HELLO FIT, LA PALESTRA VIP NON RIAPRE, L’ACCUSA E’ TRUFFA A GIUDIZIO L’AMMINISTRATRICE DELLA SALA DI CAMERANO

Dopo una prima condanna civile per la lite temeraria intentata contro l’agenzia immobiliare che avrebbe dovuto ospitare i nuovi locali ginnici, ora per Arianna Usai, romagnola di Cattolica, l’ipotesi penale di aver approfittato della fiducia concessa dalla propria clientela, truffata a centinaia (tra cui decine di osimani) di abbonamenti annuali
Aveva approfittato di una imperdibile “offerta” di abbonamento annuale a soli 210 euro… (invece di 330) non potendo purtroppo mai metter piede, né alla vecchia palestra presso il Grotte Center di Camerano, ne nella nuova struttura al 48 di via Sbrozzola, esattamente sulla sinistra appena scesi dal cavalcavia sull’Adriatica
Per un contenzioso con il Grotte Center, nell’estate del 2019, era successo che HELLO FIT, sfavillante struttura ginnica, realizzata all’interno del centro commerciale, aveva cessato, quasi di punto in bianco, la propria attività; costretta a reperire una nuova location a causa di uno sfratto esecutivo, con tanto di sequestro di sei tapis roulant ottenuto da un paio di ex dipendenti della Fasterfit Italy srls.
I clienti della HELLO FIT, diversi centinaia tra cui molti osimani, nulla sapendo, non si preoccuparono del cambiamento di sede promesso e di un piccolo stop, appena 20 giorni, per realizzare il trasloco.

Anzi in molti decisero di abbonarsi o di confermare il gradimento anche in forza della campagna promozionale sotto-costo realizzata dalla HELLO HIT per farsi perdonare del disagio.
La HELLO HIT, amministrata dalla romagnola Arianna USAI, 32 anni, di Cattolica, in realtà non riaprì mai i battenti; anzi, pochi mesi dopo, già a Natale 2019, la Wellness Revolution Srls, nata appositamente per rilevare il ramo di azienda della Fasterfit (e amministrata sempre dalla stessa USAI) venne riconosciuta colpevole di lite temeraria nei confronti della Immobiliare BM di Sandro BALDINI, sempre di Camerano, eseguitrice dei lavori per 380.000 euro presso la nuova struttura ai piedi del cavalcavia.
Colpevole e condannata dal tribunale civile di Ancona ad un congruo risarcimento del danno per 35.000 euro.

E dire che era stata la stessa USAI ad avviare l’azione legale contro l’impresa per ottenere il sequestro giudiziario della nuova palestra e in subordine l’immediata restituzione di tutti i beni, in primis i macchinari ivi custoditi da luglio 2019; oltre al danno di immagine patito.
In realtà dal Tribunale civile arrivò una autentica doccia gelata: il giudice, in primis, riscontrò l’assenza di qualsiasi contratto di locazione, evidenziando che le attrezzature erano state collocate al 48 di via Sbrozzola su unilaterale iniziativa della Wellness Revolution Srls (500 euro di capitale sociale al pari della Fasterfit srls).
Inoltre le carte documentarono come gli apparecchi ginnici non furono mai rimossi, nonostante diversi solleciti da parte dell’impresa cameranense.
Infine, ciò che è risultato più grave, Arianna USAI ha richiesto l’accesso al recupero dei macchinari pur sapendo che alcuni tapis roulant, esattamente sei, erano già stati pignorati per soddisfare le cause di lavoro di due ex dipendenti (ovvero i crediti vantati da una estetista e una istruttrice) della società.
Insomma per il Tribunale civile di Ancona Arianna USAI ha agito in giudizio in malafede chiedendo all’impresa immobiliare la restituzione di beni già sottoposti a pignoramento. E quindi condannata, in solido con le due aziende amministrate, ad un maxi risarcimento di 35.000 euro.

Per la parte penale, invece, venerdì prossimo il giudice Pietro RENNA del Tribunale di Ancona, dovrà sentenziare in ordine alla truffa lamentata da un solo cliente beffato (costituitosi parte civile nel processo per danni patrimoniali e morali montanti a 3.300 euro); cliente a cui si sono già associati almeno un centinaio di ex palestrandi, riuniti in class action (ovvero un atto di gruppo identico per tutti), contro l’amministratrice delegata romagnola.
Ovviamente si giungerà alla parola definitiva del giudice essendo stata mancata la promessa, pure reiterata nel tempo, di rimborsare ciascun cliente del danno subito.
E visto che i problemi non giungono mai isolati… è alle viste un ulteriore allargamento della platea dei beffati richiedenti indietro il maltolto.
Stavolta le richieste dovrebbero giungere dal Tribunale di Pesaro a cui una ventina di iscritti ad una seconda palestra vip, stavolta di Fano e pure targata Fasterfit, lamentano la stessa procedura della consorella di Camerano.
Inaugurata con grossi fasti nel 2014, lo spazio per la salute del corpo, nonostante un successo perdurante di pubblico alto pagante, chiuse i battenti, improvvisamente, nel 2018.
Anche qui al termine di una campagna di abbonamento annuale a prezzi competitivi.
Unica differenza la società di riferimento: non la Fasterfit Italy Srls operante a Camerano ma Lucrezia Srls di Rimini, al lavoro a Fano.
Identica però per entrambe le società la persona chiamata ad operare: amministratrice delegata Arianna USAI.
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