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Niente B e forse – questo il pericolo vero – per la Robur e i suoi ritrovati tifosi, non ci sarà neanche il mesto ritorno alla serie C appena lasciata!
Queste le risultanze, sportivamente parlando, drammatiche del summit societario in corso, in via continuativa, dal successo sul campo di Perugia a questa mattina.
40 giorni in cui, nonostante il vento in poppa del calore popolare, nessuno ha bussato alla porta roburina; neanche per toccare con mano la natura vera, leggi quantificare il necessario ad un affiancamento o il rilevamento completo del club, della questione in ballo.
E dire che la gestione di un campionato di basket nella terza serie nazionale non sarebbe equivalso ad alcun impegno rilevante per nessun imprenditore cittadino, anche di medio bassa rilevanza.
E’ mancata la volontà; è totalmente risultato assente il desiderio; è del tutto sparito anche il piacere di collaborare e lasciare un segno di se stessi consentendo ad una sana passione ad uno sport e ad un club amato dalla terza generazione consecutiva di osimani.
E’ mancato, principalmente, colui che per volontà popolare avrebbe dovuto aver chiaro in mente le funzioni del ruoli e non le fazioni politiche. Il cosiddetto “Sindaco di tutti”, colui che avrebbe prevalso sul Male quasi per mandato divino essendo stato unto abbastanza dal Bene soprannaturale
Costui, come si diceva ieri ufficializzando la rinuncia alla serie B, ha preferito guardare, annotare e festeggiare in cuor proprio la mancata iscrizione e ora rallegrarsi persino per il rischio concreto per la gloriosa Robur, di scomparire da ogni ruolo federale.
A lasciare Osimo con certezza, intanto, è il coach italo-argentino German SCIUTTO che ha lasciato Osimo consensualmente per accasarsi a Salerno, serie B girone meridionale, alla Lars Virtus Arechi; con il tecnico, probabilmente, anche i migliori ragazzi italo-argentini visti ad Osimo in questa annata.
Senza attenzioni, senza soldi, senza tecnico e senza i migliori uomini in campo… Osimo finirà, entro il 24 luglio prossimo, ultima data per regolamentare la presenza al roster della nuova C unificata 2024, anche col correre il rischio di non iscriversi e sparire.
I 15.000 euro incassati dalla Loreto Pesaro per cedere il titolo di B non coprono neanche il 50% delle spese, insopprimibili, ovvero non meno di 40.000 euro, per affrontare una ulteriore gestione nella categoria sottostante.
Ne la campagna abbonamenti, lanciata in anticipo, nella speranza di un miracolo della base, ha potuto operare miracoli di sorta. Troppo ampio il divario tra la Osimo che conta… e quella che spera.
Il rischio concreto è quello di ripercorrere, al 64° di fondazione, strade già viste nel 2011 e nel 2016 con la mancata iscrizione alla Serie C.
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