IN MANETTE DUE FRATELLI ALBANESI, DA PEDASO A OSIMO PER RUBARE! UN TERZO COMPLICE RIESCE A SCAPPARE A PIEDI SEMINANDO IL BOTTINO

Trattasi di Muharrem e Klajdi FIKU, rispettivamente di 24 e 30 anni, clandestini in Italia e titolari di diverse paginate di precedenti. L’arresto avvenuto a Castelfidardo dopo un inseguimento partito dal casello autostradale. Recuperata dai Carabinieri del Norm anche gran parte della refurtiva sottratta nelle abitazioni osimane visitate, in via Pavarotti. Soddisfazione tra la cittadinanza per la puntuale risposta ai furti in appartamento
di Sandro PANGRAZI
I topolini domestici, specie diffusa in quasi tutto il mondo per la grande adattabilità della specie, vivono bene nei pressi degli esseri umani e li si può, quindi, trovare comunemente ovunque.
Queste bestiole, tra le più dannose in circolazione, in definitiva, trovano il loro habitat ovunque possano trovare cibo e riparo.
Nel caso specifico, due fratelli albanesi – Klajdi e Muharrem FIKU, rispettivamente di 24 e 30 anni, senza fissa dimora e clandestini in Italia – sono stati pedinati, inseguiti e quindi arrestati dai Carabinieri del nucleo osimano Radiomobile ed Operativo; avevano eletto la propria base operativa a Pedaso (Fermo), presso un appartamento di un residence estivo, affittato in questi periodi fuori stagione, alla chiunque.
Abitazione messa a disposizione anche di chi per campare deve mettere a frutto “l’arte” in cui maggiormente eccelle: rubare in appartamento, sullo stile dei roditori che infestano le case da sempre.
E per fortuna che Osimo e dintorni si può disporre del miglior servizio possibile di “derattizzazione”, affidato all’esperienza e alla voglia di darsi da fare dei Carabinieri e in particolare degli uomini affidati al lavoro di intelligence del Luogotenente Giuseppe ESPOSTO.

A creare allarme, nel mezzo della settimana, una serie di furti, tra tentati e portati a segno, che tra martedì e mercoledì hanno interessato l’Osimano e in particolare le abitazioni del quartiere Vescovara, via Pavarotti in particolare.
Reati predatori a macchia di leopardo che, ogni qualvolta, mettono i militari in condizioni di massima allerta, nel tentativo di fornire una risposta repressiva e di controllo del territorio chiara ed immediata.
Esperienza, abilità, colpo d’occhio e un pizzico di fortuna, fanno, miscelate insieme, fatalmente la differenza, premiando il lavoro del Norm.
Anche nel caso specifico a dare una mano decisiva nel circoscrivere le ricerche, hanno pesato le “telecamere intelligenti”, dette Ocr, capaci di leggere ed interpretare migliaia di dati sulle auto in circolazione, H/24, nel territorio osimano.
Una banca dati preziosa e ormai insostituibile nell’interrogare, specie nel caso i malviventi siano talmente sprovveduti da ritornare a passare sulla scena del “delitto”, anziché bazzicare altrove.
Fatto sta che individuate la possibile auto utilizzata dai due fratelli ladruncoli, di stanza a Pedaso, e stimato significativamente nel pomeriggio l’orario di “lavoro” dei due extra comunitari, occorreva avere la fortuna di puntare, a colpo sicuro, sul desiderio dei topolini d’Albania di rovistare ancora nelle case altrui alla ricerca di quel può capitare: un pò di contanti, qualche oggetto prezioso in oro e pare persino vestiti; chiaramente non mutande e calzini ma capi griffati. Roba usata ma pur sempre di marca.
Con simili presupposti pianificati, i Carabinieri mettendo a confronto i dati sospettabili, non hanno faticato più di tanto a sperare di aver visto giusto, puntando una fiche sull’idea di aver individuato la banda, localizzata a Pedaso.

