GLORIO REGALA ALLA FESTA DELLA BIRRA DI CAMPOCAVALLO, 1.000 EURO DI "MANCIA" CON I FONDI DELLA CULTURA!
Il contributo, richiesto a maggio, è stato inserito in extremis nel maxi-calderone da 101mila euro per San Giuseppe, instaurando però un precedente. La mossa della Giunta Glorio spacca i comitati rionali e delle frazioni: da oggi tutte le sagre escluse potranno pretendere dal Comune lo stesso trattamento economico regalato alla Birra. La mancia prelevata ad arte dal fondo per gli eventi culturali

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di Sandro PANGRAZI
Un budget ordinario da 101.000 euro per le celebrazioni di San Giuseppe da Copertino; tutto ok non fosse per l'ultima riga della determina dirigenziale.
A far scoppiare il caso è proprio l'ultima passaggio di spesa di spesa, del tutto avulso dal contesto dell'organizzazione annuale in onore del Patrono: contributo di Michela GLORIO alla Festa della Birra!
Pronti 1.000 euro di mancia, non personali ma di tasca nostra. Briciole a tutti gli effetti ma pur sempre col potere della prima volta, eccezione che tutto travolge nelle abitudini (attuali) e nelle aspettative (future) attorno a sagre e manifestazioni.

La determina dirigenziale numero 1000376 emanata il 2 settembre 2026 dal Dipartimento Affari generali scopre ufficialmente le carte sui flussi di cassa ludici del Settembre osimano.
Se il leone della spesa lo fa, come d'ordinanza, l'Ordine dei Frati Minori Conventuali con ben 95.000 euro complessivi, a scatenare la bufera tra le decine di comitati rionali e delle frazioni è il contributo-briciola da appena 1.000 euro liquidato all'Associazione Festa della Birra di Campocavallo per tre serate musicali dell'ultimo week-end, rassegna battezzata “Sogni di Rock ‘n Roll”.
La chicca? Gli uffici comunali hanno pagato l'evento pescando dal fondo riservato a "mostre ed eventi culturali".
Mentre i comitati delle altre sagre storiche osimane masticano amaro, i documenti svelano i dettagli millimetrici di un'operazione che è invece partita da lontano, sin da maggio.
Vediamo l'anatomia dell'atto anomalo nei tre passaggi della nostra inchiesta.

Il protocollo "congelato" a maggio e lo scudo della Corte dei Conti
Il primo corto circuito emerso dalle carte riguarda la tempistica della richiesta, che smonta l'ipotesi di un blitz dell'ultim'ora ma solleva interrogativi sulla gestione dei tempi.
* La richiesta da lontano: l'Associazione di Campocavallo ha infatti depositato in Comune la domanda di contributo con il protocollo 17928 del 22 maggio.
L'istanza è rimasta però congelata nei cassetti del Comune per oltre tre mesi, in attesa dell'occasione propizia, per poi essere "riesumata" e agganciata al treno del Patrono solo con la delibera di Giunta 144 del 28 agosto.
*Il paravento legale: per blindare il finanziamento a un'associazione inserita in un contesto commerciale, la firmataria dell'atto ha dovuto richiamare espressamente le deliberazioni della Corte dei Conti e il principio di sussidiarietà orizzontale (ex art. 118 Cost.), certificando che il millino non configura una sponsorizzazione vietata, bensì un "sostegno nell'interesse della collettività".
*Il paradosso del Durc: tra le verifiche d'ufficio salta all'occhio un dettaglio; se per i Frati Minori il Comune ha controllato la regolarità contributiva tramite il Durc on line, per la Festa della Birra è stata acquisita una dichiarazione in cui si attesta la totale assenza di iscrizione ad alcuna gestione previdenziale ed assicurativa (Inps, Inail, Cassa Edile) per "mancanza di presupposti", un'esenzione tecnica del tutto legale per i comitati no-profit.
La tabella dei 101mila euro: il Rock equiparato a una mostra d'arte
A mettere i sigilli contabili all'operazione è la tabella riepilogativa degli impegni di spesa contenuta a pagina 7 dell'atto, blindata sotto il codice CIG BCD69CF042:
Il nodo politico esplode proprio sull'ultima riga: il gettone per l'evento rock giovanile di Via del Covo è stato registrato sul Capitolo 1329, intitolato "Trasferimenti per eventi culturali mostre, ecc".
Per gli uffici di Piazza del Comune, l'esibizione musicale della Festa della Birra ha dunque la stessa identica valenza istituzionale, ad esempio, dei convegni religiosi dei Frati o della mostra sul pop giapponese, meritando una corsia preferenziale negata a tutto il resto del territorio.
"Due pesi e due misure". Se le opposizioni dormono, le frazioni si ribellano
La pubblicazione dell'atto all'Albo pretorio on line ha immediatamente acceso le micce nelle chat dei comitati frazionali osimani.
Autofinanziamento duro e puro: Da Osimo Stazione (Sagra della Bruschetta) a Passatempo (Sagra della Rana e della Grigliata), fino ad Abbadia (Festa del Mojito) e ad Osimo Sud (Vincisgrassi), i volontari sanno bene che ogni singolo centesimo per pagare Siae, palchi, luci e amplificatori deve uscire esclusivamente dagli scontrini degli stand gastronomici.
Per loro nessun Capitolo 1329 si è mai attivato per rimborsi diretti.
L'opposizione dorme, la cronaca no: l'atto reca in calce le firme digitali del vice Segretario Dirigente Anna TIBERI e della Responsabile del Procedimento Irene ELIA, che certificano la ineccepibile regolarità tecnica del documento e l'assenza di conflitti di interesse.
Ma se tra i banchi della minoranza in Sala Gialla sembra regnare il torpore — con i consiglieri distratti e/o poco inclini a spulciare le carte comunali — a fare le pulci ai conti ci pensa la cittadinanza attiva.
Resta da vedere se, davanti a questa tabella millimetrica, qualcuno dall'opposizione deciderà magari di svegliarsi dal letargo per chiedere spiegazioni sui criteri di questo aiuto diretto; o se invece calerà il solito, comodo silenzio bipartisan.
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