INCONFERIBILE GINNETTI, QUINDI INCONFERIBILE PURE ALESSANDRINI! NOMINATI PRESIDENTI IL GIORNO DOPO LE DIMISSIONI DA CONSIGLIERI

L’Anac si è però espressa soltanto sull’ex Presidente della Asso in quanto l’esposto del Pd, a firma Paola Andreoni, ha “dimenticato” di citare la posizione analoga del Presidente di Osimo Servizi, ancora alla sua ben remunerata poltrona. In realtà più che lasciare il controllo alle decisioni vicendevolmente “rancorose” di una parte politica su un’altra, sulla questione avrebbe dovuto vigilare l’ex Segretario comunale Alessio Maria D’Angelo, purtroppo per gli osimani più impegnato a querelare inutilmente OSIMO OGGI BLOG che riuscire a far bene il lavoro a cui era stato chiamato
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Dunque, come abbiamo detto lo scorso 30 aprile, non conferibile la nomina di Achille GINNETTI a Presidente della azienda speciale Asso (società partecipata anzi che no, con un bilancio in rosso di ben 610.000 euro, solo stando all’ultima annualità, a carico degli osimani).
Ma allora, per analogia di ragionamento e di situazioni, inconferibile pure la poltrona presidenziale di OSIMO SERVIZI SpA, controllata al 100% dal Comune di Osimo e assegnata da PIRANI, nello stesso giorno e con le stesse modalità utilizzate per GINNETTI, ad Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI… vien dal mare.

Perché fare figli e figliastri e svegliarsi censori implacabili verso il medico alto e chiudere un occhio, anzi voltarsi proprio dalla parte opposta, nel caso del politico dal sangue puramente blu?
Sono questioni di nobiltà? Uno paga per venire al mondo nella dimenticata Castorano… mentre l’altro vanta avi antichi e perfetti?

Ovviamente non a questa differenza oggettiva dinastica che Paola ANDREONI, a nome del partito Democratico, ha fatto riferimento nel sottoscrivere l’esposto all’Anac che, nei giorni scorsi, come riportato con grande anteprima, ha rigettato i motivi di opposizione di GINNETTI confermando che, a livello comunale, “non si può fare”… anzi non si poteva fare.
Che cosa non si poteva fare? Scambiare dalla sera alla mattina, come si dovrebbe fare con le mutande, la poltrona di Consigliere comunale con quella di una azienda o società espressione dell’Amministrazione comunale.

O meglio non si poteva fare fino a tutto il 2024, quando appunto i fatti riguardanti GINNETTI (e pure ALESSANDRINI PASSARINI) sono avvenuti.
Per il 2025 e gli anni a venire, infatti, il Governo MELONI ha pensato bene di inserire una “leggina”, all’interno del Decreto “Mille proroghe”, che di fatto ha abrogato l’articolo 7, comma 2, del Decreto legge 39/2013; articolo di legge che per una dozzina di anni ha reso in teoria non praticabile saltare il fosso, da una parte e l’altra, grazie alla facoltà di fare come ognuno credeva meglio… previo un congruo periodo di “purga” dalla gestione del potere, di almeno due anni.
Appunto in teoria. Perché, di fatto, se nessuno interessa l’Anac (Autorità nazionale anti corruzione che dal 2012 presiede al contrasto della corruzione politica e all’integrità dell’azione pubblica) di un comportamento in periferia a rischio legalità, il politico di turno poteva e può – e a maggior ragione dal 2025 potrà – dormire decisamente sonni tranquilli.

Chiedere appunto ad Alberto e pure a Maria o anche ad ALESSANDRINI e per conferma a PASSARINI chi è il Presidente della OSIMO SERVIZI (purtroppo per l’interessato assai poco remunerato con appena 1.200 euro circa mensili, comprensive di ricco rimborso spese) nominato dal buon PIRANI insieme al collega GINNETTI.
In teoria (e forse pure in pratica) una terza figura pagata per sorvegliare il rispetto della norma ci sarebbe pure stata nella figura dell’ex Segretario comunale Alessio Maria D’Angelo, purtroppo più interessato a querelare (inutilmente) OSIMO OGGI piuttosto che vigilare su quanto, al tempo, gli passava sotto il naso.

E’ così toccato alla ANDREONI far nascere il caso e ammettere che, in effetti, sulla questione inconferibilità, avrebbe dovuto segnalare al Presidente Anac CANTONE anche la situazione di OSIMO SERVIZI.
E far obiettare allo stesso GINNETTI che, in realtà, a muovere il rancoroso esposto Dem sono stati i soliti giochetti di rivalsa che in politica non mancano mai.

Ciò detto, palla al centro e parola al Presidente “superstite” Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI, graziato per dimenticanza.
Avrà la buona grazia – visto che in OSIMO SERVIZI, oltretutto, pare non si stia facendo vedere da tempo prolungato (tipo scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano… ma accumulano comunque bonifici mensili) – di dimettersi o attenderà placido l’imminente arrivo di Michela GLORIO per farsi decapitare sul campo dal nuovo Sindaco?
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