LATINI: “CARO PUGNALONI, MI SCUSO PER 10 ANNI DI TROPPO IMPETO” STORICO DISCORSO DEL LEADER CIVICO CHE BOCCIA PIRANI E APRE AL PD SINDACO FUORI ONDA: “HAI FATTO LO STRONZO, TI MANDEREMO A CASA”

Pomeriggio epocale in Sala Gialla con Latini ad aprire a Pugnaloni per pacificare Osimo dopo un decennio “feroce”; al tempo stesso il fondatore di Su la Testa ha chiuso, per l’ennesima volta, al proseguimento dell’esperienza amministrativa a fianco di Pirani lamentando di essere stato accantonato in favore di chi ha perso le elezioni. Si è così passati da una serie di Consigli comunali abortiti spontaneamente sul nascere ad una seduta travagliata da aborto terapeutico. Lavori a loro modo “storici” essendo stati sospesi dopo quasi tre ore di molto… ma anche nulla. Mai successo ad Osimo in 80 anni di vita amministrativa democratica. A fari spenti l’ennesimo gran finale col Sindaco beccato dai microfoni della diretta ancora aperta. Dai “cazzi suoi” di Simoncini si è passati allo “stronzo” sfuggito a Pirani, sempre con Latini destinatario. Con aggiunta di minaccia elettorale in chiave regionale: “Saremo noi a dirgli vai a casa”. Santoni (Forza Italia) preveggente, sfoggia in aula una t-shirt con la scritta: 28 ottobre… io c’ero!
STORICO DISCORSO DI LATINI IN CONSIGLIO COMUNALE
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DINO LATINI DISPONIBILE AD APRIRE A SINISTRA IN CHIAVE REGIONALE 2025
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DOPO 80 ANNI OSIMO RISCHIA DI ANDARE AD ELEZIONI ANTICIPATE. DI CHI LA COLPA PRINCIPALE?
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“Grazie signor Presidente, gentile Segretario, gentile Sindaco, gentili Assessori e Onorevoli colleghi; ovviamente la nostra posizione, del gruppo che rappresento, è la più difficile perché da rappresentare in questa aula in quanto esprimiamo la situazione del paradosso… dell’incomprensibile per coloro che hanno compiuto, nella realtà, un impegno per cambiare l’Amministrazione comunale, lavoro di cui siamo stati sicuramente protagonisti; e comunque nella stessa misura degli altri ci siamo impegnati affinchè ciò avvenisse.
Ma il nostro non è un paradosso o almeno non è paradosso nella nostra visuale. La nostra posizione e quindi il mio intervento è quindi rivolto principalmente, se non esclusiva, alla maggioranza e ai componenti dell’Amministrazione; non me ne vogliano i colleghi dell’opposizione, non per non volerli tenere in considerazione… anzi ho preso spunto dagli interventi che mi hanno appena preceduto per arricchire il bagaglio personale e per considerare quelli che sono gli ulteriori aspetti che potrebbero far parte non tanto delle linee programmatiche ma delle modalità di attuazione e interlocuzione tra le parti e i vari gruppi consiliari che compongono il Consiglio comunale.

La nostra posizione riflette una parte di quella che è stata la recente nostra storia e che ci ha visto impegnati nel corso degli ultimi dieci anni a rappresentare, secondo il nostro punto di vista, l’unica vera opposizione all’Amministrazione del Centro-Sinistra del Sindaco PUGNALONI e di averlo fatto a volte in maniera davvero troppo feroce, molto pesante, molto spesso con posizioni che erano allora poco comprensibili ma che nel loro divenire, nel corso del tempo, hanno assunto, hanno trovato una posizione quanto meno logica nella loro impostazione e nella loro finalità.
E per questo devo dire con molta onestà, avrei dovuto farlo già nel corso del mio primo intervento al Consiglio a cui ho partecipato, chiedo anch’io scusa al caro collega PUGNALONI per il nostro troppo impeto nel corso dei dieci anni.
Avrei voluto, proprio in quel momento, ma lo faccio adesso, dire che una pagina deve essere per forza chiusa… vi è necessità per Osimo di una pacificazione che riguardi tutte le parti in causa di un percorso che la storia comunque giudicherà se positivo o negativo, in che modo e nel verso di chi… ma certamente è una storia che abbiamo scritto insieme e insieme dobbiamo prenderne le responsabilità.
E su questo io non mi tiro assolutamente indietro e non perché oggi sono in una posizione di “vincitore”. La nostra è una vittoria mutilata e non certo richiamando il Ventennio fascista… mutilata perché ci siamo sentiti in qualche modo esclusi o secondo alcuni ci siamo fatti escludere o secondo altri ci siamo voluti escludere.
Resta il fatto che dell’impegno che abbiamo profuso nel corso di dieci anni e della campagna elettorale, ben poco in questo momento resta; ben poco traspare dalle azioni, attività che vengono profuse.
E’ questo l’intervento più difficile che io possa fare; capisco che ogni parola che rivolgo alla mia maggioranza è una parola che può essere motivo non di conciliazione ma fonte di polemica o discussione, di derisione… ma queste sono le uniche parole che so, in questo momento pronunciare… quindi quanto meno cogliete la parte più veritiera delle stesse.
E in questo senso, proprio nell’ambito delle linee programmatiche, l’assunzione della nostra responsabilità, pochi o molti che siamo, pochi o molto che rimaniamo, riflette il percorso che le Liste civiche, cambiate nel corso del tempo per denominazione, per vari metodi di identificazione, quasi una sorta di copyright o brevetto che l’uno o l’altro movimento, di seguito, si sono assunte come posizione, ruolo e originarietà… ma le Liste civiche, quelle che sostanzialmente ho contribuito a creare nel 1991, hanno un loro percorso

