“LAVORIAMO PER RISOLVERE I PROBLEMI DI OSIMO, NON DELLA POLITICA” FRUTTO DELLA COALIZIONE, PIRANI ORA SPUTA SUL PIATTO DOVE MANGIA

Dino Latini e i suoi prendono amaramente atto che il movimento, a giudizio del Sindaco, è diventato un problema, anzi il problema principale di Francesco Pirani; sin dal 25 giugno, a vittoria ottenuta. Eppure il Sindaco venne individuato e tratto dal dimenticatoio (in cui si era auto confinato) soprattutto per volontà dei civici storici, beneficiando di una campagna elettorale al meglio e di un rapporto leale gettato alle ortiche perché?
DOPO 80 ANNI OSIMO RISCHIA DI ANDARE AD ELEZIONI ANTICIPATE. DI CHI LA COLPA PRINCIPALE?
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A rendere surreale e grottesca lo strappo del trio PIRANI-ANTONELLI-CICCIOLI rispetto alla forza politica principale rappresentata dal 55% Latiniano escluso dalla maggioranza, è la quasi assoluta mancanza di informazioni ufficiali rilasciate dal Sindaco alla città.
Un atteggiamento grottesco e paradossale, nell’epoca delle comunicazioni H24, figlio probabilmente del carattere chiuso, introverso, costantemente pauroso verso il mondo esterno, che la chiusura a riccio di PIRANI indubbiamente segnala.
Vero grasso che cola, dunque, le parole captate a Palazzo, tra un brindisi e l’altro, tra un Cda faticosamente incasellato e il prossimo da formare, di un PIRANI intento ad addossare a LATINI, cornuto e mazziato, la responsabilità del ribaltone.
“Ognuno è responsabile delle proprie scelte” – avrebbe chiosato il primo Cittadino. Come se, utilizzando un esempio di chiara comprensione per tutti, le decine di persone che l’11 settembre 2001 decisero di suicidarsi, sfracellandosi a terra gettandosi nel vuoto dal 97° piano in su, abbiano compiuto l’estremo gesto per il gusto di farlo e non per avere davanti una morte altrettanto orribile.
E ancora. “Dobbiamo lavorare per risolvere i problemi della città, non della politica”, come se la politica, quando non serve o serve meno, potesse sparire in quanto schifosa o infettante.
Insomma sputare nel piatto dove si è appena mangiato (e che prima o poi dovrà tornare ad essere utilizzato) non pare davvero una scelta intelligente da compiersi, possibile solo a primitivi cavernicoli e/o a uomini senza alcun tipo di rispetto verso se stessi; figuriamoci gli altri.

Pronta la replica di LATINI e i suoi che a mezzo Facebook hanno preso atto di essere diventati il problema dei problemi.
“All’improvviso scopriamo di rappresentare per PIRANI un quesito, una incognita, un grosso dubbio, una incertezza, una difficoltà, un caso difficile, un dilemma, una preoccupazione, una seccatura, una grana anzi una rogna vera e propria.
Se oggi come Liste civiche – dopo aver lavorato fedelmente, creato 8 liste e mezzo a supporto, portato 4.569 degli 8.217 voti andati al ballottaggio a PIRANI (scusate se troppo poco, NdR.), aver rispettato i patti elettorali a cominciare da un apparentamento sottoscritto, nonostante non condiviso politicamente ma comunque onorato… – siamo considerate spazzatura dal fruitore finale, dobbiamo per forza prendere atto della nuova realtà.
Noi restiamo fedeli ai nostri valori, rispettosi degli osimani tutti e in particolari dei quasi 5.000 cittadini che per due volte, l’8 e il 9 giugno e poi ancora il 23 e il 24 giugno, ci hanno concesso fiducia conferendo la forza di ciò che siamo.
All’epoca la politica, questo modo di fare politica, il nostro essere politico, non sembrava dispiacere a Francesco PIRANI candidato dalla politica, anzi…
Oggi, ad obiettivo raggiunto, il Sindaco preferisce dividere tra buoni e cattivi, belli o brutti, opportunisti e fedeli, arrampicatori di ogni risma e leali servitori della causa comune.
Ci sia concesso anche a noi un brindisi – chiudono le liste Civiche storiche – meno astioso, bell’interesse della città. Rinnoviamo pertanto il nostro in bocca al lupo, augurando a PIRANI, pur senza l’oste, di aver fatto bene i conti di quanto ordinato in tavola”.
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