“FROM KNOWN AS STREET THE MUSEUM, BY BANKSY” NEANCHE UNA VIRGOLA IN ITALIANO PER LA MOSTRA

Il gusto per l’esterofilia colpisce anche Osimo. La rassegna sul graffitaro pubblicizzata solo nell’idioma caro al cugino di Nerone: Tiberio Claudio Cesare detto “il Britannico”
Complimenti al mostro di intelligenza che ha ideato, realizzato e diffuso la locandina riprodotta in apertura.
Avesse utilizzato almeno una virgola in lingua italiana! Tutto un insieme di parolacce indecifrabili americane, lontanissime anni luce dal quieto slang pugnalonesco – a metà tra il castellano e l’accento caro agli abitanti della recanatese Bagnolo – che così bene il Sindaco si sforza da sempre di imitare.
Va bè, il protagonista – Banksy – stando alle narrazioni in cui è avvolto il mistero di questa identità, dovrebbe essere un suddito di Sua Maestà Queen Elizabeth e un minimo di inglese potrebbe essere tollerato… ma da qui a dimenticarsi del tutto, questi albionici, di essere ospiti, a caro prezzo oltretutto (178.000 euro!!!), nella italianissima Osimo, ce ne passa…
Eppure, vorremmo scommettere, l’autore del manifesto, di certo non più l’esautorato Mario Cotoloni della cooperativa sociale tipo B Era Ora – ha tutta l’aria di essere italiano.
Solo noi italiani possiamo essere così bravi nel prenderci in giro da soli e arrivare al punto di sfidare noi stessi evitando a bella posta l’utilizzo dell’idioma caro al Padre Dante.
Un pò, per divagare un attimo da Banksy pur restando nel tema, come quella grillina che ieri sera su La7 ha parlato venti minuti di “navigator” fino a quando la collega Concita De Gregorio non le ha chiesto: “Navigator da mezz’ora… ma qualcuno sa cosa significa il termine in italiano?” – poi scoperto essere nient’altro che un uomo-bussola, un esperto che indica la direzione, la strada migliore, il percorso più adatto. Insomma “navigatore”.
Peccato non sia troppo in nei salotti radical chic ben frequentati, solo in puro osimano, anche nella nostra città.
Infine un’ultima curiosità, tipica di noi ignoranti… ovvero coloro che ignorano in quali tasche andranno a finire, assicurazione a parte, i 67.100 euro necessari per noleggiare le foto da mettere in mostra al Campana.
Se, come si legge di lato, in super minuscolo e in albionico d’ordinanza, la mostra Banksy è “unauthorized”, grosso modo non autorizzata dall’autore, chi si è “autorizzato da solo” per incassare il bottino in assenza dell’autore?
Un pò come i 1.100 euro che il Comune riconoscerà alla Siae per la salvaguardia dei diritti d’autore: a chi andranno effettivamente?
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