EVASIONE FISCALE E AUTORICICLAGGIO, CHIESTI 3 ANNI PER ISOLANI PROPOSTA CONDANNA ANALOGA ANCHE PER MOGLIE E FIGLIA

ll processo, in corso a Milano, vede quale imputata principale l’ex Presidente della Camera Irene PIVETTI, per la quale il Pm ha chiesto un rincaro da tre a quattro anni. Da tempo, intanto l’ex pilota rally di Castelfidardo si è trasferito con la famiglia in Svizzera, a Lugano
Chiesti tre anni di carcere per l’ex pilota di Castelfidardo Leonardo ISOLANI (67 anni), per sua moglie Manuela MASCOLI ed anche per la figlia di lei Giorgia GIOVANNELLI per le vicende, datate 2016, riconducibili alla gran turismo “Team Racing”, società di proprietà dell’ex specialista in cronoscalate e rally.
Il processo, in corso a Milano e che vede come imputata anche l’ex Presidente della Camera Irene PIVETTI (per la quale il Pubblico ministero Giovanni TARZIA ha chiesto una condanna superiore, pari a 4 anni) è incentrato su una serie di operazioni ipotizzate come evasione fiscale e autoriciclaggio, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro.

In particolare sul conto della famiglia ISOLANI (da tempo residente a Lugano, in Svizzera) il nucleo di polizia Economico finanziaria della Guardia di Finanza milanese, ha ipotizzato un ruolo di intermediazione della società “ONLY ITALIA”, riconducibile alla PIVETTI, in operazioni combinate con la Team Racing di ISOLANI.
Obiettivo da perseguire: nascondere al fisco (che vantava già crediti per 5 milioni sul club motoristico) alcuni importanti beni, tra cui le tre Ferrari Granturismo del team.
Le auto, grazie alla mediazione della PIVETTI, titolare di aziende estere in Polonia e a Honk Kong, sarebbero state al centro di una finta vendita al gruppo cinese DAOHE per essere, invece trasferite in Spagna, nel tentativo di venderle.
L’unico bene però effettivamente ceduto, ovvero passato ai cinesi, sarebbe stato il “logo” della Scuderia Isolani, abbinato al logo Ferrari.

Duplice l’interesse, secondo la resi accusatoria. Se lo scopo di Leonardo ISOLANI e della moglie MASCOLI era quello di dissimulare la proprietà dei beni e così sottrarli al Fisco, l’obiettivo perseguito dalla PIVETTI sarebbe stato quello “di acquistare il logo Isolani e Ferrari per cederlo ai cinesi ad un prezzo dieci volte superiore… ma senza comparire in prima persona.
Per la Procura di Milano, l’ex Presidente della Camera – all’epoca numero tre dello Stato – avrebbe comprato dai coniugi ISOLANI i tre bolidi gran turismo del Cavallino e il marchio Racing club” per un milione duecentomila euro… per poi rivenderlo a DAOHE, di fatto, aggiungendovi nominalmente uno zero in più, ovvero 10 milioni.
Prossima udienza, dedicata alla tesi difensiva della PIVETTI, prevista a Milano per il prossino 27 giugno.
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