L’ASSESSORE MICHELA E LE TROPPO AMATE BIRRETTE I POST DELLA STAFFOLANI? SEMPRE MESSAGGI CIN CIN

La responsabile della Polizia municipale e della sicurezza stradale (nonché mancata portavoce del messaggio ai più giovani: zero alcool alla guida) non perde occasione per dare cattivo esempio; indossando un orribile piercing e brindando in Rete, quasi in ogni occasione, con inopportune “birrette” fresche
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Come il Consigliere Antonelliano Massimo CINGOLANI, proponendo la mamma a cittadina benemerita dell’anno, non ha retto al conseguente adattamento del soprannome pubblico simpaticamente concessogli – da “Rigoletto” a “Ridigoletto” – (tanto dal calciare il pallone in tribuna e rassegnare le proprie irrevocabili dimissioni), così l’ancor più fresco Assessore alla Polizia municipale, la 46enne Michela STAFFOLANI (Fratelli di Italia), è tempo che inizi a pensare di poter magari imitare CINGOLANI; e fare tale e quale. Ma senza show.

A meno che l’antica pubblic relation del Babaloo, ex discoteca più grande d’Italia, non si sia davvero autoconvinta di essere rimasta al sorgere del terzo Millennio, di continuare quindi ad avere 23 invece di 46 anni e soprattutto non dovesse la STAFFOLANI aver ancora assimilato il nuovo status simbol di Assessore, con quanto ne consegue in termine pubblici alla voce comportamenti.

Non passi per la Fascia da Sindaco indossata alla senese, stile “drappellone” o “cencio”, come se il Tricolore fosse un inciampo caduto all’altezza di un ginocchio (anzichè cingerle la vita) e non passi nemmeno, a livello estetico, la continua ostentazione di due braccia troppo, troppo magre, non degne di una ex pallavolista, che nonostante il gran caldo di questa estate, per antica prudenza femminile andrebbero celate; anziché esibite.
E non, men che meno, non passa il piercing che fa capolino al centro dell’ovale, sbucazzato sotto il labbro, a mò di bestia da soma.

Che Osimo debba annoverare, sia pur per poche settimane, un Assessore simile, per opportunità, alle vacche che i nostri nonni conducevano in esposizione al mercato del foro bovario… decisamente anche no. Certamente no. Sicurissimamente no.
Michela STAFFOLANI si liberi, per decenza dell’incarico ricevuto, della ferraglia inutilmente immessa in corpo e faccia l’amministrare normale. Sempre che ne sia capace.
Ma se, fra tutti i difetti, piccoli o più gravi o da censurare, ve ne fosse solo uno a cui porre urgente rimedio, allora non abbiamo più dubbi: Michela STAFFOLANI deve assolutamente dimenticare, per sempre o almeno per i prossimi giorni rimastile, che non accompagna più ai tavoli clienti ballerini ma accompagna la vita di una città in quanto massimo responsabile, ad esempio, della sicurezza stradale.

Un impegno tanto più eticamente pesante quanto più calato nella realtà di una mentalità, quella di un pubblico giovane per davvero (quello dei neo patentati 18enni in su) attento assai agli esempi e ai messaggi a loro destinati.
Ebbene in due mesi di regno, Michela STAFFOLANI è riuscita ad autoriprodursi, in una decina di occasioni diverse, accanto non oltre venti centimetri da promettenti birrette, bionde o scure, tutte tracannate per salutare questo o l’altro avvenimento senza un domani.

Ahi voglia a spendere, lo Stato, in costose campagne di sensibilizzazione sul non uso, ad esempio, dell’alcool alla guida, di ritorno da una festa, in compagnia di amici o anche sorseggiato in solitudine.

I giovani osimani, a livello subliminale, rifacendosi ai messaggi Facebook o Instagram, postati oltretutto dalla stessa interessata di continuo (come a confermare di non rendersi conto di quanto la stessa STAFFOLANI sta alimentando a mò di esempio sbagliato) cosa dovrebbero pensare e come saranno indotti a scegliere se messi di fronte alla decisione: butto giù anche questa o meglio non esagerare?
A Michela STAFFOLANI la non difficile risposta.
E dunque? Prosit! Anzi per dirlo cameratescamente… alla STAFFOLANI maniera: “Cin. A noi”.

PRO MEMORIA MICHELA STAFFOLANI: elenco dei ritocchi urgenti da attuare per continuare a giocare al “piccolo Assessore”.
- Recarsi da una sartina cinese (sottopagata pochi spiccioli) per farsi appuntare su misura la prossima Fascia Tricolore;
- Approfittare della mestierante asiatica per farsi correggere, con dei copri spalle o altri sotterfugi del mestiere (da maschietti non siamo all’altezza di porre consigli), tutti quegli abiti che pure piacciono tanto alla STAFFOLANI, ovvero quasi tutti i capi estivi di abbigliamento, vale a dire decine di mise a pois, tinta intera o multiformi, prive di maniche;
- Correre in ferramenta e rimuovere ogni corpo estraneo visibile;
- Provare a diventare astemi (faticaccia) o almeno tentare di rendersi credibile a giovani e giovanissimi, dichiarando guerra alle amate birrette. D’ora in poi solo acqua tonica, cedrata oppure – se proprio la gola non resiste – licenza per un salutare chinotto.



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