Ha ragione il collega PELLEGRINI quando afferma che ci sono due modi sostanziali di interpretare il programma amministrativo; noi siamo più per il primo (ricordo che il secondo era quello “alla carlona”) mentre il primo prevede per il programma amministrativo quale cartina di tornasole per chi è, soprattutto Liste civiche… cioè deve rispondere ai cittadini della fiducia riposta nell’impiego della propria volontà, del proprio servizio, per fare una azione amministrativa costante, continua ma anche coerente.
Io ho chiesto, insieme abbiamo chiesto ai cittadini il voto per il cambiamento, rispettando ovviamente chi, invece, voleva la continuità di un modo di amministrare. Lo abbiamo chiesto sulla base di una serie di principi e valori che precedono indubbiamente, contenuti in maniera propedeutico e maieutico le linee programmatiche prettamente intese nella parte che avete inteso nella parte operativa e parte strategica.
E’ chiaro che senza questo noi non possiamo condividere nulla. E’ come non avere “Enigma”, è come non avere il sistema cifrato che permetteva agli Alleati, nella II Guerra mondiale, di capire lo stesso il linguaggio operativo

Ed è forse una sorta di nostra mediocrità, anzi sicuramente segno di un certo nostro limite, una nostra incapacità ad avviarci su un percorso che, partita l’Amministrazione, vinte le Elezioni, si è in qualche modo quasi imposto e sul qualche fatichiamo davvero moltissimo.
E’ vero che nell’ambito di questo ci sono anche i discorsi legati ai cosiddetti posti. Può essere. Ma sono i posti, sono le persone che configurano l’azione amministrativa? Non ci sono soltanto i posti e le persone che configurano l’azione amministrativa nell’ambito di una società.
Come giustamente ricorda ora il Consigliere SPILLI per quanto riguarda OSIMO SERVIZI: il suo grido di dolore mi accomuna. Perché nell’ambito dell’azione di OSIMO SERVIZI non mi sento di imputare nulla all’azione dell’Amministrazione che pure ogni giorno anche noi riscontriamo senza neanche la possibilità di dare un contributo, se non migliorativo in qualche modo di confronto.
Ecco, essere in qualche modo fermi, fermi perché vogliamo evidenziare il nostro grande grido di dolore che si è aperto nell’ambito di quella che è una faglia importante che investe sia l’aspetto valoriale, sia l’aspetto operativo, sia l’aspetto del ris-pet-to.
Rispetto che chiediamo a grande voce, a tutti, per 33 anni di storia e spero che per altri 33 anni, in futuro, i pochi rimasti nelle Liste civiche, che voi chiamate Liste civiche da sempre, sapranno interpretare… e che comprendono la coerenza di fondo, la volontà di saper rinunciar rinunciare anche ad ogni cosa pur di salvare quello che è l’impegno nei confronti dei cittadini ai quali abbiamo chiesto il voto.
E siccome la battaglia è stata vinta, non la guerra… la battaglia politica vinta, per davvero, con uno scarto di poco… significa che noi, il primo compito che dobbiamo fare, è pacificare più possibile la nostra società, trovare i punti migliori in cui maggioranza e opposizione…
Guardate io dal 1991 ho chiamato l’altra parte politica, quando non era al potere amministrativo, sempre opposizione perché la ritengo alla pari; quando si perde il confronto elettorale sulla base dei voti, non si perde la capacità di poter rappresentare le proprie idee, i propri valori, il proprio programma e di poterlo fare alla pari di chi, in quel momento ha invece il dovere di sentire, il dovere non solo di ascoltare ma ha anche il dovere di interpretare chi non l’ha votato.

Non faccio nessuna reprimenda. Ne al Sindaco, ne alla Giunta, ne al Presidente del Consiglio, ne a tutti gli altri colleghi. Non me lo permetterei mai, davvero! Ma la nostra posizione è quella di, appunto, rappresentare quella parte che oggi non c’è nell’ambito di una coalizione che, presentandosi all’apparentamento ha sottoscritto il nostro programma. Non c’è stata una fusione.
Per questo difendiamo, ancora più forte, la nostra posizione. Rivolgiamo ancora più forte il nostro grido di dolore perché sarebbe stato più attenuato se ci fosse stato un incontro, un mismatch tra le varie linee programmatiche dei due programmi. Una visione completa di quello che è il programma delle Liste Civiche.
Ciò significa, a mio avviso, poter contare sul fatto che noi avevamo impostato la campagna elettorale su valori e temo a cui tutti si sono adeguati… temi e valori che, in qualche modo, ciascuno deve continuare ad osservare, riservando la massima attenzione.
Tradiremmo sennò la nostra storia, tradiremmo i nostri elettori, tradiremmo il nostro percorso futuro e tradiremmo anche, nel senso più profondo del termine, la possibilità di raccontare e interpretare in modo autentico quello che è il nostro pensiero.
Per questo, rimanendo questa situazione (so che è una posizione proprio contradditoria rispetto alle linee programmatiche del programma) noi non possiamo votare le linee guida di programma dell’Amministrazione se non c’è e non concorre una modifica di impostazione contestuale al voto.
Cioè una modifica adeguata a quelle che sono le nostre giuste esigenze, a nostro avviso, di rappresentare chi ci ha eletti”.

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