I 4 TOPI ALBANESI DI APPARTAMENTO SI AUTOSTANGANO: 14 ANNI! FURTI OSIMO, PATTEGGIATI 3 ANNI E MEZZO A TESTA MA NIENTE CARCERE

L’arresto della batteria extracomunitaria, ad opera dei Carabinieri del Norm di Osimo, avvenne a fine novembre a Porto Potenza Picena dopo ennesimi furti nell’Ascolano. Centinaia di monili, orologi e preziosi rinvenuti nella disponibilità delle canaglie
La banda albanese di ladri finì in manette, il 29 novembre scorso, dopo un lungo inseguimento da parte dei Carabinieri di Osimo, conclusosi con successo a Porto Potenza Picena.
Tutti i 4 arrestati, catturati dagli uomini del Norm osimano coadiuvati dal Luogotenente Giuseppe ESPOSTO, sono comparsi questa mattina in Tribunale, a Macerata, concordando con il Pm Stefano LANARI; la pena di 3 anni e mezzo di carcere da scontarsi ai domiciliari.
Trattasi di Bledar QEROSI (39 anni, domiciliato ad Abbiategrasso), Silvano MARKU (24 anni, residente a Milano) e dei “colleghi” Aiken TAHIRI e Bledar BALOSHI (rispettivamente 29 e 32 anni, senza fissa dimora).

Nella serata di venerdì 29 novembre la Fiat 500 (presa a noleggio dagli extra comunitari per spostarsi nel territorio alla ricerca dei colpi da effettuare in abitazione) venne localizzata ed inseguita dai militari, fin nei pressi dell’Istituto Santo Stefano di Porto Potenza Picena dove gli albanesi avevano preso alloggio in un residence della località balneare.
Prima dell’abbordaggio finale i Carabinieri osimani avevano appena avuto conferma dell’avvenuto scasso, a Monteprandone e a Castel di Lama, nell’Ascolano, di due abitazioni visitate, presumibilmente dai nostri quattro.
Da qui il discreto pedinamento della Fiat 500, culminato con lo stop in strada dei malviventi grazie ad un super impiego di uomini e mezzo fatti confluire in zona.
I sospetti, del resto, parlavano chiaro: la batteria albanese sapeva più di qualcosa su una sfilza di episodi consumati, nei giorni precedenti, ad Osimo e lungo l’intera Val Musone.
Da qui la necessità per i Carabinieri di rischiare il fermo in strada evitando sia la fuga nei campi (tentata da un paio di elementi su quattro ma subito rintuzzata da Carabinieri altrettanto atletici) che sperando di aver fortuna rinvenendo in auto i freschi bottini ascolani.
Tutto si è risolto per il meglio con l’arresto dell’intera banda e il ritrovamento, in auto e nell’appartamento che fungeva da base, di torce, guanti, radio portatili, arnesi da scasso e soprattutto dei gioielli appena rubati.
In tutto QEROSI, MARKU, TAHIRI e BALOSHI hanno così risposto di circa 120 monili in oro, tra cui orologi ed altri preziosi, oltre al possesso di 1.200 euro riconducibili ai furti.
Stamani i quattro imputati sono comparsi dinanzi al giudice Francesca PREZIOSI che ha accolto l’adesione al patteggiamento avanzato dai legali dei “topi”, per i reati di furto in abitazione, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ingiustificata di chiavi e grimaldelli per un totale di 14 anni di carcere inflitti, tre anni e mezzo a testa, da scontarsi a casa.
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