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Pronti, partenza… via! Dopo la cena di Natale in programma stasera al ristorante Ada (partecipazione libera fissata a 25 euro, comprendenti di contributo), la campagna elettorale dei Latiniani, già soprannominata “Reconquista sivica”, con esse dolce alla spagnola, si apre ufficialmente sabato pomeriggio a Palazzo Campana con la convocazione regionale di tutte le Liste civiche di espressione di Centro-Destra.
Una sorta di Stati generali utili a mettere i puntini sopra le “i” in fatto di programma e soprattutto a scaldare l’infernale macchina elettorale, nota come caccia al voto, probabilmente e storicamente, dopo 15 anni di latinismo e 10 di Pugnalonesimo, ultima e decisiva.
Solo 500 giorni al voto del 26 maggio 2024 (anzi esattamente appena 76 settimane) per presentare ufficialmente Monica BORDONI candidata a Sindaco e stringere una alleanza decisiva, sullo stile dell’esempio 1999, con i partiti del Centro-Destra e quindi sbaragliare, come da facile previsione, la debole concorrenza dei superstiti fissati col Centro-Sinistra, archiviando la partita Amministrativa già al primo turno col 58%-60% dei consensi.

Le condizioni politiche e di fatto per affermarlo e riuscirci ci sono tutte, ad iniziare dal desiderio degli Osimani di chiudere la dolorosa parentesi Pugnaloniana, iniziata per caso nel 2014 con l’improvvisa voglia di andare al mare proprio il giorno del ballottaggio e consolidatasi con l’aiuto di tradimenti, pugnalate alle spalle e sfilze di schede taroccate… per poi protrarsi, sempre facendo leva sui medesimi concetti, per dieci lunghi anni e fino ai giorni nostri che debbono ancora compiersi; anni portatori di lacrime e sanguine con la sola eccezione di galoppini, portatori d’acqua, raccomandati e ruffiani, categoria che a Palazzo ha a lungo goduto, seconda in orgasmi solo a quella degli amici degli amici del Sindaco.
Come dicevamo l’allineamento dei pianeti pare davvero perfetto, forse anche troppo, considerando che proprio Osimo ha rieletto, in surplus, giusto il 25 settembre, il Senatore DE POLI a Palazzo Madama; parlamentare di lungo corso, non a caso anima riconosciuta dei moderati e dei movimenti civici di Centro-Destra di Italia tutta.
Se al vento in poppa nazionale (dati che vedremo più sotto, col Governo Meloni ogni giorno più vicino a raggiungere e superare il 50% dei consensi dei cittadini) aggiungiamo l’impossibilità tecnica di PUGNALONI di difendere sul campo, causa iniqua legge elettorale, il proprio onore politico, aggiungiamo il deserto di candidature autorevoli che potrebbero ambire a prenderne il posto… e a tutto questo aggiungiamo l’ultima Boldriniana d’Italia superstite – l’Assessore non si sa bene a cosa Michela GLORIO – quale migliore offerta possibile del Centro-Sinistra agli Osimani, ecco che il quadro pare davvero sin troppo delineato; anzi chiuso, bocciato, archiviato, defunto. Mai nato.
Date queste carte in gioco, per fallire l’appuntamento bisognerebbe impegnarsi davvero nell’esercizio trappista di farsi molto del male, esperienza, in verità, in cui le Liste civiche hanno a lungo primeggiato in passato, già dai tempi di SIMONCINI, insidiate in questa maso specialità proprio dagli stessi compagni di viaggio alleati, ottusi e maldestri, stile Lega 2019.
Ecco perché nonostante 500 giorni possano apparire, ai più, come un periodo ancora lontano per giungere sin d’ora ad accordi e conclusioni politiche – vedi la coordinatrice locale di Fratelli d’Italia Michela STAFFOLANI, giovane, bellina ma ancora molto, troppo digiuna sui comportamenti legati ai tempi e ai modi della politica nostrana, di quella fatta a mano per vincere – ribadiamo come la nuova Osimo, invece, vada pensata e modellata sulla nuova creta ora, senza aspettare le idee e le circostanze di domani. O dopo domani.

Ben vengano, dunque, le due “C” di fine anno, cena & conclave, se utili a dare la stura ad un rinnovato pensiero sulla Osimo degli anni ’30 2.0 incredibilmente alle porte.
In attesa di collegarci con le leccornie per la gola di Ada e di conoscere le buone idee scaturite dall’assise del Campana, gli Osimani di maggioranza possono godersi questi numeri, frutto della media dei sondaggi lavorati dagli Istituti EMG, SWG e TECNE’ dal 5 al 14 dicembre.
Le migliori case di previsione delle intenzioni di voto degli Italiani certificano, per la chiusura di un 2023 già storico per il dato maturato nelle urne il 25 settembre, che il Centro-Destra si appresta a trascorrere il Natale attestandosi a quota 46.60%, così suddiviso: Fratelli d’Italia 30.10% (con quota psicologica del 30% finalmente sfondata), Lega all’8.60%, Forza Italia al 6.50% e Noi moderati presenti a quota 1.40%.
Sul fronte opposto, più che mai litigiosi, divisi e senza una idea alternativa di Paese da proporre agli elettori, abbiamo i 5 Stelle al 17.30% (e soprattutto stimati dai sondaggi vivi fino al 31 agosto 2023, quando scomparirà, col reddito di cittadinanza, anche l’infamia di averlo utilizzato come voto di scambio), il sempre più abbacchiato Pd al 16.20%, il cosiddetto terzo polo (aspirante al primo) al 7.60%, Verdi-Sinistra italiana al 3.60%, +Europa al 2.60%, Italexit al 2.20% e Unione popolare all’1.70%.
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