INCARICHI E NOMINE COMUNALI OGGI AL BIVIO CRUCIALE IN SALA GIALLA SIMONCINI AGO DELLA BILANCIA: CON CHI SI SCHIERERA’ IL PRESIDENTE?

Il co-fondatore di Su la Testa resterà fedele alla linea dei separati in casa, in cui il Sindaco Pirani ha confinato Dino Latini, Emanuele Carpera e Filippo Zagaglia… allineandosi al gruppo e mandando sotto la maggioranza? O farà appello all’italianissima giustificazione salva poltrona “tengo famiglia”? Terza ipotesi: darsi malato
MONICA BORDONI RESTA CON PIRANI E PURE CON LATINI! RITENETE OPPORTUNA LA CONFERMA A CAPO DI GABINETTO IN REGIONE?
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DOPO 80 ANNI OSIMO RISCHIA DI ANDARE AD ELEZIONI ANTICIPATE. DI CHI LA COLPA PRINCIPALE?
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Ennesimo pomeriggio cruciale, oggi in Consiglio comunale, per testare la tenuta dell’ex maggioranza.
Con all’ordine del giorno il voto sulle nomine di serie C a valenza del Consiglio, si comprenderà su quanti voti reali può contare, in data odierna, Dino LATINI.
Soltanto il suo? Certamente no. Appena due voti su quattro? Abbastanza improbabile. Tre voti su quattro? Ipotesi realistica. En plein, senza defezioni, di quattro contrari su quattro disponibili? Non semplice ma difficile. E perché no, anche, contemplando le varie ipotesi, accrescere il numero dei dissidenti fino a cinque su quattro (improbabile) e non anche sbancare il piatto con sei contrari invece di quattro?
Inutile lambiccarsi il cervello in mille ipotesi matematiche. Basterà attendere, vedere e contare.
Sapendo e mantenendo chiaro a mente che il numero magico per aggiungere valenza politica al no di LATINI è pur sempre 4. Con quattro no la maggioranza perde i pezzi, da 16 a 12, e va sotto. Con 3 no PIRANI si salva al super pelo e così via.

Va da se (ma non sarà) che se le nomine di questo pomeriggio dovessero incontrare il favore di soli 12 consiglieri su 25, PIRANI dovrebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni che il voto reclamerebbe.
Una ipotesi possibile nei numeri, come abbiamo visto, seppur remota nei fatti. E’ infatti nelle cose che Stefano SIMONCINI in qualità di Presidente del Consiglio, non vorrà o non potrà spogliarsi totalmente del significato attribuito alla figura istituzionale ricoperta, optando per la conservazione della specie; ovvero votando si alle nomine proposte portate da egli stesso all’attenzione dei collegi Consiglieri.
Anche se il “si” equivarrà ad un “no” chiaro e tondo all’indirizzo politico del movimento Su la Testa che lui stesso, 35 anni fa, a contribuito a fondare.
La soluzione ideale per portare a casa capra e cavoli? Mai come oggi ci vorrebbero, per non decidere ed essere costretto ad esprimersi, due salutari linee di febbre, un banale raffreddore, un salvifico colpo d’aria o un benedetto mal da condizionatore con cui marcare visita e figurare saggiamente assente.
Direbbe Totò a Simoncini? Sia paziente e soprattutto faccia il paziente
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