IL PROPRIO FALLIMENTO IN POLITICA ADDEBITATO AL “PIRA-TELLI”! LA GLORIO, STOP ARGOMENTI, INSULTA L’INTELLIGENZA DEGLI OSIMANI

Con una analisi priva di rispetto delle regole del gioco che consentono l’apparentamento alla luce del sole, santificato dalla legge elettorale, la Pugnaloni in gonnella, sempre più mix tra Laura Boldrini e Ilaria Salis, reagisce vomitando rabbia, frustrazione e impotenza per la sconfitta inevitabile in arrivo. “Gli Antonelliani – lamenta la candidata, nuova eroina della Sinistra – ci hanno chiesto solo poltrone, divanetti e sofà ogni giorno di più…”. Chi lo avrebbe mai immaginato!
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Fin qui Michela GLORIO, candidata a Sindaco dall’estrema Sinistra al Partito Democratico, in un comunicato colto da qualche parte, su giornali on line.
Comprendiamo il disagio di Michela PUGNALONI o – se preferite – Simone GLORIO di aver colto un ottimo risultato (41%), ottenuto più di quanto sperabilmente si sarebbe potuto sperare di portare a casa, ma di rendersi conto, in prossimità del traguardo, di aver speso anche l’ultimo litro di benzina e non riuscire più a tagliare per prima il filo di lana.
Capita. E’ capitato. E capiterà ancora. Si chiama democrazia. Non il sistema migliore ma quello che abbiamo.

In democrazia, appunto, si gioca con regole accettate e riconosciute da tutti. Già il fatto di votare due volte in 15 giorni e dover tagliare, chissà perchè solo per i Sindaci delle città sopra i 15.000 abitanti, il traguardo del 50% più uno dei consensi… pare strano. Ma non è del ballottaggio che si lagna la GLORIO ma delle norme che lo regolamentano.
Se infatti l’accordo fosse stato raggiunto da un assemblamento “GLORIO-NELLI”, anziché il delegittimato, chissà perché, PIRATELLI, oggi certo Michela PUGNALONI non piangerebbe calde lacrime parlando di inciucio tra pezzi omogenei e ricongiunti di Liste civiche… tornate, grazie all’apparentamento, corpo politico unitario.
Sbaglia ancora Simone GLORIO nel paventare un ritorno al passato tipo Restaurazione. Per scomodare un simile esempio, infatti, toccherebbe lasciar passare l’idea di un PUGNALONI, quello vero, stile NAPOLEONE, paladino di nuove libertà. Concetto quanto mai lontano dalla realtà di un decennio che dalla storia d’Europa e di Francia coeva a NAPOLEONE parrebbe somigliare più al periodo del Terrore successivo alla Rivoluzione.
Ma lasciamo perdere gli irriverenti e sconclusionati riferimenti storici per tornare all’oggi, anzi a domenica e a lunedì prossimi.
Michela PUGNALONI si chiede: quale credibilità hanno, le ricongiunte Liste civiche, sostenute anche dai partiti di Governo di Centro-Destra, di ben governare Osimo per il prossimo decennio?
Una domanda retorica, non ancorata alla realtà, visto che basta volgere lo sguardo all’altro ieri per scorgere 15 anni consecutivi di amministrazione riconosciuta eccellente dal 60% dei cittadini (1999-2014) e due mandati, gli ultimi, non amministrati ma comunque conclusi a dir poco a pari voto con PUGNALONI, quello vero. Cosa significheranno per Simone GLORIO 25 anni, un quarto di secolo, di consenso diffuso e mai sceso sotto il 50%?
Così come contestare l’avvenuta riunificazione, sotto la regia di Dino LATINI, di tutti, ma proprio tutti, i pezzi mancanti nel 2014 e nel 2019 che però allora non puzzavano, come puzzano invece oggi, alle delicate narici della Sinistra.
Parliamo di Achille GINNETTI, di Giancarlo MENGONI, di Monica SANTONI, persino di Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI e di Maria Grazia MARIANI, per tacere di Argentina SEVERINI e probabilmente anche di Fabio PASQUINELLI, inventore nel 2014 della GLORIO in politica, unitisi tutti, uno dopo l’altro, ad una poderosa, oltre che gioiosa, macchina amministrativa senza uguali.
Certo “Michemone” – Michela & Simone – è delusa; molto delusa. E chi non lo sarebbe al suo posto? Affranta al punto di meravigliarsi, ultima delle vergini, che Sandro ANTONELLI e i suoi, nel valutare l’apparentamento a Sinistra, abbiano parlato, al rialzo, non del sesso degli angeli ma di comode poltrone!
E’ di cosa avrebbero dovuto discutere, di grazia? A quali ideali ANTONELLI e GLORIO avrebbero invece dovuto fare riferimento? All’armamento dell’Ucraina o alla situazione a Gaza?
Ecco così che “Simomiche” (sempre la crasi tra Simone & Michela) ragionando banalmente di Osimo e del suo futuro, si sente persino offesa!

O fingersi di scandalizzarsi. Ma come – si è appena chiesta la neo Ilaria SALIS osimana o la sempre attuale Laura Boldrini de nojaltri – barattare l’apparentamento per banali posti in Amministrazione è così ben più schifoso di pretendere voti – affermiamo noi – in cambio di posti di lavoro? Come altrove, non certo e per fortuna ad Osimo, pare essere capitato in Comuni vicini a guida Pd e compagni?
Da ultimo un interrogativo: gli elettori delle liste facenti capo ad Achille GINNETTI avrebbero votato Progetto Osimo futuro sapendo che il proprio leader sarebbe tornato a casa, con Civici storici e neonati?
La risposta Michela GLORIO la riceverà lunedì pomeriggio con lo spoglio delle prime schede di cittadini liberi di votare con la propria testa; solo su questo, ci pare, conveniamo con la pretendente Sindaca. Osimani e osimane che, in attesa di far ricredere la speranzosa controparte del cosiddetto “campo largo”, voteranno PIRANI tra una forchetta minima tra il 54% a al 60%, scegliendo una proposta di affidabilità, coerenza e credibilità.
Dopo di che prendiamo atto che Michela GLORIO (e qui tiriamo in ballo la diretta interessata, senza la solita confusione con l’alter ego PUGNALONI), a poche ore dal voto, ha rinunciato a qualsiasi motivo positivo per convincere l’elettorato neutrale che non ha preso parte al voto del primo turno, per abbracciare solo scorciatoie diffamatorie e tesi denigratorie dell’avversario che però tanto amano e rianimano il popolo della Sinistra. Tutto questo cara Michela è discretamente deludente.
Certo non sarebbe cambiato il risultato, ormai sancito dal divario dei numeri, ma si sarebbe potuto lasciare di se almeno un ricordo dignitoso; e uscire di scena con maggior stile e amor proprio.
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