ha inteso riconoscere. Pazienza per i libri di Storia,

L’altro messaggio, pure passato sotto silenzio in quanto non di facile lettura pensando insieme in un mix di pesarese, ascolano, maceratese e persino anconetano (presenti a teatro festanti dinosauri del passato come la MANCINELLI e STURANI o redivivi del calibro di LODOLINI, fisicamente irriconoscibile), è invece destinato, pur badando con cura a non nominarlo neanche per sbaglio, a Dino LATINI; un Presidente dell’Assemblea regionale, evidentemente, non così in disgrazia, nei calcoli di RICCI, rispetto al bottino di voti ancora nella disponibilità dell’antico leader civico (per altro impegnato, in contemporanea, ad Osimo Stazione per la vicenda della costruenda stazione merci a San Rocchetto).
Il messaggio tra le righe partito dal palcoscenico del teatro, forse come quello lanciato da Orsetti un paio di settimane fa, gettato nella mischia per vedere che effetto fa e quindi alquanto spericolato, riguarda proprio le alleanze di settembre.

RICCI, in pratica, dopo aver lodato il via libera alla coalizione dei Grillini (peraltro parrebbe ancora da perfezionare con almeno un paio di cambiali richieste a garanzia dell’operazione), del movimento Verde e di Sinistra e dei vari sotto partiti e cespugli che vorranno starci (magari un po’ più affidabili di Rinasci Marche che proprio ieri, in Regione, ha ufficializzato col Consigliere Luca SANTARELLI – l’infermiere senigalliese, sospettato sfonda porte – il salto della quaglia, passando finalmente, dopo la mancata Lega, a rafforzare le fila di Noi moderati, quinta gamba di ACQUAROLI) ha definitivamente aperto ai movimenti Civici affermando che sono i benvenuti “purchè disponibili a cambiare”.
E detto ad Osimo, nella città patria del Civismo, ad un movimento con voti su base provinciale e/o regionale… certamente RICCI non intendeva alludere e aprire le porte ai quattro voti di CIUFFO MOSCIO e del mondo ristretto rappresentato da ANTONELLI.
Chiuderemmo qui senza sottolineare altre “perle” volutamente sparate dall’europarlamentare-candidato che, dopo aver ricordato il nonno lavoratore in miniera a Charleroi… cittadina belga dove oggi atterra per raggiungere Strasburgo, si è lasciato andare a due o tre considerazioni strappa ulteriore applauso legate alla vicenda Atim, alle questioni sanitarie (con le Marche unica Regione a pagare non uno, non due ma addirittura tre Assessori alla Sanità che non combinano per uno( e infine concludendo con la ciliegina, a gratis, del prossimo gay pride a cui, gli organizzatori, non dovranno richiedere il patrocinio regionale in quanto al gay pride… andremo!
E giù applausi decisamente drogati da populismo a buon mercato.
Solo passerella finale (ma con foto, baci e abbracci) per Michela GLORIO, citata en passant dall’aspirante Governatore di Centro-Sinistra ma tutto sommato apparsa, come gli osimani, ospiti in casa propria…. Relegati ad un ruolo di secondo piano da una regia propagandistica targata Partito Democratico, obiettivamente rivedibile e da rivedere.

Il dopo evento, lungo a smaltirsi (pubblico in piedi e palchetti occupati in ogni ordine, fino in loggionata), si è concluso con foto, baci e abbracci prolungati su una vittoria che dovrebbe partire da Osimo e che, in attesa, del dato elettorale, è passata per una salutare pizzata tra pesaresi presso “Quindici” in via Fonte Magna, facilmente raggiungibile a piedi anche per chi non conosce – come ha dimostrato – i meandri di Osimo.
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