LE CANDIDATURE DI NORCIA E PESARO CAPITALI EUROPEE DELLA CULTURA TRADOTTO: CON ACQUAROLI O RICCI? BASE POPOLARE PONE BASE D’ASTA

Trattasi in realtà di un falso problema: le varie proposte (solo una ventina in Italia!) dovranno essere perfezionate solo nel 2027 e a valere per l’anno 2033! Nel frattempo da Acquaroli la prima offerta concreta: 40.000 euro marchigiani in partenza verso il Comune di Norcia! Orsetti: “La Regione sostenga entrambi i progetti per poi magari fonderli in un unico “laboratorio culturale Marche”. L’attuale visione disordinata non pagherebbe”
Le candidature a Capitali europee della Cultura potranno essere poste, all’Unione Europea, solo nel 2027. Del resto anche allora il 2033, anno per cui la Regione Marche ha già deliberato 40.000 euro di finanziamento, sarà visibile soltanto con un buon binocolo.
Peccato che i soldini finiranno in cassa non ad un progetto di città marchigiana ma alla umbra Norcia, già ribattezzata in un pomposo latino, direttamente da Gian Mario SPACCA, Civitas appenninica.
Se all’informazione aggiungiamo il contraltare che anche Pesaro – Capitale italiana della Cultura in corso (seppur fuori da Pesaro nessuno se ne sia particolarmente accorto) – vorrebbe candidarsi all’analogo progetto europeo targato 2033… ce n’è quanto basta (e avanza) per un derby pre elettorale tra i rispettivi bacini elettorali: Pesaro con RICCI, Norcia e il suo cratere (comprendente 87 Comuni terremotati nel 2016, ricadenti tra Abruzzo, Umbria e Marche) col Governatore in carica ACQUAROLI.

Peccato che ACQUAROLI, dopo una delibera di Giunta senza impegno di spesa, abbia infilato in bilancio un bonifico pronto cassa da 40.000 euro passati direttamente dalle tasche dei marchigiani al fondo cassa del Comune norcino, umbro fino a prova del contrario.
Peccato soprattutto che la generosa mancia regionale abbia davvero tutta l’aria di una marchetta elettorale per ingraziarsi i buoni uffici, leggasi voti, della appena nata Base popolare, ultima creazione dell’ex Governatore democristiano fabrianese; SPACCA ideatore, ovviamente con il beneplacito dei MERLONI, del “pensatoio” denominato HAMU (una specie di indecifrata Ju-ter ma con molti più soldi da spendere) il cui campo di azione combacia, guardate pure questa ennesima coincidenza, con il territorio di Umbria, Marche e Abruzzo.
Il tutto – Norcia e Pesaro – a fronte di candidature europee che, nella sola Italia, saranno almeno una ventina… Insomma quanto basta per avere ampia certezza che in ballo c’è davvero poco cultura ma solo ed esclusivamente clientelismo elettorale… con Base popolare interessantissima a farsi tirare per la giacchetta… ora da RICCI, ora da ACQUAROLI per alzare il prezzo di futuribile ago della bilancia.

Un ruolo, quello democristiano per eccellenza di equilibratore tra due diverse e opposte offerte politiche (la Destra e la Sinistra), che Base popolare si sta ritagliando alla perfezione, alzando il prezzo della collaborazione, specie in questo momento in cui Dino LATINI ha appena fatto professione di eterna fedeltà al Centro-Destra, chiamandosi di fatto fuori, con poca furbizia, dall’asta politico-partitica.
Altro non ci sarebbe da dire, se non i commenti dei diretti interessati che, per carità di Patria, generosamente vi risparmiamo.
Non l’ultimo, però, meritevole di essere sottolineato in quanto pronunciato facendo ricorso al meglio del meglio di Base popolare e frutto dell’arguzia di un consumato politico del calibro di Raimondo ORSETTI, braccio destro di SPACCA e coordinatore regionale di Bp.
“Le due candidature (quelle di Norcia e quella di Pesaro) potrebbero anche camminare parallelamente ed essere entrambe sostenute dalla Regione, niente lo vieta e nessuno si stupirebbe… queste sono le Marche, non a caso unica regione declinata al plurale.

Niente poi vieterebbe – vede in là ORSETTI – una volta ottenute le candidature presso l’Unione Europea, che i progetti possano fondersi in uno, dando vita ad un “laboratorio culturale Marche”. Un centro unico in grado di realizzare, con fondi europei di futura acquisizione, gli stessi investimenti strutturali che, come nel caso di Matera 2019, hanno trasformato il volto dell’intera Basilicata.
A nostro avviso la Regione Marche – conclude saggiamente ORSETTI portando un pò di acqua al mulino di Base popolare – farebbe bene ad istituire da subito un tavolo politico di dialogo e confronto tra due realtà diverse ma anche omogenee come Norcia (già sostenuta da San Benedetto, patrono di Europa) e Pesaro, Capitale italiana uscente.
L’invito che rivolgiamo alle parti – chiosa ORSETTI – è un richiamo alla ragionevolezza, al buon senso e al dialogo (tra ACQUAROLI e RICCI, NdR.) e alla condivisione di un percorso comune.
Un percorso di per se non semplice ma che diventerà fatalmente impossibile da portare a termine se le Marche andranno avanti con l’attuale visione disordinata e l’uno all’altra opposta”.
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