IL SIGNOR LO VOI E LA RAGION DI STATO, MONDI NON COMUNICANTI BASTA CON L’USO POLITICO DELLA MAGISTRATURA, TANTO NON PAGA

Dopo la fallimentare esperienza di Palermo con il caso Salvini, figuraccia fatta subire all’immagine internazionale dell’Italia dall’allora Procuratore capo siciliano e rimasta come sempre senza conseguenze per i giudici… Lo Voi, trasferito a Roma, ci rifà con la vicenda libica, alzando incredibilmente il tiro dal Capo di Governo, al Ministro di Grazia e Giustizia, dal Ministro dell’Interno al suo vice. L’attuale ed ulteriore brutta pagina internazionale resa possibile in forza di un sistema arcaico, ormai da riformare, che oltre ad imporsi sugli altri poteri garantisce fama e impunità ai magistrati, sempre e comunque
In un Paese “normale”, meritevole senza dubbio alcuno di essere definito normale, il signor Francesco LO VOI, 68 anni, dopo la figuraccia mondiale rimediata il mese scorso a Palermo con il processo intentato al Ministro dell’Interno Matteo SALVINI sul pretestuoso caso Open arms, si sarebbe significativamente scusato – con l’interessato, con l’Italia e gli italiani tutti – per poi dimettersi dall’incarico di Procuratore Capo di Palermo mezzo secondo dopo.
E magari risarcito, purtroppo solo simbolicamente, lo Stato per il grave danno di immagine da addebitarsi in via esclusiva ad imperizia grave di chi ha voluto a tutti i costi subire la figuraccia di esporre l’Italia ad auto indagarsi… per una imputazione che non poteva sussistere già a livello di intendere e volere di un ragazzino 14enne.

L’Italia uscita dal Fascismo e madre di una Costituzione figlia dei tempi, purtroppo mette sullo stesso livello di potere quello legislativo (attribuito al Parlamento nel fare le leggi), esecutivo (far rispettare le leggi demandando il Governo) e giudiziario (ovvero determinare la punizione di chi tali leggi non le osserva) arrogando ai giudici un potere indipendente e – a oggi – insindacabile da alcuno, specie a fronte degli insuccessi giudiziari più gravi.
Ora il signor LO VOI ci rifà indagando oltre al solito ministro dell’Interno, anche il suo vice (e già sarebbe più che sufficiente) ma anche quello che sarebbe, in teoria, il suo “datore di lavoro”, vale a dire il Ministro di Grazia e Giustizia, per arrivare all’obiettivo vero del Primo Ministro Giorgia MELONI, Capo del Governo.

La colpa di costoro? Aver agito nell’interesse esclusivo dell’Italia nel rispedire, impacchetto ed infiocchettato, un indesiderabile capace di scatenarti, in caso contrario, una invasione al giorno delle frontiere dell’Europa; pazienza se non corrispondessero a quelle dell’Italia.
Tutto questo, vorremmo specificarlo a chiare lettere al signor LO VOI al quale, nonostante gli illustrissimi titoli, sembra sfuggire di mano la nozione della banale realtà: dai tempi di Romolo e Remo, in Italia, tutto questo lavoro di valutazione preventiva delle “opportunità” si chiama “ragion di Stato”.
E tanto basta. E avanza.
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