GRAN RETORICA MORTUARIA, TRA ESALTAZIONI COLLETTIVE E PIAGGERIA L’ADDIO A STEFANO ZOPPI SCATENA IL SOLITO DEJA’ VU… “SANTO SUBITO”

Con scarso rispetto del ricordo dell’uomo, onesto Vigile urbano scomparso in queste ore, aperta in Rete l’immancabile gara a chi spara la news più grossa sulle qualità, persino artistiche, dell’osimano, appena spentosi a Macerata. L’agente è stato descritto, di volta in volta, vignettista, come matita pungente, satiro, narratore ironico dei fatti politici osimani. Persino per l’ultima di copertina del Cinque Torri anni ’80, si è trovato il modo di ribattezzarla per quello che non poteva e voleva essere: “pagina di fondo”! Fino alla corbelleria più grande: riservare a Zoppi un posto di diritto al cospetto dell’arte Osimana! In realtà il nostro eroe per forza ha semplicemente coltivato, con limiti e passione artigiana, un proprio hobby personale, senza mai rivendicare nulla
Tra la piaggeria, un tanto al chilo, dispensata a piene mani sia dall’Assessore Paola ANDREONI che dall’ex Consigliere Antonio SCARPONI o la motivazione strappa lacrime, senza senso alcuno, rispolverata per l’occasione dalle nebbie del 2009… non sapremmo davvero a chi dare la palma di prodotto osimano kitsch dell’anno.
Identico umano imbarazzo l’avrebbe avuto lo stesso protagonista, Stefano ZOPPI, ex Vigile urbano da poco in pensione, scomparso da qualche ora alla giovanile età di 69 anni.

Purtroppo gli osimani, di fronte al mistero della Morte, si mostrano ogni volta pronti ad incensare il de cuius di turno, infarcendo il ricordo pubblico della figura dello scomparso, chiunque esso sia, di quanto umanamente possibile aggiungere, abbellire, perfezionare, ritoccare, sezionare, estrapolare… ovviamente rigorosamente in bello, ai fini della santificazione subito del poveretto e del conseguente immediato innalzamento della figura ai riti profumati di incenso, in genere riservati agli altari.
Una pratica, quanto appena accennato, da sempre sdoganata come buona e giusta dalla cultura contadina osimana (cultura con la minuscola di cui la città è ancora vistosamente permeata, magari senza saperlo) attenta a valorizzare super positivamente la parte esteriore del vissuto umano altrui, sempre e comunque.
Incurante di collezionare un danno alla verità e alla stessa immagine del caro estinto.
Inutile attardarsi, secondo tale filosofia propugnata dai più, anche a sviscerare i mille perché di un fenomeno che comunque garantisce buona fama e fama eterna, praticamente a tutti. Purchè defunti, già passati, dichiarati ufficialmente deceduti senza ombra di dubbio.
A queste condizioni il festival del “Santo subito” piace a moltissimi Osimani, convinti nel profondo che la Morte ci faccia tutti, uno dopo l’altro, davvero belli e degni di ogni meritata lode non goduta in vita.

Quanto al chiaro e scuro della vita di tutti i giorni? Improvvisamente cancellato con un colpo di spugna, abbonato dallo stesso popolo in cambio di quelle sicurezze positive sottovalutate o misconosciute in vita.
Autoproclamandoci tutti come un sol uomo, popolo di poeti, navigatori e vignettisti… ecco che quando suonerà per ciascuno la propria ora, avremo modo di illuderci che magari, prima ancora di tornare polvere, potrebbe sempre saltar fuori un figlio, un amico, un cittadino a rivendicare per il morituro un angolo di pubblica memoria in grado di farci sopravvivere la nostra fama per almeno i prossimi 100/150 anni. Per solo poi… sarà quel che sarà-
Questo sistema comodo e ipocrita di falsare la realtà non ci è mai piaciuto; purtroppo – che volete farci – amiamo combattere battaglie in solitario; avversate persino da quanti condividerebbero, purchè in gran segreto, impostazioni di fondo e linee programmatiche.
A coscienza serena tutto questo non ha mai costituito un problema per cui possiamo iniziare la critica motivata dell’incensamento ZOPPI, sorvolando alti sull’ultima carrellata di giudizi alla memoria distribuiti alla rinfusa.
In ordine casuale le tre marchette lette a caldo, a corpo del defunto ancora caldo.

“Ci ha lasciato Stefano ZOPPI – scrive sul suo blog Paola ANDREONI – Maestro, musicista, ex Vigile urbano ma anche vignettista che con la sua matita pungente ha saputo con ironia raccontare i fatti della politica osimana, firmando negli anni ’70 e ’80 la pagina di fondo del notiziario comunale “Cinque Torri”.
Stessa linea editoriale per Antonio SCARPONI: “In una domenica uggiosa – narra l’ex Consigliere – ci ha lasciato Stefano ZOPPI, vigile ma soprattutto vignettista. Ha rappresentato in modo unico la sua ironia graffiante, espressione dei propri sentimenti. Per tanti anni appuntamento fisso nei giornali cittadini “Il Caffè” e il “Cinque Torri”, oltre che nel libro dedicato ai 75 anni dell’Osimana “Una Storia giallo-rossa”. Possiede di diritto – qui SCARPONI non si tiene più – un posto al cospetto dell’arte osimana”.
Come Stefano ZOPPI ben sapeva in vita, Osimo non ha ancora avuto un sagace vignettista e men che meno una matita pungente capace di raccontare la città, figuriamoci la politica. Le partecipazioni al “Cinque Torri” come vogliamo allora definirle, molto più onestamente? Partecipazioni, contributi, omaggi del proprio estro creativo. Io mi fermerei qui.

Fa ridere (amaramente) scoprire, mezzo secolo dopo, che la pagina fumettistica ereditata da Pio FANTASIA dal grande Maestro Umberto GRACIOTTI possa magicamente essersi trasformata e venduta alle nuove generazioni come “pagina di fondo” del notiziario comunale; semplicemente la pagina era, a tradizione, l’ultima, oggi si chiamerebbe quarta di copertina; insomma del fondo aveva soltanto la collocazione grafica, non certo le caratteristiche ironiche, satiriche, nervose, piccanti, pungenti e/o taglienti che il duo ANDREONI-SCARPONI vorrebbe, in perfetta letizia ma minor buona fede, far credere
Ne dedicherei tempo a raccontarvi le innocue tavole illustrative sulle vicende osimane che hanno accompagnato i primi 75 anni di vita dell’Osimana o agli scarabocchi su “Il Caffè”o altri fogli, purtroppo di straordinaria bruttura o pressapochismo, che per fortuna non hanno intaccato la società osimana attraversata.
Chiudiamo con la chicca del 2009, regnava all’epoca SIMONCINI; trattasi di un pubblico encomio che l’Amministrazione comunale ha concesso a Stefano ZOPPI, immaginiamo come Vigile urbano.
“A Stefano ZOPPI perché in una attività lavorativa dura, spigolosa e spesso oscura è riuscito a mantenere viva la sua vena culturale ed artistica, ironica ed autoironica, unita ad una arguta satira, che non l’hanno comunque distolto da una costante crescita professionale, nell’ambito delle competenze che gli sono state affidate”.
Tempo tutta la vita e facoltà concessa a chiunque per alzare la mano e raccontare, in un italiano comprensibile almeno a tre osimani, cosa abbia inteso encomiare il buon SIMONCINI.
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