ESPERIMENTO FALLITO, DOPPIA SERATA A TEATRO RADDOPPIA IL ROSSO 630 PAGANTI SONO TANTA ROBA MA NON ABBASTANZA PER PAREGGIO

In tutta la regione, sui 21 cartelloni allestiti dalle varie Amministrazioni comunali, solo San Benedetto del Tronto, Macerata, Ascoli Piceno e Osimo, hanno optato per il bis dello spettacolo in cartellone. Un motivo ci sarà. La città paga la mancanza di esperienza di un Assessore alla Cultura capitato in Giunta fuori programma e quasi per caso. Previsto, rispetto alla scorsa stagione teatrale, il raddoppio del rosso in bilancio 2023
Esperimento fallito. Considerato che nelle Marche Osimo non risulta l’unico Comune ad aver “beccato” e che anche altrove altre Amministrazioni comunali hanno ceduto all’offerta culturale proposta dall’Amat (vedi Macerata, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto con il prendi 2 e paga 2) dopo la riprova “Molto rumore per nulla” si può esclamare: mal comune mezzo gaudio!
Vincere la scommessa (organizzare un bis per ciascun spettacolo teatrale, offerto al pubblico osimano, per la prima volta, in duplice serata a scelta… uguale ad un fallimento sul piano commerciale) era troppo semplice. E non ci vanteremo di questa banale osservazione per sottolineare “l’avevamo detto”.

300 paganti martedì e – strano ma vero -330 mercoledì sera, a teatro, per applaudire, oltretutto – non ce ne vorranno i due semi sconosciuti come i protagonisti Lodo GUENZI e Sara PUTIGNANO in “MOLTO RUMORE PER NULLA” – sono indubbiamente un buon risultato. Purtroppo insufficiente a coprire le spese del botteghino.
630 spettatori complessivi, infatti, se stabiliscono una sorta di record osimano a livello teatrale, rappresentano pur sempre costi raddoppiati rispetto alla storia de “La Nuova Fenice”, abituato da sempre a rappresentazioni uniche, considerato sia il bacino di utenza della città che la maggiore capacità del teatro nel recente passato, oggi ridotta, per questioni di sicurezza, a soli 450 ingressi.
Si dirà: 450 biglietti sono insufficienti a soddisfare la fame di cultura, a prescindere, degli osimani (in effetti i paganti sono risultati circa un terzo in più). Che fare?

Una soluzione “democratica” (ma poco furba) sarebbe stata facilmente adottabile limitando a tre, ad esempio, il numero di recite acquistabili dal pubblico in abbonamento. In questo modo l’incasso al botteghino si sarebbe potuto dire salvo, assicurando agli amanti della rappresentazione teatrale un sicuro turn-over capace di accontentare quasi tutti.
Un altro sistema, anziché ridursi a sole sei rappresentazioni ma doppie (di fatto 12 spettacoli) avrebbe potuto puntare su 8 o 10 titoli unici in cartellone.
Una terza soluzione, pur non essendo il nostro mestiere organizzare stagioni teatrali, avrebbe potuto e dovuto limitare l’eventuale bis in locandina ad un paio di titoli, presumibilmente i più appetibili dal pubblico.
Si è optato, causa inesperienza dell’Assessore FANTASIA, una “sbagliata” capitata nel posto meno indicato nel momento meno adatto, ad un bis generalizzato che, a fine stagione avrà prodotto alle casse di Asso e quindi comunali, un rosso… più o meno doppio a quello realizzato, in serata unica, lo scorso anno.

Si dirà. Se vuoi allargare l’offerta culturale a quanti più soggetti possibili… non devi stare a guardare il capello. E pagare.
Punti di vista. Ad Urbino, Tolentino, Senigallia, Sant’Elpidio a Mare, San Severino Marche, Recanati, Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Grottammare, Corridonia, Corinaldo, Civitanova Marche, Chiaravalle, Fabriano e persino nel capoluogo Ancona i vari Sindaci hanno pensato in altro modo, limitando la stagione ad una sola rappresentazione, magari allungando il cartellone di serate in più rispetto alle sole 6 previste ad Osimo sino ad aprile ’25.
Solo San Benedetto del Tronto, Macerata e Ascoli Piceno, in tutta la regione, hanno condiviso la proposta Amat e acquistato il pacchetto-bis; col record regionale, addirittura di tris, aggiudicato alle stagioni della città di Fano e Fermo, con i teatri della Fortuna e dell’Aquila impegnati per tre serate consecutive ad appuntamento.
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