LUI PER 10 ANNI A PATRASSO DA FINTO SUICIDA… LEI DA 7 ANNI A CONOSCENZA DI DOVE SI TROVASSE!

Colpo di scena clamoroso per il caso di Adamo Guerra, sollevato in tv da “Chi l’ha visto?” dalla moglie divorziata. Alla donna la Polizia greca aveva notificato, già a settembre 2016, l’avvenuto rintraccio positivo dell’uomo; episodio che la Borghi ha denunciato ai Carabinieri, accusando l’ex del mancato mantenimento delle figlie. Perché ricorrere alle telecamere Rai e inventarsi tutt’altra storia? Come il marito anche la donna non risponde alle domande, per ora solo giornalistiche
Finti suicidi ma anche false scomparse.
Stando ad una clamorosa ricostruzione realizzata dell’agenzia nazionale della stampa associata (Ansa), l’ex vedova del ritrovato Adamo GUERRA non avrebbe raccontato la verità a “Chi l’ha visto?”.
Raffaella BORGHI, in ogni caso ex moglie del commerciante di Lugo avendo nel tempo ottenuto regolare divorzio, sarebbe stata a conoscenza, già dal 2016, dell’esistenza in vita dell’uomo. Anzi, la donna, sapeva benissimo di poterlo rintracciare a Patrasso, come confermato dall’Aire solo nel 2022!
A dimostrarlo e a gettare nella spazzatura tutti i possibili condizionali, è una precisa denuncia, sottoscritta dalla non più vedova ai Carabinieri di Imola il 30 settembre di sette anni fa!
La BORGHI era appena stata “notiziata” dell’avvenuto positivo rintraccio dell’uomo, da parte della Polizia greca; allarme allertato nell’ambito delle ricerche di Adamo GUERRA allargate in ambito europeo.
Da questa notizia positiva la decisione della poveretta di sporgere denuncia, accusando GUERRA di aver violato gli obblighi familiari in relazione al mantenimento di due figlie, all’epoca entrambe minorenni.

Dunque Raffaella BORGHI sapeva da ben sette anni che il marito, finto suicida, era in realtà vivo, vegeto e residente a Patrasso, avendo verbalizzato nero su bianco questa conoscenza, notificata all’interessata direttamente dalla Polizia ellenica
Come è ormai stra noto GUERRA aveva fatto perdere le proprie tracce nel luglio 2013 raggiungendo il porto di Ancona e lasciando in casa tre lettere di addio in cui il commerciante spiegava di dover fronte a pressanti problemi economici e di volersi uccidere per il bene di tutti e della famiglia in particolare.
A rendere ancora più strana tutta questa vicenda anche il particolare che vuole – a margine del felice ritrovamento del mancato suicida nel settembre 2016 – la notifica del lieto fine eseguita sia nei confronti della ex moglie che degli anziani genitori di GUERRA… nonni delle ragazze che, dalla scomparsa suicidaria del figlio, hanno aiutato con una somma mensile il sostentamento delle due nipoti.
Un’ultima coincidenza potrebbe, infine, giocato un ruolo in tutta questa incredibile storia di bugie, mezze verità e allontanamenti da casa, concordati o meno. La notizia del ritrovamento in vita di GUERRA nel settembre 2016 e la decisione della moglie di sporgere la ricordata denuncia, coincide con la necessità familiare di maggiori risorse economiche; di li a poche settimane una delle figlie della coppia avrebbe iniziato a frequentare l’università a Bologna.
Ignoti al momento i motivi che hanno indotti la BORGHI a realizzare una clamorosa sceneggiata, “truffare” la buona fede di giornalisti esperti come la SCIARELLI e ingannare l’intera redazione di “Chi l’ha visto?” spedita in forze a Patrasso, inscenare l’ulteriore pantomima con l’Associazione “Penelope” dedicata al ritrovamento di scomparsi, presentarsi in tv commossa alle lacrime per essere stata abbandonata senza motivo da un padre comunque attento e affettuoso e sfruttare, da ultimo, la vera informazione dell’iscrizione nel febbraio 2022 all’Aire fatta da GUERRA, quale evento per scoprire l’esistenza in vita del proprio ex uomo.
Contattata telefonicamente dall’Ansa nella giornata di sabato, per una spiegazione degli ultimi clamorosi sviluppi, la BORGHI ha preferito non rispondere ai giornalisti, raccontando di non poter parlare perché al lavoro.
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