“MERITIAMO DI PIU’…” MA CAMPANELLI NEANCHE IPOTIZZA L’ADDIO MENO TIFOSI E PIU’ CRITICHE PER L’OSIMANA SPARITA IN ECCELLENZA

Il pubblico osimano, fatalmente, sempre più disamorato dal club sportivo più importante, causa mancanza di risultati sportivi in linea con le attese della città. Nulla di nuovo sotto il sole, non fosse che ad Osimo, oltre a mancare di investitori di qualità, manca persino la spinta societaria a passare la mano… col Presidente-lavoratore ormai adagiatosi alla guida societaria come due piselli in un baccello
“Meritiamo di più!”
Pare che a Montefano, domenica scorsa, un gruppetto sparuto di tifosi Giallo-Rossi, ingoiata l’ultima sconfitta stagionale – ottava di ventuno – che relega l’Osimana a metà classifica, abbia cominciato a rivendicare maggior attenzione societaria.
“Rappresentiamo una delle principali città marchigiane, vantiamo un passato colmo di successi sportivi e di gloria passata – lamentano i tifosi che pagano il biglietto – eppure è già tanta grazia se la società riesce a sostenere l’impatto e a rimediare figure, anche barbine, confrontandosi settimanalmente con realtà tipo Montefano, Campiglione, Chiesanuova e, perché no, i terribili scaricatori del porto di Ancona.

Servirebbe un passo indietro societario o almeno la disponibilità a farlo, affiggendo un grosso cartello, giallo e rosso, con la scritta “vendesi”.
Servirebbe, poi, anche qualcuno di provata solidità economica, interessato a rilevare il giochetto e ad innamorarsi del sistema calcio cittadino, portando il club stabilmente dovrebbe figurare una società dalle tradizioni dell’Osimana – habitat naturale chiamatosi serie D – con puntate, di quando in quando, svincolate al ritmo della morte di un Papa, anche nel gradino superiore della serie C.
Insomma “quarta serie” quale ordinaria amministrazione; serie C quando l’annata risulta particolarmente buona e meritevole di essere ricordata negli annali.

Grosso modo come accaduto, mezzo secolo fa, col gol di “Garibaldi” Sandro GRACIOTTI che il 17 maggio 1975 proiettò Osimo sportiva, per la prima volta, la dove la cronaca sportiva si trasforma in Storia di vita.
Quanti ricordi anche in chi, oggi, è costretto da Montefano, dopo una partita addirittura persa, a lamentare un mancato salto di qualità calcistica.
Insomma Signori, non solo in città non esistono acquirenti danarosi, capaci di assicurare ad Osimo il futuro che “meriterebbe” per tradizione e rilevanza della città… ma anche la società non si pone minimamente il problema, accontentandosi di vivacchiare tra gli anonimi, paga dell’uovo e affatto interessata a porre almeno le basi per trasformarlo in saporita gallina.
Signori, Antonio CAMPANELLI, Presidente ben stipendiato, non ha alcuna intenzione di passare la mano e rinunciare al proprio “giochino” con lucroso tornaconto personale; né la Maria Grazia TONTI in Sandro SINISCALCHI (per citare non a caso la Mait e gli industriali più importanti che ben potrebbero supportare l’impegno economico) hanno la minima idea di informarsi su quanti giri faccia possa fare una palla di calcio, una volta calciata verso il fondo del sacco… dicesi rete!
Insomma alla frase “io non vendo” Osimo risponde con altrettanta chiarezza “guarda che siamo noi che non compriamo”
Il risultato? Ognun per se e Antonio CAMPANELLI per tutti i residui tifosi, ormai ai minimi termini, sotto soglia di sicurezza.
Ne il futuro sembra promettere meglio. La famiglia TONTI rimarrà ben attaccata al proprio fatturato e si guarderà bene di stroncare sul nascere qualsiasi discorso, anche di minima, legato alla città, al prestigio personale, al modo di riversare su Osimo almeno qualche briciola della propria ingente fortuna.

Da parte sua CAMPANELLI, Presidente lavoratore per necessità e virtù, continuerà a godersi il giocattolino, seppur a scartamento ridotto ma pur sempre in linea con aspettative del club che non impongono all’Osimana salti di categoria.
Qualcuno contesterà l’andazzo, altri abbandoneranno il Diana, la maggioranza dei tifosi superstiti si sfogherà a parole invitando CAMPANELLI a lasciar perdere e a rendersi conto di quanto sia inadeguato, economicamente, per la carica ricoperta di Presidente.
Altro non dovrebbe succedere; né nel bene… che nel male. Anzi badando bene, con un occhio di attenzione particolare, magari, a restar costantemente lontani, nel tempo, al mantenimento nudo e crudo della categoria di Eccellenza.
Non granchè ma pur sempre “più”, nella sua pochezza sportiva, di quanto Osimo e i suoi tifosi, evidentemente meritano di godere… nel 2025 e anni a venire.
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