FALLITO GOLPE ELETTORALE IN VIA II GIUGNO IL PARKING DELL’ASILO TRASFORMATO IN AREA PRIVATA. ANZI NO!

ECCO I CANDIDATI A SINDACO DI OSIMO 2024:
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Lunedì mattina il Sindaco Pugnaloni è stato notato in zona dai residenti. L’indomani sulla strada, fermo restando la segnaletica precedente, è comparso il cartello “Area privata” con divieto di accesso ai non autorizzati. Martedì proteste a Palazzo comunale con Pugnaloni d’accordo nel far rimuovere l’indebito avviso. Fallito il tentativo di chiudere un occhio in vista del 9 giugno o solo casualità?
Come intestarsi un parcheggio, da pubblico a privato! Magari chiedendo al Sindaco di voltarsi dall’altra parte. O meglio ancora, per maggior sicurezza di buon fine, affiggendo cartelli di falsa proprietà chiudendo a PUGNALONI di girarsi dalla parte opposta… con l’accortezza di chiudere anche entrambi gli occhi!
E’ accaduto tra lunedì e martedì in via II Giugno, con il parcheggio pubblico antistante la scuola dell’infanzia Istituto Muzio Gallo (oltre un centinaio di bambini gestiti dalla società partecipata Asso) diventato improvvisamente privato e ritornato nuovamente pubblico… tutto nel breve volgere di meno di 24 ore!

Tutto è iniziato lunedì mattina quando l’attenzione di almeno un paio di testimoni oculari è stata rapita dalla presenza, insolita in via II Giugno, del Sindaco PUGNALONI.
Con il Primo cittadino anche un secondo anziano personaggio, in seguito individuato come componente del Cda dell’Istituto Muzio Gallo, attuale proprietario dell’immobile gestito dalla Asso; entrambi colti ad armeggiare sulla strada, gironzolando avanti e indietro nell’area del pubblico.
Tanto pubblico con bel cartello blu a recitare: sosta consentita per 60 minuti, dalle 9 alle 14. E stalli bianchi gratuiti ad evidenziare una trentina di parcheggi-auto; forse più.

Nessuno avrebbe badato oltre alla presenza dei due se l’indomani non fosse sbucato, sul lato destro in discesa, di fronte all’asilo nido, il seguente cartello: Parcheggio: area privata Istituto Muzio Gallo. Ingresso vietato ai non autorizzati.
Un cartello chiaro e tondo che avrebbe impedito la sosta momentanea delle mamme (sia all’andata che al ritorno a scuola per riprendere i bimbi) e soprattutto la libera sosta delle auto dei residenti in zona II Giugno.
Tutti, a cominciare dai due testimoni, hanno così compreso. Anche troppo.
Martedì mattina un paio di residenti sono così piombati, di buon’ora, a Palazzo comunale per chiedere conto a PUGNALONI della novità. Cos’era quel cartello? E come comportarsi? Parcheggiare su una strada stretta e a due corsie e piena di piacevoli buche e trappole da destra a sinistra?

Il Sindaco, immaginate già la scena, alla protesta è caduto da tutte le nuvole possibili: L’area è sempre stata pubblica e non ci sono mai state varianti. Tanto da autorizzare verbalmente i residenti alla rimozione del cartello spuntato come un fungo!
I cittadini hanno replicato, giustamente, che il divieto qualcuno lo aveva affisso… e che certo non potevano assumersi la responsabilità di rimuoverlo di loro iniziativa.

Fatto sta che il cartello abusivo “Area privata” al ritorno a casa dei due residenti non c’era già più… Rimosso altrettanto misteriosamente, forse dalla Polizia locale o vai a sapere… attraverso quale miracolo della politica… oltretutto in tempo di campagna elettorale!
Per la cronaca la vicenda dell’Area privata inventata ha conosciuto una curiosa parentesi anche nel corso dell’assemblea elettorale delle Civiche di GINNETTI. In particolare quando l’attivista Sandro GIULIODORI, ex agronomo, ricordando l’istituto fondato dalla nobildonna Contessa Ida FREGONARA, ha eccepito al racconto della vicenda, avvertendo che per conoscere una verità più sostanziale sarebbe stata opportuna una verifica all’ufficio del catasto.
Detto e fatto, in tempo reale. Ad un consulto presso la competente agenzia, la visura ha certificato lo status dell’area come da sempre “pubblica”.

Rimane da comprendere quale interesse particolare abbia mosso soprattutto il Sindaco nel rendersi disponibile per la solita giravolta della verità.
Il solo interesse elettorale non dovrebbe consentire a nessuno, ancor meno a chi il potere amministrativo lo detiene già, di trasformare richieste border line in atti troppo vicini ad un atteggiamento fuori dalla legge.
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