Si trattava di attenderli nuovamente “lavoro”, sino a quando, mescolandosi a personale civile abilmente confuso, gli uomini del Luogotenente ESPOSTO hanno dato via libera all’operazione, segnalando l’uscita in strada, venerdì pomeriggio, di un’auto con a bordo due brutti ceffi; intendendo per brutti un curriculum delinquenziale specifico, di almeno tre pagine, intestato ad uno dei due soggetti.
Per andare al dunque della brillante operazione, una volta agganciata a Pedaso, a 60 chilometri dall’Osimano, l’abitazione e l’auto della combriccola d’oltre Adriatico, per i Carabinieri si è trattato di non perderli di vista, certi che qualcosa i fratelli FIKU, non immaginando di essere seguiti, avrebbero combinato.
L’auto, risalendo la costiera marchigiana, stavolta non ha però puntato sulla rischiosa Osimo, proseguendo alla volta di Ancona e del quartiere Brecce Bianche, con un paio di stop all’altezza di via Togliatti e via Sparapani dove i due fratelli sono stati visti far salire in auto un terzo complice. Per poi virare a 180 gradi e percorrere la strada a ritroso, verso casa, senza con almeno tre o quattro auto alle calcagna.

Questione di una ventina di minuti; il tempo di tornare indietro fin quasi il casello di Ancona sud, quando via radio la Centrale operativa di Ancona informava gli equipaggi in corteo del ricevimento di due denunce, esattamente per furti patiti in abitazioni site nelle vie “perlustrate” dai fratelli FIKU, coincidenti col far salire in auto un terzo uomo, probabilmente proprio l’autore dei due colpi alle Brecce Bianche che gli albanesi sono andati a trarre d’impiccio.
Da questo momento il discreto pedinamento, attivate le sirene, si è tramutato in un inseguimento vero e proprio; quantomeno dal casello osimano sino all’ingresso in territorio di Castelfidardo, all’altezza di San Rocchetto.

Inseguimento culminato, attorno alle 20.30, con il fermo dell’auto ma anche con la fuga a piedi, favorito dall’oscurità, del terzo uomo fatto salire ad Ancona.
Approfittando dello scompiglio inevitabile, il terzo ladro è riuscito a guadagnare i campi tutti intorno la Statale Adriatica, badando bene a disperdere, come Pollicino della favola, sia parte della refurtiva rubata alle Brecce Bianche che arnesi di lavoro necessari per l’effrazione di porte e finestre.
La rocambolesca fuga, così, con i Carabinieri all’inseguimento attardati inevitabilmente nel recuperare, via via, denaro, gioielli e grimaldelli fatti cadere dall’uomo con astuzia, è valsa la libertà al terzo personaggio, probabile un terzo albanese.
Nonostante le ricerche andate avanti per tutta la notte, dell’uomo nessuna traccia. E’ possibile che il fuggitivo abbia avuto modo di rubare un’auto al volo e quindi abbia guadagnato la libertà evitando di far ritorno a Pedaso.
Nel residence rivierasco, logicamente, a manette fatte scattare ai polsi dei fratelli FIKU, hanno rimesso piede altri Carabinieri alla ricerca di altra refurtiva possibile.

Con piacere, così, la perquisizione domiciliare ha portato alla luce, praticamente intatti, i bottini rimediati nelle due abitazioni della Vescovara, svaligiate in via Pavarotti.
Quanto agli albanesi, le ricerche del fuggitivo sono in corso e si ritiene che l’uomo possa avere le ore contate; i due arrestati, invece, sono comparsi in Tribunale sabato mattina, ad Ancona, per l’udienza di convalida. E la conferma di Klajci e Muharrem FIKU in carcere.
Un bravo speciale, invece, va ai Carabinieri operanti e al Luogotenente ESPOSTO, sul pezzo come sempre.
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