FEMMINICIDIO, E’ L’ITALIA IL POSTO PIU’ SICURO IN EUROPA! FUORVIANTE IL CAN CAN TESO A COLPEVOLIZZARE IL MASCHIO

Nelle grandi Nazioni del vecchio continente nessuno fa meglio di noi, con una percentuale (42 casi ogni 10 milioni di donne) da invidia rispetto a Germania, Inghilterra e Francia. Resta il problema urgente, ma di natura sociale, da risolvere. Come? Ripensando da zero e completamente i nuovi rapporti di coppia
Solo in Croazia. Irlanda, Polonia e Olanda le donne corrono meno rischi di rimanere uccise dal proprio partner rispetto all’intera Europa!
L’avreste detto? Alzi idealmente la mano colui o colei che, dopo anni di quotidiano bombardamento tv a forza di panchine rosse e scarpe abbandonate in strada, non fosse umanamente convinto che il maschio italiano facesse davvero schifo, meritando di essere ripensato da capo a piedi.
Bene. Gli ultimi dati Europei disponibili, relativi al 2018, raccontano una storia esattamente contraria!
Ciò non significa che il problema uomo-donna non esista (ci mancherebbe) ma i numeri evidenziano piuttosto, assai chiaramente, il fatto che il problema non sia locale, anzi. Semmai è vero giusto il contrario rispetto a Germania, Francia e Inghilterra con cui l’Italia si confronta.
Dati che segnalano, riflettendoli, i tempi di un’epoca di cambiamenti sociali turbolenti, vissuti in maniera troppo veloce rispetto alle esigenze dell’antico maschio (non ancora nuovo) ma anche della femmina, già nuova e con esigenze “tutte da scoprire” per milioni di partners.
Questa la distribuzione europea di omicidi con vittime femminili registrate nel 2018: 412 casi (ogni 10 milioni di donne) in Lettonia, posto peggiore dove condurre un’esistenza per una europea; 357 Lituania, 170 a Malta, 136 a Cipro, 105 in Bulgaria, 98 in Austria, 97 in Finlandia, 93 in Slovacchia, 87 in Germania, 84 in Ungheria, 78 in Inghilterra, 72 in Estonia, 71 in Francia, 69 in Danimarca, 66 in Svezia, 52 in Grecia, 49 in Spagna, 48 in Slovenia, 43 (sempre su 10 milioni) in Italia, 42 in Olanda, e Polonia, 41 in Irlanda e “sole” 38 le poverette uccise nel 2018 in Croazia, luogo migliore del vecchio continente. Con l’Italia, però, occorre segnalare, molto vicina a costituire esempio virtuoso da seguire.
Chissà quando tv e giornali di riferimento lo racconteranno ai poveri maschi italiani, ogni giorno messi al rogo sulla graticola della convenienza chiamata audience.

Restando in tema, il dato 2018 racconta anche che più della metà dei femminicidi è commessa da mariti, conviventi, fidanzati o ex; mentre allargando la sfera degli assassinii anche all’ambito familiare, scopriamo che tre donne su quattro sono colpite in ambito familiare, ivi comprendendo le parentele più strette.
Solo la quarta donna vittima di violenza mortale, rimane uccisa da una persona a lei sconosciuta o rimasta non identificata.
Uscendo dai fatti di sangue pagati con la vita, la situazione uomo-donna non va meglio in Europa, non in Italia, allargando l’osservazione ai reati di tipo sessuali subiti dall’altra metà del cielo.
Secondo una ricerca datata 2014, ancora sostanzialmente valida, si scopre una donna su tre dell’intera Europa subisce nel corso della propria esistenza, già a partire dall’età di 15 anni, violenza fisica o sessuale di cui, una su cinque, addirittura dal proprio partner; oltre la metà, ben il 55%, le più fortunate, che hanno invece a che fare con “semplici” molestie sessuali. Una donna su cinque, infine, ogni anno non riusce a salvarsi da episodi di stalking, mentre una donna ogni venti è destinata a subire la violenza dello stupro.
Questi i numeri, da Cipro a Capo Nord, dall’Inghilterra alla Polonia, che denunciano la questione di un problema sociale dato da un soggetto maschio in gravissima difficoltà, totalmente impreparato a fronteggiare una partner sempre più sconosciuta ad ogni giorno che passa.
Base del disagio, il troppo super veloce mutamento dei costumi (paragonabile al boom sonico degli aerei che oltrepassano il muro del suono) e del modo di intendersi della nuova coppia; esperimento totalmente inedito sul pianeta Terra, mai tentato prima nella storia dell’Uomo.
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